Profili giuridici delle firme elettroniche

di Fulvio Sarzana di S.Ippolito (www.lidis.it) - Un nuovo approfondito intervento getta luce sulle implicazioni delle firme digitali, affrontando il dibattito che in queste settimane coinvolge l'intera comunità giuridica italiana online

Profili giuridici delle firme elettronicheRoma - In attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del futuro decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con le "Regole tecniche per la generazione, apposizione e verifica delle firme digitali" che dovrebbe (si spera, a questo punto) concludere o per lo meno mettere un punto fermo sulla validità giuridica delle firme elettroniche e, in occasione della polemica che in questi giorni sta investendo la comunità giuridica telematica sul valore probatorio dell'e-mail semplice, sembra opportuno effettuare alcune riflessioni sulla validità giuridica delle diverse firme elettroniche e sul contesto normativo di riferimento.

Il contesto normativo
Con il decreto del Presidente della Repubblica 7 aprile 2003, n. 137 (in G.U. 17 giugno 2003, n. 138), recante disposizioni di coordinamento in materia di firme elettroniche a norma dell'art. 13 d. lgs. 23 gennaio 2002, n. 10, può dirsi (salvo quanto già detto sulle "nuove regole tecniche") concluso il lungo e tormentato iter normativo che ha portato all'introduzione, nel nostro ordinamento, della validità giuridica del documento informatico e delle firme elettroniche.

La norma, che ha efficacia regolamentare, completa il recepimento della direttiva 99/93/CE, relativa ad un quadro comunitario per le firme elettroniche già avviato con il d. lgs. 10/02 (pubblicato in G.U. n. 39 del 15 febbraio 2002) che aveva predisposto norme di rango legislativo.
Entrambe le norme, poi, modificano il Testo Unico sulla documentazione amministrativa introdotto con d.P.R. 28 dicembre 2000, n 445. Il plesso normativo risultante dal recepimento della direttiva si inserisce nel contesto preesistente in maniera molto netta, modificando al contempo le stesse premesse di fondo della disciplina prescelta in origine dal legislatore italiano.

Ancor prima dell'approvazione della disciplina comunitaria sulle firme elettroniche il legislatore italiano aveva deciso di attribuire validità giuridica esclusiva alla sottoscrizione elettronica che rispettasse i requisiti tecnologici dello strumento ritenuto più idoneo ad assicurare l'autenticità della stessa sottoscrizione: la firma digitale. Il sistema di firma digitale adottato dal legislatore italiano in via esclusiva era basato sulla tecnologia della crittografia a chiave pubblica, che, nell'ottica di una piena equiparazione fra sottoscrizione autografa e sottoscrizione digitale, consentiva (e consente, ndr) di ottenere uno strumento idoneo ad assicurare le stesse funzioni svolte dalla sottoscrizione autografa del documento cartaceo, e che vengono tradizionalmente fatte rientrare nella funzioni indicativa, dichiarativa e probatoria della sottoscrizione.

Al ricorrere dei requisiti tecnologici previsti dalle frattanto intervenute norme tecniche poste con dm 8 febbraio 1999, la clausola di equivalenza tra sottoscrizione autografa e firma digitale consentiva di raggiungere gli stessi effetti giuridici che l'ordinamento attribuisce alla scrittura privata.

Norma fondante del precedente sistema era l'art. 10 d.P.R. 445/2000, nella versione precedente a quello attuale, che nel regolare la forma ed efficacia del documento informatico, stabiliva che:
Il documento informatico sottoscritto con firma digitale, redatto in conformità alle regole tecniche, soddisfa il requisito legale della forma scritta e ha efficacia probatoria ai sensi dell'art. 2712 c.c.
Il documento informatico, sottoscritto con firma digitale ai sensi dell'art. 23 del testo unico sulla documentazione amministrativa, ha efficacia di scrittura privata ai sensi dell'art. 2702 c.c.


In ragione di tale opzione normativa, dunque, la firma digitale veniva equiparata normativamente alla scrittura privata e riceveva, dal punto di vista probatorio, la stessa validità giuridica delle riproduzioni meccaniche ex art 2712 cc.

In tale contesto è intervenuta la modifica che qui si commenta e che ha portato, con i due provvedimenti normativi citati, ad un sistema di firme elettroniche diverso rispetto a quello già regolamentato in precedenza dal legislatore italiano.

Premessa necessaria per il legislatore delegato è l'abbandono del sistema incentrato esclusivamente sulla firma digitale e sull'opzione tecnologica alla base, la tecnologica a chiave pubblica, che pure permane come strumento di autenticazione.

In ragione della diversa opzione normativa mutuata dalla legislazione comunitaria, l'impostazione di fondo della nuova disciplina è quella della liberalizzazione e semplificazione dell'uso delle firme elettroniche ed il riconoscimento della validità anche a firme "semplici", dotate cioè di uno standard tecnico più blando e che non sono perfettamente idonee, come avviene nel caso della firma digitale, a soddisfare le esigenze di integrità, segretezza, imputabilità e non ripudiabilità della sottoscrizione.

A termini del nuovo regolamento non può essere, infatti, negata rilevanza giuridica né ammissibilità come mezzo di prova alle firme elettroniche semplici o deboli, le quali si differenziano da quelle avanzate o forti per un diverso livello di sicurezza correlato al meccanismo di formazione e certificazione, e per una diversa efficacia giuridica del documento su cui sono apposte. (4) Le ragioni di una modifica così radicale, attuata per seguire i principi comunitari, risiedono a monte da un lato nella diversa "sensibilità" comunitaria rispetto al tema della espansione del commercio elettronico e dall'altro nella consapevolezza della Commissione Europea di dover utilizzare strumenti normativi tecnologicamente "neutri".

Mentre la disciplina italiana originaria, derivando dall'impostazione generale della legge cd Bassanini, era infatti essenzialmente diretta a creare uno strumento utile all'informatizzazione della pubblica amministrazione con gli obiettivi di salvaguardare le esigenze di forma e di certezza legate all'agire della P.A., la disciplina comunitaria appare privilegiare lo strumento della sottoscrizione tra privati, mutuando dal sistema dell'accordo e della libertà di forme un regime di certezza giuridica più blando.

Inoltre il Legislatore comunitario, come già avvenuto in passato nel settore della Società dell'Informazione, ha ritenuto di dover assumere un atteggiamento "neutrale" rispetto alle soluzioni tecnologiche, per non sviluppare logiche di mercato anticoncorrenziali e per lasciare aperta la porta ad una futura evoluzione tecnologica difforme.
14 Commenti alla Notizia Profili giuridici delle firme elettroniche
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  • Faccio i miei complimenti all'autore, che ha toccato - e bene! - i punti principali del dibattito che si è aperto in questi giorni, in seguito all'ormai "famoso" decreto ingiuntivo del Tribunale di Cuneo.
    L'autore ha inoltre evidenziato benissimo i limiti della norma, in relazione a quale sia in concreto l'efficacia probatoria da attribuire al documento informatico "sottoscritto" (anche se non si tratta di vera e propria sottoscrizione) con i vari tipi di firme elettroniche, soprattutto la "famigerata" firma leggera.
    Marco Cuniberti
    non+autenticato
  • un'ampia panoramica su applicazioni e soluzioni di crittografia, antivirus, disaster recovery, business continuity, wireless security, biometria,
    smart card e convegni e conferenze:
    La quarta edizione della manifestazione, si svolgerà dall'11 al 13 febbraio 2004 in Fiera Milano,.
    :)
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > un'ampia panoramica su applicazioni e
    > soluzioni di crittografia, antivirus,
    > disaster recovery, business continuity,
    > wireless security, biometria,
    > smart card e convegni e conferenze:
    > La quarta edizione della manifestazione, si
    > svolgerà dall'11 al 13 febbraio 2004
    > in Fiera Milano,.
    >Sorride

    capita a fagiolo
    non+autenticato
  • Trattazione credo molto completa che non ho letto tutta Comunque riallaciandomi ad una notizia di alcuni gioni fa!

    Per la posta elettronica:
    firma digitale = documento scritto con valore legale
    firma normale = solo valore conoscitivo ma non legale ne probatorio (che vale come prova unica da portare in tribunale)

    Attualmente però, a parte i notai "elettronici", chi usa legalmente la firma digitale???
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Trattazione credo molto completa che non ho
    > letto tutta Comunque riallaciandomi ad una
    > notizia di alcuni gioni fa!
    >
    > Per la posta elettronica:
    > firma digitale = documento scritto con
    > valore legale
    > firma normale = solo valore conoscitivo ma
    > non legale ne probatorio (che vale come
    > prova unica da portare in tribunale)
    >
    > Attualmente però, a parte i notai
    > "elettronici", chi usa legalmente la firma
    > digitale???

    Qualche milione di imprese che depositano atti al Registro Imprese.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Trattazione credo molto completa che
    > non ho
    > > letto tutta Comunque riallaciandomi ad
    > una
    > > notizia di alcuni gioni fa!
    > >
    > > Per la posta elettronica:
    > > firma digitale = documento scritto con
    > > valore legale
    > > firma normale = solo valore
    > conoscitivo ma
    > > non legale ne probatorio (che vale come
    > > prova unica da portare in tribunale)
    > >
    > > Attualmente però, a parte i notai
    > > "elettronici", chi usa legalmente la
    > firma
    > > digitale???
    >
    > Qualche milione di imprese che depositano
    > atti al Registro Imprese.

    Ehm... forse è più corretto dire qualche migliaio di commercialisti che commettono un falso Sorride))
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Trattazione credo molto completa che non ho
    > letto tutta Comunque riallaciandomi ad una
    > notizia di alcuni gioni fa!
    >
    > Per la posta elettronica:
    > firma digitale = documento scritto con
    > valore legale
    > firma normale = solo valore conoscitivo ma
    > non legale ne probatorio (che vale come
    > prova unica da portare in tribunale)
    >

    Nell'articolo mancano le note e nelle note l'autore specificava bene che firma elettronica leggera può essere considerata anche il meccanismo di autenticazione tramite ID e PW ...e quindi la tesi dell'avv. Sarzana va a conferamre quanto già riferito in precedente articolo su questa rivista a firma dell'avv. Lisi...
    La firma elettronica leggera assicurerebbe al documento valore di forma scritta liberamente valutabile dal giudice senza bisogno di firma digitale!
    Dietro la firma digitale ci sono soprattutto interessi economici e politici! altrimenti non si giustificherebbero le reazioni scomposte a queste interpretazioni ad opera del direttore di una rivista giuridica e dei "soloni" della firma digitale!
    La firma digitale può servire solo ai rapporti con la PA di certo no nel commercio elettronico , sorpattutto B2B..e infatti non la usa proprio nessuno!
    E ne resto del mondo chi la usa poi??

    non+autenticato
  • la firma digitale nel resto del mondo non è una novità, so per certo che anche la germania ha adottato la firma digitale attraverso smart-card.
    Per ora si usa principalmente per i documenti da presentare alla PA, ma è utilizzabile per una infinità di scopi, occorrerà solo tempo e molta pazienza perchè le persone prendano confidenza con questo nuovo mezzo.
    Matteo
    non+autenticato
  • Ciao!

    La usano un sacco di consulenti legali, alcuni avvocati, revisori contabili... insomma piano piano si sta delineando una piccola grande rivoluzione.

    Appaiono i primi problemi anche per quanto riguarda la gestione, troppi file - trasferimenti - pdf p7m u3r fedra telemaco infocamere ... insomma c'è da impazzire per uno che come me sa abbastanza usare il computer... ma i miei colleghi non so cosa si inventeranno?
    Esistono comunque strumenti e servizi (tipo http://praticheweb.it) che facilitano il lavoro di noi professionisti soprattutto per quanto concerne la spedizione e la distribuzione delle pratiche... parte più noiosa e colabrodo del nostro lavoro! Di servizi come tipo quello che uso, non ne conosco altri, mi sembra sia al momento l'unico in Italia.
    non+autenticato
  • quindi quello che leggo qui http://punto-informatico.it/p.asp?i=46851
    potrebbe non essere più , tra un po' di anni?

    ovvero, smartcard di infocamere potrebbe NON essere più l'unica firma digitale considerata valida?


    non ci capisco più una rava
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > quindi quello che leggo qui
    > punto-informatico.it/p.asp?i=46851
    > potrebbe non essere più , tra un po'
    > di anni?
    >
    > ovvero, smartcard di infocamere potrebbe NON
    > essere più l'unica firma digitale
    > considerata valida?
    >
    >
    > non ci capisco più una rava

    è proprio così! L'Italia con la firma digitale si è isolata nell'europa e nel mondo! ..e adesso ne paga le conseguenze!
    Ma secondo voi solo la firma digitale assicura l'immodificabilità e la sicurezza delle trasmissioni? o ci sono grossi interessi economici che vorrebbero imporla a tutti??
    E l'assoluta certezza serve nel commercio elettronico?
    Nel commercio tradizionale ci serve l'assoluta certezza o spesso ne facciamo a meno?
    Ma chi la usa sul serio la firma digitale?
    Entrate in una Camera di commercio e chiedete agli impiegati se qualcuno di loro la usa!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    >> Ma secondo voi solo la firma digitale
    > assicura l'immodificabilità e la
    > sicurezza delle trasmissioni? o ci sono
    > grossi interessi economici che vorrebbero
    > imporla a tutti??
    > E l'assoluta certezza serve nel commercio
    > elettronico?
    > Nel commercio tradizionale ci serve
    > l'assoluta certezza o spesso ne facciamo a
    > meno?
    > Ma chi la usa sul serio la firma digitale?
    > Entrate in una Camera di commercio e
    > chiedete agli impiegati se qualcuno di loro
    > la usa!

    Io per ragioni di lavoro (in ente pubblico, precisiamo) uso Infocamere e ho (Purtroppo) molti rapporti con la CCIAA.
    Se potessi mi suiciderei......
    mai vista gente + impreparata ed allo stesso tempo + arrogante e pedante nell'applicare delle norme che per mia sfortuna li riguardano anche se solo di striscio (commercio - artgianato - turismo).
    In pratica noi diamo i servizi e loro (le CCIAA) si beccano i soldi sia da noi che dai poveri utenti, e dobbiamo aspettare settimane prima che le imprese vengano registrate.......
    quando le smart card funzionano!
    Se non funzionano, non è mai colpa loro....... fa niente se la gente non può lavorare perchè non risulta iscritta, tanto gli utenti vengono a tritare noi allo sportello, non vanno mica alla CCIAAA...

    non+autenticato
  • già adesso info-camere non è l'unico ente certificatore, da poco è stata accettata anche la smart.card delle poste italiane.
    non+autenticato
  • no anzi con il decreto nuovo saranno ammessi + tipi di firme digitali e non solo quella ke viene utilizzata adesso come es. la smart card contiene una tipologia di firma o "chiave" che e' "ammessa" diciamo solo in italia, e solo per le leggi italiane e' comparabile alla firma "meccanica".
    non+autenticato