Alfonso Maruccia

ICANN, sonata per il copyright

L'industria musicale americana richiama ICANN ai suoi presunti doveri di "poliziotto" del DNS, doveri che apparentemente includono l'abbattimento dei presunti domini "pirata". Il come e il perché sono ancora in dubbio

Roma - Una coalizione di più di 15 organizzazioni che rappresentano l'industria musicale americana e internazionale ha recentemente inviato una lettera agli alti papaveri di Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN), l'organizzazione che, deputata al controllo della spina dorsale del World Wide Web (cioè il DNS), sarebbe apparentemente colpevole di non fare abbastanza contro i domini pirata.

La lettera, supportata tra gli altri da i "soliti noti" RIAA, IFPI, Recording Academy e compagnia cantante, segue una missiva scritta nello stesso tono preoccupato inviata il mese scorso dalle major cinematografiche (MPAA).

Il messaggio che l'industria dei contenuti vuol far passare è in sostanza il seguente: ICANN, e le autorità di registrazione dei domini Internet che fanno diretto riferimento ai sistemi di gestione dei domini decisi dall'organizzazione, non rispondono nella maniera che vorrebbe l'industria alle lamentazioni per la violazione del copyright su questo o quel sito.
ICANN dovrebbe insomma fare molto di più, agendo prontamente contro i presunti abusi dei "pirati" a monte del processo di registrazione di un nome di dominio qualsiasi. La questione è oggettivamente spinosa, visto che due anni fa l'organizzazione ha preparato un nuovo contratto che in teoria impedirebbe ai registrar di fornire domini agli utenti e alle dot.com che trafficano con pirateria e contenuti non autorizzati.

Alfonso Maruccia
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