Più vicino l'upgrade ADSL (di Telecom)

Se tutto va come previsto dall'incumbent il prossimo 11 marzo gli utenti ADSL a 256 Kbps migreranno sul profilo a 640 Kbps senza ulteriori addebiti. Rimangono irrisolti alcuni nodi fondamentali per utenti e provider

Roma - Saranno felici tutti gli utenti dei servizi Alice ADSL di Telecom Italia che utilizzano i contratti-base. Sono loro, infatti, i primi beneficiari di quel tanto sospirato upgrade alle linee ADSL di cui da qualche tempo parla l'operatore dominante.

Sul sito di Alice appare ormai con evidenza l'annuncio secondo cui dal prossimo 11 marzo tutti coloro che dispongono di una connettività ADSL che prevede una banda da 256 Kbps in ricezione passeranno, in automatico, a 640 kilobit per secondo. La velocità in trasmissione salirà a 256 Kbps.

Si tratta di un "balzo in avanti" che non comporterà per gli utenti Alice alcun addebito aggiuntivo, sebbene quando è emersa la prima notizia dell'upgrade alcuni utenti di contratti 640 Kbps si sono chiesti se i loro addebiti mensili sarebbero stati o meno ridotti per essere allineati a quelli dei contratti "ex 256 Kbps". Una questione che, al momento, rimane irrisolta.
Rimane irrisolto, peraltro, un nodo cruciale per il mercato della connettività e la libera concorrenza: quello della possibilità per gli operatori concorrenti di Telecom Italia di offrire un simile upgrade.

Su questo fronte è in atto una offensiva dei competitor del cosiddetto incumbent (ovvero Telecom), che nelle scorse settimane hanno protestato con forza contro le modalità di questo upgrade, perché, a loro parere, sono estremamente penalizzanti per i concorrenti di Telecom. Si tratta infatti di un aggiornamento sia sul fronte dell'ADSL a tempo che sulla flat ADSL, cosa che comporta secondo l'associazione dei provider AIIP minori entrate per loro e maggiore redditività per la stessa Telecom Italia che, come noto, è anche fornitore dei suoi competitor.

Sulla questione, allo stato, non si è ancora pronunciato l'organo di garanzia sul mercato delle telecomunicazioni, l'Autorità TLC. All'Authority si erano rivolti proprio i provider in una lettera in cui chiedevano la predisposizione di un'offerta che renda effettivamente possibile anche ai competitor di Telecom il raddoppio della banda e ribadivano la necessità della cosiddetta separazione strutturale, affinché la gestione della rete di Telecom Italia e quella dei servizi siano affidate a due società autonome.
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