Claudio Tamburrino

UE, i tempi della giustizia digitale

L'Italia migliora e si piazza a metÓ classifica, seppur lontano dalle eccellenze di settore, e solo rispetto ad alcuni fattori. D'altronde, fra parametri diversi come disponibilitÓ online delle sentenze e gestione digitale dei documenti giudiziari, Ŕ la situazione europea ad essere eterogenea

Roma - Un nuovo studio voluto dalle istituzioni europee evidenzia come il processo di digitalizzazione della giustizia nel Vecchio Continente sia irregolare nei vari paesi e come l'Italia abbia fatto qualche passo in avanti: almeno per quanto riguarda l'infrastruttura e le possibilità di comunicazione elettronica.

A riferirlo è il rapporto europeo EU Justice Scoreboard 2015, un onnicomprensivo quadro di valutazioni sulla giustizia degli Stati Membri che ha classificato le varie funzioni (dalla possibilità di comunicare via posta elettronica, all'accesso alle sentenze online) da vari punti di vista.

Per quanto riguarda i sistemi informatici per la registrazione e la gestione dei casi giudiziari l'Italia si piazza a metà classifica, segno che qualcosa sta facendo in questo senso, seppur rimanendo ancora distante dalle vette: con dati relativi al 2013 raggiunge 3,5 punti (dove il massimo è 4, che indica la disponibilità nel 100 per cento dei tribunali di sistemi digitali, ed il minimo è 0 che indica la disponibilità nello 0 per cento dei casi) e guadagna punti anche rispetto ai 2,5 che raggiungeva nel 2010, facendo meglio di Irlanda, Belgio, Lussemburgo e Germania.
A primeggiare in questi settori sono Danimarca, Estonia, Francia, Lituania, Ungheria, Portogallo, Finlandia e Svezia, che totalizzano il massimo del punteggio.
Posizione di mezzo e 3 punti su 4 per l'Italia anche per quanto riguarda la comunicazione elettronica tra tribunali e parti in causa, fanno meglio paesi come le Repubbliche baltiche, il Portogallo, la Germania, i Paesi Bassi, la Finlandia, la Svezia, e per quanto riguarda la possibilità di presentazione elettronica delle cause: da quest'ultimo punto di vista la situazione è stabile dal 2010, ma vede l'Italia superata da Romania e Slovacchia.

Pieno punteggio, invece, è assegnato all'Italia per quanto riguarda l'accesso alle informazioni generali sul sistema giudiziario; al contrario risulta tra gli ultimi per quanto riguarda la possibilità di accedere gratuitamente online alle sentenze civili e commerciali (punteggio poco superiore a 3 su un massimo di 12): a testimonianza della disomogeneità sia a livello europeo che a seconda del fattore preso in considerazione all'interno dei singoli Stati Membri, rispetto a tale elemento Danimarca e Svezia languono agli ultimi posti.

Claudio Tamburrino
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