Gaia Bottà

Motorola, il ritorno del patent troll

Intellectual Ventures si scaglia di nuovo contro l'azienda statunitense, ora passata di mano, da Google a Lenovo: torna in tribunale per farsi risarcire la presunta violazione di tre brevetti

Roma - Intellectual Ventures, entità che fonda il proprio business su 70mila brevetti acquisiti nel corso degli anni, 40mila dei quali messi a frutto con royalty pagate da aziende terze, è tornata a confrontarsi con Motorola Mobility, dalla quale non aveva ottenuto alcunché nel precedente contenzioso.

Nel processo avviato nel 2011, Intellectual Ventures chiedeva a Motorola il pagamento di royalty per il presunto abuso di certe tecnologie che decrivono un generico "sistema per il trasferimento di file", un "dispositivo per la proiezione di immagini" e un "dispositivo per la comunicazione e per l'intrattenimento con processore contenuto in una parte rimovibile". Per il patent troll, la cui strategia consiste nel concludere accordi stragiudiziali sotto la minaccia delle denunce, si trattava del primo confronto giunto fino in tribunale: il processo si era concluso però con un nulla di fatto.

Fresca del suo primo successo sancito dalla decisione di un giudice, quello strappato a Symantec il mese scorso, Intellectual Ventures è tornata alla carica nei confronti di Motorola Mobility, nel frattempo entrata nell'orbita di Lenovo. L'azienda contesta a Motorola la violazione di tre titoli: se due dei brevetti, uno relativo a un sistema di trasferimento di file (7,810,144), l'altro a tecnologie per la gestione del traffico di rete (7,409,450), erano semplicemente citati nella precedente denuncia, solo il numero 7,120,462, che descrive il suddetto dispositivo portatile con processore removibile, era già oggetto delle precedenti rivendicazioni.
Per ora Intellectual Ventures si limita a voler accertare le violazioni: la stima del risarcimento sarà probabilmente presentata nel corso del processo.

Gaia Bottà
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