Claudio Tamburrino

USA, di nuovo contro la guerra dei brevetti

Torna in versione bipartisan l'Innovation Act: la proposta di legge mira a scoraggiare l'attività dei patent troll e le cause infinite a sfondo brevettuale

Roma - A Washington torna in auge l'Innovation Acts, la proposta di legge che prevede una serie di misure atte a scoraggiare le denunce in ambito brevettuale.

Protagonisti di questo nuovo tentativo di riforma del settore della proprietà intellettuale a tutela (ed incentivo) dell'innovazione sono ora il repubblicano Bob Goodlatte, Presidente della House Judiciary Committee, il democratico Darrell Issa ed altri rappresentanti dei due principali partiti a stelle e strisce.

Il lungo viaggio della legge anti-troll sembrava vicino alla conclusione lo scorso dicembre, quando l'House of Representatives aveva votato a favore di una prima versione dell'Innovation Act che prevedeva fin da allora una serie di misure atte a scoraggiare le denunce in ambito brevettuale: stabiliva in particolare l'obbligo di condividere la tecnologia di cui si contesta la violazione, semplificava la procedura di unificazione dei fori di competenza e offriva maggiore possibilità di ottenere il pagamento delle spese legali da parte dell'accusato.
D'altronde, una delle priorità per l'amministrazione Obama resta proprio portare avanti una riforma del settore, e rimuovere gli ostacoli che rischiano seriamente di compromettere le opportunità di sviluppo tecnologico: in particolare la necessità è quella di trovare un equilibrio sulla questione dei cosiddetti patent troll, quelle entità commerciali che non producono o non vendono alcun prodotto specifico ma hanno un discusso metodo di business basato su aggressive strategie legali, volte all'ottenimento di royalty o altre compensazioni per la loro proprietà intellettuale acquisita da altri.

In quest'ultima versione dell'Innovation Act le misure previste puntano sulla trasparenza per impedire a tali patent troll di ostacolare indebitamente le attività ed il business delle aziende che operano legittimamente e di conseguenza l'innovatività del settore.

Nel dettaglio la nuova proposta di legge comprende l'obbligo per chi procede con una denuncia in ambito brevettuale a dichiarare immediatamente chi sono i detentori dei titoli di privativa in base ai quali si procede, in modo tale da impedire ai patent troll di agire dietro società schermo, di motivare estensivamente perché si richiede di procedere davanti ad una determinata corte, per impedire il cosiddetto fenomeno del forum shopping, cioè la possibilità di scegliere la corte maggiormente propensa a dare ragione al denunciante. La proposta prevede inoltre una serie di procedure abbreviate per valutare la validità o meno di un brevetto e tagliare i tempi processuali, in modo da impedire le strategie di ostruzionismo in aula che puntano a costringere la controparte a raggiungere un accordo.

Nel complesso la nuova versione della proposta di legge è stata ben accolta da operatori del settore, lobbisti ICT e startup. Computer & Communications Industry Association ha per esempio sottolineato che "renderà meno conveniente per i patent troll la denuncia ed accorcerà i tempi dei processi".

Claudio Tamburrino
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