Claudio Tamburrino

Twitter, tra troll e advertising

Mentre la piattaforma saggia nuovi sistemi per mettere a frutto la propria platea di utenti, rinnovando anche un accordo con Google, il CEO ammette il proprio fallimento nel contrastare i troll. Un ostacolo al successo con cui Ŕ necessario confrontarsi

Roma - Twitter, secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, ha stretto un nuovo accordo con Google per riportare i tweet dei suoi utenti tra i contenuti indicizzati. Il ritorno tra i risultati della ricerca di Google (che riprende un esperimento già effettuato tra il 2009 ed il 2011) rappresenta per la piattaforma una delle mosse per cercare di edificare un sistema attraverso cui remunerare il proprio successo di pubblico: a questa si aggiunge il nuovo aggiornamento dell'homepage, modificata per incuriosire e attrarre nuovi utenti.

La collaborazione con il motore di ricerca permetterà infatti a Google di aver accesso ai contenuti di Twitter, ed ai tweet di apparire tra i risultati in tempo reale di una query effettuata sul motore di ricerca: ciò significa un introito aggiuntivo sotto forma di contributo pagato da Mountain View, ma soprattutto la possibilità di estendere la portata del proprio servizio di advertising, potendo sfruttare un palco ancora più ampio. D'altra parte il servizio di microblogging afferma di aver rilevato più di 185 miliardi di impression per i cinguettii al di fuori della sua stessa piattaforma.

Con il medesimo obiettivo Twitter ha raggiunto accordi con Flipboard ed altre app e diversi siti, che le permetteranno di mostrare altrove i tweet sponsorizzati. E al contempo ha introdotto Quick Promote un nuovo strumento per la pubblicità, indirizzato specificatamente ai piccoli inserzionisti, che possono accedervi tramite la propria pagina di Twitter Analytics.
Se da un lato c'è la questione della remunerazione del traffico e del successo di pubblico finora raggiunto, dall'altro c'è quella parallela di mantenere tali numeri di utenti e di incoraggiare gli inserzionisti ad agire in un ambiente rassicurante.

Il CEO di Twitter Dick Costolo ha deciso di affrontare direttamente anche il problema dei troll e degli usi abusivi della sua piattaforma di microblogging: in un memo interno ha ammesso che finora la strategia adottata per contrastare questi fenomeni ha fallito in maniera imbarazzante e ha promesso che si impegnerà direttamente per affrontarla.

D'altronde, a far rimanere scottato Costolo sono state vicende come quella che ha coinvolto la figlia di Robin Williams: dopo la morte del padre ha lasciato il social media a causa del modo in cui la notizia del decesso veniva trattata dagli utenti e, in particolare, perché le sono stati inviati disgustosi fotomontaggi. Un episodio che ha spinto Twitter ad annunciare l'intenzione di rimuovere le immagini delle persone decedute su richiesta dei familiari.

Da ultimo, poi, vi il caso di cyberbullismo che vede come vittima la giornalista Lindy West e che è stato raccontato da This American Life e The Guardian: proprio commentando tale vicenda Costolo ha ammesso di avere sbagliato tutto fino ad ora proposito dei troll: sarebbe urgente agire perché è un fenomeno che rischia di compromettere il successo della piattaforma. O di mobilitare i governi.

Claudio Tamburrino
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