Claudio Tamburrino

Terrorismo online, tra vendicatori privati e pubbliche rimozioni

Tra Anonymous, Google e nuove leggi dei Governi, è caccia aperta ai terroristi. L'obiettivo è reprimere i contenuti che possano scuotere la società civile

Roma - L'attentato alla redazione di Charlie Hebdo e la propaganda aggressiva e terrificante del gruppo jihadista ISIS sta ponendo autorità, società civile e aziende che operano in Rete davanti ad una scelta difficile: combattere la nuova offensiva sullo stesso terreno dei nemici o difendere i propri valori, facendosi scudo di essi. La prima risposta sembra quella adottata finora dai governi, che facendo leva sul regime di terrore hanno ottenuto il passaggio di leggi che estendono i poteri di controllo sui contenuti online, mentre alcuni operatori della Rete hanno abdicato alla propria neutralità per rispondere alla pressione dei governi e alle paure dei cittadini. C'è invece chi, come certe frange di Anonymous, che per paura o per orgoglio hanno finito per aprire la caccia ai contenuti lontani dai propri principi.

Così, mentre in Francia è stata approvata la legge che permette il blocco (tramite DNS) di determinati siti senza bisogno dell'intervento di un giudice, ma solo con l'intervento di una commissione ad hoc se si tratta di impedire l'accesso a contenuti pedopornografici o di carattere terroristico, sono i privati ad essere eletti al ruolo di protagonisti della sfida online ai contenuti estremisti, una guerra che vede contrapposti blocchi di contenuti specifici e circuiti di propaganda per diffondere le immagini del terrore e la rete di reclutamento dei gruppi jihadisti.

Google - per esempio - ha messo mano ai suggerimenti offerti dall'autocompletamento del suo motore di ricerca in lingua inglese, rimuovendo la frase "How can I Join ISIS" ("come posso arruolarmi nell'ISIS") per evitare di diventare un veicolo di uomini per il gruppo autoproclamatosi Stato Islamico: Mountain View - insomma - ha di fatto superato uno dei suoi tabù e la sua famigerata reticenza a mettere mano all'algoritmo del suo motore di ricerca, finendo per autocensurarsi e rimuovere la frase che seguiva le domande legate all'arruolamento nella polizia, negli Illuminati e nelle fila dei sindacati.
Ad informare Google del cortocircuito apparentemente favorevole agli estremisti islamici è stata stavolta la BBC, ma con il sempre più pressante interessamento delle autorità la predisposizione di Google a procedere con la rimozione appare preoccupante: resta da chiedersi, per esempio, se non finirà per deindicizzare le pagine di quei giornali che hanno per esempio pubblicato le disumane immagini del rogo del pilota giordano, sostituendosi alla scelta più o meno condivisibile della redazione giornalistica.

Nel frattempo gli hacktivisti di Anonymous hanno avviato la propria personalissima guerra nei confronti dell'ISIS: colpiti dai fatti drammatici dell'XI arrondissement di Parigi, il gruppo aveva dichiarato guerra agli estremisti islamici, dimostrando ora di voler far sul serio.

Il campo di battaglia resta Internet e le armi sono fatte da offensive informatiche che, con moventi e mandanti diversi ma con il medesimo effetto, proprio come le operazioni delle autorità francesi e di Google puntano a rimuovere i contenuti e gli account dei terroristi. Anonymous sottolinea come non si tratti di uno scontro di civiltà: tra gli hacktivisti ci sono ogni genere di persona, religione o razza, spiegano. Mentre dichiarano "ricordatevi: i terroristi che si fanno chiamare Stato Islamico (ISIS) non sono musulmani" ed è per questo che "li cacceremo, abbatteremo i loro siti, le loro email e le loro identità: da oggi in poi non ci sarà un luogo sicuro per loro online. Li tratteremo come un virus. E noi siamo la cura".


Per il momento nel mirino di Anonymous sono finiti diversi account Twitter e Facebook, alcune email Yahoo ed un po' di siti Internet, che gli hacktivisti vogliono occupare, bloccare e sospendere, pubblicandone inoltre online i contenuti delle email personali dei presunti appartenenti al circuito jihadista.

Oltre ad ISIS ed Anonymous, d'altronde, altri eserciti non convenzionali si stanno muovendo: la polizia di New York ha costituito una squadra per essere attiva sui social media con scopi investigativi e l'esercito britannico sta creando un vero e proprio battaglione di "guerrieri Facebook" che, come veri e propri copywriter e social network specialist, hanno il compito di sovvertire le campagne di arruolamento dei nemici e combattere le relative operazioni propagandistiche, anche attraverso la controinformazione e la creazione di account civetta.

Claudio Tamburrino
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14 Commenti alla Notizia Terrorismo online, tra vendicatori privati e pubbliche rimozioni
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  • ignorarli
    prenderli per il gulo
    un po' di psyop, controinformazione
    (da dentro) disarticolare i gruppi digitali

    purtroppo le prime 2 andrebbero insegnate ai giornalisti, che invece ci fanno tonnellate di ciance sopra.
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > ignorarli
    > prenderli per il gulo
    > un po' di psyop, controinformazione
    > (da dentro) disarticolare i gruppi digitali
    >
    > purtroppo le prime 2 andrebbero insegnate ai
    > giornalisti, che invece ci fanno tonnellate di
    > ciance
    > sopra.

    Secondo me di digitale hanno ben poco. Sono dei trogloditi che sono li solo perchè hanno il permesso di usare un fucile anzichè una vanga.
    Reietti pronti ad abbracciare qualsiasi idea, pur di poter sparare a qualcuno gratuitamente.
    Li ci vanno anche italiani a quanto pare e i cosidetti "foreign fighters" cosi ribatezzati, non sono altro che mercenari o gente che lo vuole diventare addestrandosi direttamente sul campo di battaglia, sparando in testa a qualcuno.
    Questa sarebbe la libertà di parola che qualcuno qui va cianciando?
    Libertà di fomentare l'odio?
    E' un commento in generale, non direttamente una replica al tuo messaggio.
    Ma a me sembra che qui qualcuno, forse tanti, vivono nella bambagia pensando che "tanto qui non accadra mai".
    il solito pensiero da italiano medio, il bamboccione che si fa mantenere ancora dai genitori e che ha l'ultimo modello di iPhone in mano.
    Quando ti trovi davanti a una canna di un mistragliatore in mano a un fanatico, qualcuno avrà ancora la forza di dirgli: "eh, tu hai liberta di parola!"

    RattTaTaTaT? Libertà di sparare! Eh bhe!... No?

    Mi sa che il livello di intelligenza dei lettori qui si è talmente abbassato da non riconoscere piu cosa è reale e cosa no.

    Un proiettile in fronte è reale, secondo me, ed è la diretta conseguenza del lasciar correre su certi atteggiamenti che vanno immediatamente perseguiti.
    Incitare alla violenza è un reato, non è libertà di parola.
    Detto questo vi saluto e vi invito a crescere un pochino, buttare via Topolino e cominciare a capire come funziona la fuori.
    Cazzo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > - Scritto da: bubba
    > > ignorarli
    > > prenderli per il gulo
    > > un po' di psyop, controinformazione
    > > (da dentro) disarticolare i gruppi digitali
    > >
    > > purtroppo le prime 2 andrebbero insegnate ai
    > > giornalisti, che invece ci fanno tonnellate di
    > > ciance
    > > sopra.
    >
    > Secondo me di digitale hanno ben poco. Sono dei
    > trogloditi che sono li solo perchè hanno il
    > permesso di usare un fucile anzichè una
    > vanga.
    si ovvio che il kalashnikov ha poco di digitale. ma l'articolo parlava della parte mediatica. Trovo un po' idiota vedere certi media concentrati ossessivamente sull'argomento (o meglio sugli argomenti che loro ti propinano... dalla tutina di guantanamo in su). e' tutta pubblicita per i retarded
    non+autenticato
  • Incitare alla violenza non è libertà di parola a prescindere dal fatto che sia o meno un reato.
    Un reato è in buona sostanza la violazione di una convenzione sociale (più o meno condivisa a seconda che tale convenzione sia basata sulla democrazia o meno).
    La libertà di parola non è né convenzione ne legge è un "diritto umano" o se si preferisce un principio universale la distinzione, in uno stato "moderno" non è peregrina perché di solito i principi universali stanno nelle costituzioni mentre i reati stanno nelle leggi e nei codici.

    Morale della favola quello che sostiene di proteggere anonymous, che si sia d'accordo o meno, è un principio universale indipendente da religione convinzioni personali e leggi o prescrizioni coraniche o bibliche.
    L'incitare alla violenza (quale che sia lo scopo per cui lo si fa) non è affatto "libertà di parola" ma incitare qualcuno o una comunità a violare una convenzione sociale (relativa quindi) ritenuta, più o meno arbitrariamente e soggettivamente, "inaccettabile" da parte di chi fa questa azione di incitamento.
    Le due cose non sono né "barattabili" né tanto meno stanno sullo stesso piano.
    Quindi facciamola finita di parlare dell'incitamento alla violenza come se fosse libertà di espressione o pensiero e di mettere sullo stesso piano due cose che non ci possono proprio stare.
    In altri termini io (come qualunque umano) posso tranquillamente accettare che l'incitamento alla violenza sia reato (per una certa convenzione sociale) ma non posso minimamente accettare di non potere esprimere un pensiero pro o contro una religione una altra opinione o un altro credo.
    La alternativa a questo è solo una e la abbiamo già sperimentata più volte dai tempi di Giordano Bruno passando per i roghi dei libri (cosa che abbiamo rivisto non a caso la settimana scorsa nella piazza di Mosul).
    Poi la possiamo chiamare inquisizione o califfato ma di certo non la possiamo chiamare "libertà di parola" e tantomeno possiamo invocare come tale il sostegno (violento o meno) a queste logiche.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > - Scritto da: bubba
    > > ignorarli
    > > prenderli per il gulo
    > > un po' di psyop, controinformazione
    > > (da dentro) disarticolare i gruppi digitali
    > >
    > > purtroppo le prime 2 andrebbero insegnate ai
    > > giornalisti, che invece ci fanno tonnellate di
    > > ciance
    > > sopra.
    >
    > Secondo me di digitale hanno ben poco. Sono dei
    > trogloditi che sono li solo perchè hanno il
    > permesso di usare un fucile anzichè una
    > vanga.
    > Reietti pronti ad abbracciare qualsiasi idea, pur
    > di poter sparare a qualcuno
    > gratuitamente.
    Come questi:
    http://firstlook.org/theintercept/2015/02/10/u-s-m.../
    per esempio?
    non+autenticato
  • "L'obiettivo è reprimere i contenuti che possano scuotere la società civile".

    Sbagliato.

    L'obbiettivo è di boicottare i fanatici che reclutano altri fanatici attraverso Internet, nella fattispecie Twitter in primis, Facebook e altri siti di m.er.da.

    Mi chiedo come mai un social come Twitter non intervenga alla rimozione di accounts palesemente vicini ai terroristi in cui nelle loro pagine è lampante il motivo per cui sono li e a fare cosa.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome

    > Mi chiedo come mai un social come Twitter non
    > intervenga alla rimozione di accounts palesemente
    > vicini ai terroristi in cui nelle loro pagine è
    > lampante il motivo per cui sono li e a fare
    > cosa.

    Mai sentito parlare di honey pot?
    non+autenticato
  • - Scritto da: orsetto goloso

    > Mai sentito parlare di honey pot?

    Tu credi? Bha, sarà anche cosi, ma da quel che ho visto nella lista postata su pastebin, questa gente ha un macello di followers.
    Se fosse una honeypot sarebbero gia stati presi provvedimenti sin dal 2011.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > "L'obiettivo è reprimere i contenuti che possano
    > scuotere la società
    > civile".
    >
    > Sbagliato.
    >
    > L'obbiettivo è di boicottare i fanatici che
    > reclutano altri fanatici attraverso Internet,
    > nella fattispecie Twitter in primis, Facebook e
    > altri siti di
    > m.er.da.
    >
    > Mi chiedo come mai un social come Twitter non
    > intervenga alla rimozione di accounts palesemente
    > vicini ai terroristi in cui nelle loro pagine è
    > lampante il motivo per cui sono li e a fare
    > cosa.
    mai sentito parlare di libertà di parola?
    non+autenticato
  • Reclutare gente su internet per un motivo del genere non ha nulla a che fare con la libertà di parola.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > Reclutare gente su internet per un motivo del
    > genere non ha nulla a che fare con la libertà di
    > parola.
    bene, quindi lasciali parlare
    non+autenticato
  • La razza umana nel suo insieme è un terribile virus che sta distruggendo il pianeta e se stesso.
    Spero che presto arrivi l'antivirus...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pictic
    > La razza umana nel suo insieme è un terribile
    > virus che sta distruggendo il pianeta e se
    > stesso.
    > Spero che presto arrivi l'antivirus...
    Non preoccuparti, la razza umana non distrugge niente tranne che se stessa.
    Il pianeta vivrà felice finche il Sole glielo consentirà ... poi fine, ma noi, e tu soprattutto, saremo finiti molto ma molto prima
    non+autenticato
  • Già "Gaia" come la chiamano alcuni è stata benissimo per 4 (e passa) miliardi di anni senza di noi umani e starà altrettanto bene per il tempo non misurabile su scala umana a seguire la nostra "dipartita" come specie.
    La verità (con buona pace di crede di dover proteggere Gaia) è che se anche noi dovessimo radere al suolo ogni albero sostituire ogni molecola di ossigeno con anidride carbonica (è già successo molte volte per cause diversissime da noi "poveri e perfidi umani") la nostra amichetta Gaia ci metterebbe meno di un milione di anni a ridiventare "più bella e più Gaia che pria".
    un tempo ridicolo sulla scala dei tempi di "Gaia" un battito di ciglia.
    In un ipotetico "scontro" tra noi e gli oceani i monti i ghiacci e quanto altro costituisce Gaia il vincitore è scontato e non siamo noi umani quindi più che darci preoccupazione di proteggere Gaia è meglio che organizziamo la nostra pericolosa convivenza con lei e le SUE regole perché lei starà benissimo anche dopo averci cancellato.
    non+autenticato