Gaia Bottà

Symantec, milioni al patent troll

Intellectual Ventures ottiene la prima vittoria di fronte a un tribunale: una sentenza che potrebbe consolidare le strategie dell'azienda nello strappare contratti di licenza a destra e a manca

Roma - Intellectual Ventures, entità che vive dell'acquisizone di brevetti da rivendicare contro le attività di aziende terze, si è vista riconoscere da un tribunale la sua prima compensazione: a pagare sarà Symantec, dichiarata colpevole di aver violato due titoli relativi alla gestione delle minacce informatiche.

Intellectual Ventures aveva sporto denuncia nel 2010, a breve distanza dall'acquisizione dei titoli in oggetto, il brevetto 5,987,610, legato alla gestione e al controllo delle email, il brevetto 6,073,142, dedicato all'individuazione di malware, e il brevetto 6,460,050, che decrive un sistema per l'identificazione di file su una rete. Si era scagliata contro le note security company Symantec, Trend Micro, McAfee e Check Point Software Technologies con la minacciosa richiesta di risrcimenti: una strategia che spesso ha condotto alla sottoscrizione di contratti di licenza, che hanno finora assicurato all'azienda oltre 3 miliardi di dollari di entrate.

Solo Symantec e Trend Micro avevano scelto di combattere in tribunale, mentre le altre due aziende si erano presto rassegnate ad un accordo stragiudiziale per versare le royalty richieste da Intellectual Ventures. In attesa del confronto con Trend Micro, il tribunale del Delaware incaricato di valutare il caso ha riconosciuto validi i tre brevetti oggetto della controversia: la security company statunitense ne avrebbe violati due e per questo motivo dovrà corrispondere a Intellectual Ventures 17 milioni di dollari
Si tratta di un risarcimento decisamente più contenuto rispetto a quanto rivendicato da Intellectual Ventures, che combatteva per ottenere 299 milioni di dollari. L'azienda ha però conseguito la sua prima vittoria in tribunale: un successo che potrebbe atterrire e scoraggiare gli avversari che si stanno confrontando con il patent troll in oltre 50 contenziosi.

Gaia Bottà
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