Claudio Tamburrino

Google, puntare al futuro evitando i dossi

Il vertice di Google X confessa tutti gli errori fatti finora. E spiega che sono e saranno determinanti per i successi dei progetti più ambiziosi di Mountain View. Tra cui nuovi droni e le driverless car

Roma - Gli ambiziosi progetti che fervono nei laboratori di Google X, con cui Mountain View lavora a soluzioni che tanto somigliano a quelle prospettate dalla fantascienza, non sono stati finora privi di "urti e intoppi": da uqesti laboratori, però, continuano a fuoriuscire idee e progetti altrettanto ambiziosi, come da ultimo i droni a decollo verticale pensati per il trasporto di merci.

A parlare apertamente dell'esperienza finora fatta a Google X è stato il dr. Astro Teller, ai vertici delle strategie futuristiche (e finora quasi segrete) di Mountain View, con una presentazione nel corso del SXSW dal titolo "Moonshots and Reality": Teller ha evidenziato gli obiettivi che si è posta Google e gli errori finora fatti e che dovranno essere corretti se si vorrà ancora - letteralmente - puntare alla Luna.

Il discorso di Astro Teller è proprio legato al far tesoro dei propri errori, tra cui spiccano i controversi Google Glass. I futuristici occhiali per la realtà aumentata sono uno dei rimpianti di Teller, che vede ora come un errore l'averli lanciati sul mercato prematuramente come fossero un prodotto già finito e soprattutto senza che fossero pensati per essere a prova di idioti: uno dei problemi del dispositivo (e della sua immagine) è stato proprio creato dall'utilizzo che ne è stato fatto dagli utenti.
Tanto tempo è stato poi sprecato su progetti che si sapevano - o si intuivano - non avrebbero portato a nulla, come Project Wing, i droni volanti pensati da Mountain View per il trasporto.

Un altro grande dispendio di energie, finora, è il progetto delle auto che si guidano da sole: all'inizio, in particolare, Mountain View ha perso tempo affidando i primi test a delle persone esterne per monitorarne le abitudini e la guida, senza contare che le persone fondamentalmente guidano male e fanno registrare dati imprecisi alle sue apparecchiature. Per capirlo si è tuttavia perso tempo, ma da lì si è internalizzato l'intero programma di sviluppo: le macchine automatizzate di Google ogni giorno fanno migliaia di chilometri su strade cittadine solo per rimanere bloccate da qualche parte. Ma senza questa esperienza non potrebbero migliorare.

Allo stesso modo, da tutti gli errori finora commessi il team di Google X ha imparato qualcosa: "Bisogna abbracciare il fallimento", dice la loro guida, che spiega che tanto progresso deriva da una tonnellata di errori.

D'altronde sono ancora numerosi i tentativi, i progetti abortiti e le strade senza uscita che imboccherà Google: e se le strade finiscono, la Grande G prenderà il volo. Per sostituire il suo Project Wing, per esempio, Mountain View ha già lanciato una nuova idea di droni pensati con capacità di trasporto per sollevarsi verticalmente e volare a 84 piedi da terra. Nei test sono stati utilizzati per recapitare acqua e vaccini ai contadini del Queensland, in Australia.

Claudio Tamburrino
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