Alfonso Maruccia

Arduino, guerre intestine

Spaccatura all'interno del gruppo dirigente di Arduino, con Federico Musto che si autoproclama CEO di Arduino Srl e annuncia nuove iniziative. Tutto falso, parleranno gli avvocati, risponde il fondatore Massimo Banzi

Roma - È un temporale improvviso quello che ha investito Arduino, la popolare piattaforma di open hardware creata da un team italiano e ora popolare nei cinque continenti: Arduino Srl, rappresentata dal sito Arduino.org, ha rilasciato un comunicato in cui viene indicato come nuovo CEO Federico Musto, che prende il posto del co-fondatore della piattaforma Massimo Banzi e parla di una nuova vocazione internazionale per l'azienda.

L'AD Musto parla di una realtà industriale molto diversa, oggi, rispetto agli albori di Arduino, un progetto nato come scheda di sviluppo hardware a basso costo e ora divenuto un player importante nell'ambito di mercati in espansione. L'accordo con Intel per la creazione di Galileo non ha fatto altro che garantire ulteriore visibilità all'iniziativa.

Oggi il catalogo Arduino conta più di 80 prodotti, dice Musto, con sistemi dedicati a ogni genere di mercato di "maker" dalla domotica al settore educativo. È quindi necessario che Arduino abbia una dimensione internazionale per meglio rispondere alle sfide di un business in espansione.
Ma la presunta "transizione" del gruppo italiano verso sfide mondiali non avviene senza contraccolpi, visto che il già citato Banzi ha sconfessato la presa di posizione di Musto e ha chiamato in causa gli avvocati: le parole del presunto nuovo CEO di Arduino si riferirebbero a una società (Arduino Srl) che ha collaborato con il team ma non ha nulla a che fare con il futuro di Arduino.

La mossa di Musto sarebbe in sostanza un vero e proprio colpo di mano, suggerisce Banzi, un atto di forza a cui Arduino ha intenzione di rispondere con "diverse azioni legali" già intraprese nei confronti di Musto e delle società coinvolte sia negli USA che in Italia.

Alfonso Maruccia
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18 Commenti alla Notizia Arduino, guerre intestine
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  • Ci sono microcontroller meno costosi e piu' potenti se si vuole qualcosa di semplice.
    Poi per il resto c'e' raspberryPi
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ogekury
    > Ci sono microcontroller meno costosi e piu'
    > potenti se si vuole qualcosa di
    > semplice.
    > Poi per il resto c'e' raspberryPi
    Ma c'e' ancora chi compra raspberry? ci sono board meno costose e piu' potenti.
    [cit.]
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > Ma c'e' ancora chi compra raspberry? ci sono
    > board meno costose e piu'
    > potenti.

    Scherzi? rPi vende come le ciliegie. Le altre board sono introvabili o hanno un pessimo supporto, quando non sono solo sulla carta... o costano molto di più.
    Ah, forse ti è sfuggita la notizia dell'uscita della Raspberry Pi 2. Un simpatico ARMv7 quad core a 900 MHz con 1 GB di RAM, sempre a 30 €. Dubito trovi di meglio a quel prezzo, e poi non si sono lanciati in mirabolanti annunci di prodotti fantasma: l'ho comprato il giorno stesso dell'annuncio e mi è arrivato in tre giorni, e le distro sono già perfettamente compatibili (anche se non ottimizzate... diamogli qualche giorno per ricompilare e testare il tutto). Mi ci sto divertendo un mondo!
    non+autenticato
  • Fammi indovinare... tu quando c'era Arduino compravi i cloni cinesi per risparmiare 10 € vero?A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Jaguaro
    > Fammi indovinare... tu quando c'era Arduino
    > compravi i cloni cinesi per risparmiare 10 €
    > vero?
    >A bocca aperta
    AHAHHAGHAHAHA, NO.
    Sto parlando del presente e del fatto che non vedo grandi vantaggi a comprare arduino a quel prezzo, quando le alternative piu' "succulente" non mancano.
  • Chissà perché mi son tornate in mente le parole di Rudyard Kipling a proposito degli italiani:

    "Un italiano: un bel tipo. Due italiani: un litigio. Tre italiani: tre partiti politici".
  • - Scritto da: Leguleio
    > Chissà perché mi son tornate in mente le parole
    > di Rudyard Kipling a proposito degli
    > italiani:
    >
    > "Un italiano: un bel tipo. Due italiani: un
    > litigio. Tre italiani: tre partiti
    > politici".
    - Scritto da: Leguleio
    > Chissà perché mi son tornate in mente le parole
    > di Rudyard Kipling a proposito degli
    > italiani:
    >
    > "Un italiano: un bel tipo. Due italiani: un
    > litigio. Tre italiani: tre partiti
    > politici".
    ehehe carina. Cmq in effetti il litigante fastidioso dovrebbe essere Musto ... arduino.cc e' il sito storico, non arduino.org [curiosamente 'ownato' da lui e 'ritoccato' a fine dicembre], idem lotta arduino srl vs Arduino, LLC. Con cio NON VOGLIO certo dire che musto e la (fu?) Smart Projects srl siano estranee.... tutt'altro, credo fossero proprio i manufacturer... cmq non ne so abbastanza dei dettagli... questo non vuol dire pero' poter spendere e spandere "arduino" a buffo...
    Adesso penso che benzi & co siano nella nuova location Officine Arduino / FabLab Torino....
    non+autenticato
  • mi aggiungo da solo questo link http://www.corrierecomunicazioni.it/it-world/32505... che potrebbe avere un senso (ancorche' parziale)....
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > Chissà perché mi son tornate in mente le parole
    > di Rudyard Kipling a proposito degli
    > italiani:
    >
    > "Un italiano: un bel tipo. Due italiani: un
    > litigio. Tre italiani: tre partiti
    > politici".


    Ci sarebbe parecchio da discutere anche su cosa si intenda per "Progetto Italiano".

    Se si intende tirar giù da internet un reference design della ATMEL (che italiana non è), far fare uno stampatino da qualche euro e rivendere il tutto a 10 volte il suo valore, si può definire un perfetto "progetto italiano".

    Ricordo che l'ambiente di sviluppo e il sito di supporto sono open source e raccolgono idee e lavoro di altri ... e la maggior parte non sono italiani.
    non+autenticato
  • > > Chissà perché mi son tornate in mente le parole
    > > di Rudyard Kipling a proposito degli
    > > italiani:
    > >
    > > "Un italiano: un bel tipo. Due italiani: un
    > > litigio. Tre italiani: tre partiti
    > > politici".
    >
    >
    > Ci sarebbe parecchio da discutere anche su cosa
    > si intenda per "Progetto
    > Italiano".
    >
    > Se si intende tirar giù da internet un reference
    > design della ATMEL (che italiana non è), far fare
    > uno stampatino da qualche euro e rivendere il
    > tutto a 10 volte il suo valore, si può definire
    > un perfetto "progetto
    > italiano".
    >
    > Ricordo che l'ambiente di sviluppo e il sito di
    > supporto sono open source e raccolgono idee e
    > lavoro di altri ... e la maggior parte non sono
    > italiani.

    Hai svelato altarini che non conoscevo. AnonimoSperiamo che i responsabili del progetto Arduino non passino di qui.Con la lingua fuori
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > Chissà perché mi son tornate in mente
    > le
    > parole
    > > > di Rudyard Kipling a proposito degli
    > > > italiani:
    > > >
    > > > "Un italiano: un bel tipo. Due
    > italiani:
    > un
    > > > litigio. Tre italiani: tre partiti
    > > > politici".
    > >
    > >
    > > Ci sarebbe parecchio da discutere anche su
    > cosa
    > > si intenda per "Progetto
    > > Italiano".
    > >
    > > Se si intende tirar giù da internet un
    > reference
    > > design della ATMEL (che italiana non è), far
    > fare
    > > uno stampatino da qualche euro e rivendere il
    > > tutto a 10 volte il suo valore, si può
    > definire
    > > un perfetto "progetto
    > > italiano".
    > >
    > > Ricordo che l'ambiente di sviluppo e il sito
    > di
    > > supporto sono open source e raccolgono idee e
    > > lavoro di altri ... e la maggior parte non
    > sono
    > > italiani.
    >
    > Hai svelato altarini che non conoscevo.
    > AnonimoSperiamo che i responsabili del progetto
    > Arduino non passino di qui.
    >Con la lingua fuori
    ghhg ma che altarini... e' una specie di invidia del pene.... anche i sassi sanno che l'IC AVR in se' costa molto meno che prendere una board arduino dotata di quel tal AVR.
    Perche' quindi ne hanno vendute molte e fatte nascere di tante forme e colori (non solo in italia. basta non usare il brand)? semplice... comodita' di gestione ed uso e conseguente effetto valanga (molti shield e molto sw, piu' gente li addotta ecc)
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > ghhg ma che altarini... e' una specie di invidia
    > del pene.... anche i sassi sanno che l'IC AVR in
    > se' costa molto meno che prendere una board
    > arduino dotata di quel tal AVR.
    >
    > Perche' quindi ne hanno vendute molte e fatte
    > nascere di tante forme e colori (non solo in
    > italia. basta non usare il brand)? semplice...
    > comodita' di gestione ed uso e conseguente
    > effetto valanga (molti shield e molto sw, piu'
    > gente li addotta
    > ecc)

    Si, il fatto è che il compilatore GCC non è stato sviluppato dal team di arduino.

    La ATMEL è entrata a gamba tesa in un mercato che prima era monopolio esclusivo della Microchip (la produttrice dei PIC) e si è messa a realizzare microprocessori RISC estremamente competitivi che si potevano considerare veri e propri microcomputer.

    Per favorire la vendita, ha puntato fin dall'inizio sull'open source (furbi loro che producono hardware e non software), contribuendo a realizzare il GCC.

    Lavorare con il GCC e con le loro librerie è bellissimo, io le ho sempre usate, su prodotti come gli ATTiny, che costano meno di 1$.

    Quando sono usciti i primi Arduino e tutti si sono messi a parlare di questo miracolo italiano, ho guardato le specifiche e mi è venuto da ridere.

    Poi mi è venuto da piangere, tutte le volte che ho dovuto combattere, con qualche commerciale che ci voleva sostituire il parco macchine, perché a Report gli avevano detto che ci potevi fare tutto quando il chip non ha manco l'USB perchè è emulato sulla seriale con FTD (tra l'altro costoso), come fosse la stessa cosa.

    La mia quindi non è invidia ma un leggero rancore, per il fatto che da allora, tutti gli "ignoranti", parlano di Arduino e ci si vanno a impelagare e gente come me dice le cose come stanno e ci fa pure una brutta figura.
    non+autenticato
  • > Se si intende tirar giù da internet un reference
    > design della ATMEL (che italiana non è), far fare
    > uno stampatino da qualche euro e rivendere il
    > tutto a 10 volte il suo valore, si può definire
    > un perfetto "progetto
    > italiano".
    >

    Non ho mai capito infatti come mai costasse così tanto, carino si, a il packaging così curato, pure gli adesi dentro... un po' di markettaro l'ho sempre respirato ed il prezzo mai compreso.
    non+autenticato
  • > Ci sarebbe parecchio da discutere anche su cosa
    > si intenda per "Progetto Italiano".

    Bah, mi sembra un commento totalmente fuoriluogo e classicamente da italiano autolesionista, in un settore dove una votla tanto è stato fatto qualcosa ch il mondo riconosce essere stato fatto in Italia.

    Del resto quando è nato il PC IBM e poi i cloni del PC IBM aveva un chip Intel 8088 e mica per questo no nera un progetto IBM.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lollo
    > > Ci sarebbe parecchio da discutere anche su
    > cosa
    > > si intenda per "Progetto Italiano".
    >
    > Bah, mi sembra un commento totalmente fuoriluogo
    > e classicamente da italiano autolesionista,

    No, perchè se fossi veramente un autolsionista cercherei di argomentare sul tuo commento, invece non lo faccio.
    non+autenticato
  • Uhm... io sarò di parte ma do ragione a lui.
    I vari cloni in giro per il mondo però andavano bene?
    non+autenticato