Gaia Bottà

DRM, terra bruciata per le violazioni

I software utili ad aggirare le protezioni anticopia non sono tollerati negli States. Se necessario, ha stabilito un giudice nel caso DVDFab, devono essere resi inaccessibili anche a tutto il resto del mondo

Roma - Le soluzioni software atte a scardinare le protezioni con cui l'industria blinda i dischi ottici per scongiurare la pirateria devono essere estromesse dalla Rete: con questo obiettivo il consorzio AACS LA, che rappresenta operatori del settore IT come Microsoft, Intel, Sony, Toshiba e Panasonic e colossi dei contenuti come Disney e Warner, aveva sporto denuncia contro DVDFab. L'azione legale fa ora segnare un nuovo punto a favore dei tutori del DRM.

Poco importano le motivazioni con cui vengano impiegati dagli utenti, se per effettuare delle copie di prodotti regolarmente acquistati o per duplicare dei contenuti da condividere illegalmente con il mondo connesso: il contesto normativo statunitense non concede spazio ai sistemi di aggiramento dei sistemi anticopia e il DMCA prevede una rigida tutela a favore delle soluzioni DRM, punendo coloro che sviluppino e mettano a disposizione del pubblico le soluzioni per scardinarle. È su queste basi che AACS LA, che mette a punto e concede in licenza tali sistemi DRM, si era scagliata contro l'azienda cinese Fengtao Software, produttrice di DVDFab, una delle numerose soluzioni che da anni si affollano sul mercato in una rincorsa alla forzatura dei sempre più sofisticati lucchetti applicati a presidio dei supporti ottici.

Il tribunale statunitense incaricato di valutare il caso aveva già riconosciuto all'industria un'ingiunzione preliminare volta a estirpare dalla Rete qualsiasi manifestazione di DVDFab e servizi correlati: Fengtao Software avrebbe dovuto interrompere la commercializzazione e la promozione dei propri prodotti e gli intermediari della Rete, dai fornitori di hosting agli operatori dei pagamenti come Visa, Mastercard e PayPal, avrebbero dovuto sopprimerne la presenza, sospendendo domini registrati dall'azienda, disconnettendo gli account social di riferimento, interrompendo i canali attraverso cui scorrevano le transazioni.
La prima ingiunzione riconosciuta all'industria non si è evidentemente rivelata efficace: nuovi domini si sono moltiplicati online, tra cui TDMore.comi, BluFab.com, Boooya.org, DVDFab.de, FabImg.net, insieme a nuovi account sui social network, utili alla promozione e all'assistenza agli utenti. A parere del giudice il comportamento recidivo dell'azienda non andrebbe tollerato: per questo motivo nel nuovo provvedimento si ordina la diasttivazione degli account sulle piattaforme social, già parzialmente messa in atto da Twitter e YouTube, la sospensione dei domini, l'interruzione di qualsiasi canale di transazioni gestito dai servizi di pagamento e correlato a Fengtao Software e a tutte le sue incarnazioni e i suoi spazi online.

Il DMCA è una legge statunitense, le disposizioni ad esso correlate non dovrebbero sconfinare al di fuori degli States, ma il giudice ritiene sia necessario forzarne l'applicazione: "la condotta recidiva nel tentativo di accedere al mercato degli USA da parte di Fengtao Software - ha spiegato - mi fa credere che nessun altro tipo di provvedimento più mirato si dimostrerebbe efficace".

Gaia Bottà
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79 Commenti alla Notizia DRM, terra bruciata per le violazioni
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  • > > Sì, ma non necessariamente dell'americano
    > medio.
    > > Esistono anche cittadini alti e medio-alti,
    > sai?
    > > Costituiranno anche uno zero
    > punto qualcosa
    > sul
    > > totale, ma hanno influenza più degli altri
    > messi
    > > assieme
    , almeno su alcune
    > questioni.
    > >
    >
    > E QUESTO è esattamente IL problema.
    > Alla faccia della democrazia; questa la puoi
    > definire oligarchia, o magari plutocrazia, ma
    > certo non corrisponde al governo del
    > popolo.

    Il popolo non ha idee chiare sul diritto d'autore e su come debba essere gestito. Sono questioni tecniche che solo chi è addetto ai lavori, e quindi giocoforza costituisce lo 0 virgola qualcosa della popolazione, può capire.
    E bada che non è certo l'unico caso: il Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, in breve TUF, è una legge che riguarda solo una piccola parte dei cittadini italiani, gli operatori finanziari, e che solo chi si intende di finanza può decifrare.

    L'idea che la portinaia debba avere anche lei una rappresentante in parlamento, e che la rappresentante portinaia si occupi di gestione delle centrali nucleari o di limitazioni dell'inquinamento urbano andava bene nel 1968, non oggi. E in effetti se ne parla in una scena del film di Salvatore Samperi, Cuore di mamma , proprio del 1968.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > Sì, ma non necessariamente
    > dell'americano
    > > medio.
    > > > Esistono anche cittadini alti e
    > medio-alti,
    > > sai?
    > > > Costituiranno anche uno zero
    > > punto qualcosa
    > > sul
    > > > totale, ma hanno influenza più degli
    > altri
    > > messi
    > > > assieme
    , almeno su alcune
    > > questioni.
    > > >
    > >
    > > E QUESTO è esattamente IL problema.
    > > Alla faccia della democrazia; questa la puoi
    > > definire oligarchia, o magari plutocrazia, ma
    > > certo non corrisponde al governo del
    > > popolo.
    >
    > Il popolo non ha idee chiare sul diritto d'autore
    > e su come debba essere gestito. Sono questioni
    > tecniche che solo chi è addetto ai lavori, e
    > quindi giocoforza costituisce lo 0 virgola
    > qualcosa della popolazione, può capire.
    >

    Hmm, no. Non si tratta di progettare centrali nucleari o operare un cervello, non è nulla di così complicato. E' più simile a fare la spesa dal fruttivendolo.
    Il fatto, poi, che per te chi "se ne intende" sia guarda caso chi ci guadagna, rende anzi piuttosto sospetta questa classificazione.
    Izio01
    4148
  • > > > E QUESTO è esattamente IL problema.
    > > > Alla faccia della democrazia; questa la
    > puoi
    > > > definire oligarchia, o magari plutocrazia,
    > ma
    > > > certo non corrisponde al governo del
    > > > popolo.

    > > Il popolo non ha idee chiare sul diritto
    > d'autore
    > > e su come debba essere gestito. Sono questioni
    > > tecniche che solo chi è addetto ai lavori, e
    > > quindi giocoforza costituisce lo 0 virgola
    > > qualcosa della popolazione, può capire.
    > >
    >
    > Hmm, no. Non si tratta di progettare centrali
    > nucleari o operare un cervello, non è nulla di
    > così complicato.

    Se sia complicato non lo so. So però che ogni volta che discuto qui di diritto d'autore ognuno ha la sua personale idea di come funziona. E c'è quello che è convinto che l'equo compenso sia una misura recente per contrastare la pirateria sul web, quando esiste dal 1992 e con la pirateria non c'entra nulla. C'è chi sostiene che l'allungamento del periodo di protezione dopo la morte dell'autore sia partito dagli Usa e poi importato in Europa, quando è vero il contrario. C'è chi attribuisce alla SIAE compiti legislativi che non ha mai avuto, alla SIAE hanno delegato alcuni aspetti della tutela, ma le leggi sono scritte dal parlamento. Eccetera eccetera.
    Quindi, per evitare che il diritto d'autore diventi come lo vogliono i partecipanti a PI, oppure le portinaie, le foniste e gli elettrauto, è meglio che vi si dedichino coloro che ci hanno lavorato, oppure quelli che hanno un'istruzione di tipo giuridico. Gli altri farebbero disastri inimmaginabili che poi vanno riparati.


    > Il fatto, poi, che per te chi "se ne intende" sia
    > guarda caso chi ci guadagna, rende anzi piuttosto
    > sospetta questa
    > classificazione.

    Non è reato guadagnare dal diritto d'autore, non è nemmeno peccato secondo la dottrina cattolica romana, e non è un guadagno meno degno di chi fa il panettiere o lo sciampista. In compenso è reato quasi ovunque mettere online le opere protette dal diritto d'autore. Come è strano il mondo.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > > E QUESTO è esattamente IL problema.
    > > > > Alla faccia della democrazia;
    > questa
    > la
    > > puoi
    > > > > definire oligarchia, o magari
    > plutocrazia,
    > > ma
    > > > > certo non corrisponde al governo
    > del
    > > > > popolo.
    >
    > > > Il popolo non ha idee chiare sul diritto
    > > d'autore
    > > > e su come debba essere gestito. Sono
    > questioni
    > > > tecniche che solo chi è addetto ai
    > lavori,
    > e
    > > > quindi giocoforza costituisce lo 0
    > virgola
    > > > qualcosa della popolazione, può capire.
    > > >
    > >
    > > Hmm, no. Non si tratta di progettare centrali
    > > nucleari o operare un cervello, non è nulla
    > di
    > > così complicato.
    >
    > Se sia complicato non lo so. So però che ogni
    > volta che discuto qui di diritto d'autore ognuno
    > ha la sua personale idea di come funziona. E c'è
    > quello che è convinto che l'equo compenso sia una
    > misura recente per contrastare la pirateria sul
    > web, quando esiste dal 1992 e con la pirateria
    > non c'entra nulla. C'è chi sostiene che
    > l'allungamento del periodo di protezione dopo la
    > morte dell'autore sia partito dagli Usa e poi
    > importato in Europa, quando è vero il contrario.
    > C'è chi attribuisce alla SIAE compiti legislativi
    > che non ha mai avuto, alla SIAE hanno delegato
    > alcuni aspetti della tutela, ma le leggi sono
    > scritte dal parlamento. Eccetera
    > eccetera.
    > Quindi, per evitare che il diritto d'autore
    > diventi come lo vogliono i partecipanti a PI,
    > oppure le portinaie, le foniste e gli elettrauto,
    > è meglio che vi si dedichino coloro che ci hanno
    > lavorato, oppure quelli che hanno un'istruzione
    > di tipo giuridico. Gli altri farebbero disastri
    > inimmaginabili che poi vanno riparati.
    >

    E invece, siccome a decidere sono gli stessi che ci mangiano sopra, guarda caso, ci magnano sempre di più, vedere ad esempio il favore fatto da Franceschini agli amichetti.
    Per le altre categorie non funziona affatto così, fattene una ragione.

    >
    >
    > > Il fatto, poi, che per te chi "se ne
    > intende"
    > sia
    > > guarda caso chi ci guadagna, rende anzi
    > piuttosto
    > > sospetta questa
    > > classificazione.
    >
    > Non è reato guadagnare dal diritto d'autore, non
    > è nemmeno peccato secondo la dottrina cattolica
    > romana, e non è un guadagno meno degno di chi fa
    > il panettiere o lo sciampista. In compenso è
    > reato quasi ovunque mettere online le opere
    > protette dal diritto d'autore. Come è strano il
    > mondo.

    Mai detto di essere contro il diritto d'autore tout court. Solo contro i privilegi di chi ha i "santi in paradiso" e ottiene leggi, leggine e sovvenzioni, su misura per continuare a magnare alla faccia della crisi che colpisce gli altri.
    Izio01
    4148
  • > > Quindi, per evitare che il diritto d'autore
    > > diventi come lo vogliono i partecipanti a PI,
    > > oppure le portinaie, le foniste e gli
    > elettrauto,
    > > è meglio che vi si dedichino coloro che ci
    > hanno
    > > lavorato, oppure quelli che hanno
    > un'istruzione
    > > di tipo giuridico. Gli altri farebbero
    > disastri
    > > inimmaginabili che poi vanno riparati.
    > >
    >
    > E invece, siccome a decidere sono gli stessi che
    > ci mangiano sopra, guarda caso, ci magnano sempre
    > di più, vedere ad esempio il favore fatto da
    > Franceschini agli
    > amichetti.

    Sembra che incassino di più, ma è un adeguamento all'inflazione.
    E il grosso dei proventi da diritto d'autore non proviene dall'equo compenso.

    > Per le altre categorie non funziona affatto così,
    > fattene una
    > ragione.

    Io ho fatto l'esempio del TUF, il testo unico sulla finanza, e tu ti sei ben guardato dal prenderlo in considerazione. Davvero credi che per regolare un settore così complesso, e delicato, come la borsa e la finanza, abbiano chiamato sindacalisti a riposo e impiegati di concetto come consulenti e gruppi di interesse?

    > > > Il fatto, poi, che per te chi "se ne
    > > intende"
    > > sia
    > > > guarda caso chi ci guadagna, rende anzi
    > > piuttosto
    > > > sospetta questa
    > > > classificazione.
    > >
    > > Non è reato guadagnare dal diritto d'autore,
    > non
    > > è nemmeno peccato secondo la dottrina
    > cattolica
    > > romana, e non è un guadagno meno degno di
    > chi
    > fa
    > > il panettiere o lo sciampista. In compenso è
    > > reato quasi ovunque mettere online le opere
    > > protette dal diritto d'autore. Come è strano
    > il
    > > mondo.
    >
    > Mai detto di essere contro il diritto d'autore
    > tout court. Solo contro i privilegi di chi ha i
    > "santi in paradiso" e ottiene leggi, leggine e
    > sovvenzioni, su misura per continuare a magnare
    > alla faccia della crisi che colpisce gli
    > altri.

    In questo ambito non credo funzionerebbero le vie di mezzo. O si incassano tutti i soldi dovuti dall'equo compenso come dagli altri canali di riscossione senza guardare in faccia a nessuno, o il sistema del diritto d'autore salta per sempre. Impietosirsi equivale ad abbandonare il campo di battaglia.
    Poi non vorrei toccare nervi scoperti, ma guarda che la tiritera contro la SIAE, l'equo compenso e le leggi contro la pirateria si leggevano tali e quali prima della crisi del 2007. Non dubito che la crisi economica ti riguardi da vicino, solo che per molti nemici del diritto d'autore a prescindere è una comoda scusa e nulla più.
  • - Scritto da: Leguleio

    > Il popolo non ha idee chiare sul diritto d'autore
    > e su come debba essere gestito. Sono questioni
    > tecniche che solo chi è addetto ai lavori, e
    > quindi giocoforza costituisce lo 0 virgola
    > qualcosa della popolazione, può capire.
    >
    > E bada che non è certo l'unico caso: il Testo
    > unico delle disposizioni in materia di
    > intermediazione finanziaria, in breve TUF, è una
    > legge che riguarda solo una piccola parte dei
    > cittadini italiani, gli operatori finanziari, e
    > che solo chi si intende di finanza può decifrare.
    >
    >
    > L'idea che la portinaia debba avere anche lei una
    > rappresentante in parlamento, e che la
    > rappresentante portinaia si occupi di gestione
    > delle centrali nucleari o di limitazioni
    > dell'inquinamento urbano andava bene nel 1968,
    > non oggi.

    massì, il cittadino non ha bisogno di sapere, non ha bisogno di informarsi nemmeno per le cose che lo riguardano direttamente come farsi una copia di un proprio DVD.
    Perché?
    Perché c'è qualcun altro che si occupa di intermediazione finanziaria e di centrali nucleari.
    Chiaro, logicoCon la lingua fuori
    Funz
    12987
  • Illusione, dolce chimera sei tu....
    non+autenticato
  • Un tempo esistevano le blue box, ed altri strumenti atti a telefonare gratis dalle cabine (phreaking); i phreakers vedevano le compagnie telefoniche come "il nemico", la grossa azienda avida, esattamente come i pirati oggi vedono le case discografiche e cinematografiche.

    All'inizio scroccare le telefonate era facile (bastava addirittura un fischietto), e ne valeva la pena, perché le telefonate interurbane erano molto costose; inoltre, l'opinione pubblica tutto sommato era favorevole ai phreakers: erano le persone che ti potevano vendere per una modica cifra l'apparecchietto per telefonare gratis, ed in fondo che danno facevano? Solo qualche mancato introito per compagnie che già guadagnavano troppo.

    La lotta tra compagnie telefoniche e phreakers è continuata per anni, con telefoni sempre più difficili da craccare e strumenti di hacking sempre più sofisticati (che costavano di più e diventavano obsoleti più in fretta, rendendo il phreaking meno conveniente); i phreakers hanno tentato soluzioni sempre meno etiche, che non prevedevano più di aggirare il pagamento della telefonata, ma di addebitarla a qualcun altro (come il "vampirismo", vale a dire collegarsi ai cordless altrui, o la clonazione delle SIM), che li hanno resi sempre meno popolari (all'utente medio andava bene l'idea di scroccare le telefonate, finché non si è accorto del rischio che le scroccassero a lui); inoltre, i costi delle telefonate stesse sono scesi, e sono comparsi abbonamenti flat a costi tutto sommato non troppo diversi da quelli dell'attrezzatura da phreaker.

    Infine, con il voip, si sono presentate ulteriori alternative: anche i più inflessibili, che per principio non vogliono pagare nemmeno un centesimo alle compagnie telefoniche per telefonare, possono farlo in modo perfettamente legale, basta un account voip gratuito (e c'è solo l'imbarazzo della scelta), ed un accesso a internet da un hotspot pubblico, come quello di una biblioteca. L'unico hardware necessario è uno smartphone (anche il più economico) che disponga di wifi; non è comodissimo dover andare ad un hotspot wifi per telefonare, ma è comunque più comodo che andare ad un telefono pubblico (non occorre aspettare che l'apparecchio sia libero, il wifi è multiutente).

    La progressiva riduzione delle cabine telefoniche, considerate obsolete, ha dato il colpo di grazia ai phreaker rimasti.

    Per la pirateria audiovisiva, la situazione è simile: i pirati cercano di manomettere le protezioni dei supporti ottici, ma tali supporti sono destinati a sparire (come le cabine telefoniche), perché non hanno più motivo di esistere. Lo streaming a pagamento richiede un account registrato, quindi per piratare quello occorrerebbe procurarsi un account (e ciò equivarrebbe a clonare la SIM di un cellulare: non si tratta più di usufruire del servizio gratis, ma di far pagare qualcun altro): si tratta di un reato grave, e che non gode del favore dell'opinione pubblica. Inoltre, i servizi di streaming gratuito stanno aumentando, con il risultato che non vale più la pena di craccare il supporto originale. Certo, i produttori devono accettare margini di guadagno più bassi (come del resto le compagnie telefoniche: oggi non possono certo aspettarsi su una interurbana i profitti che avevano negli anni 90), e devono rinnovare il loro modello, invece di contare su una infrastruttura ormai inadeguata.
    non+autenticato
  • La vedo difficile che i supporti spariscono, per molte ragioni.
  • Non è che spariranno ma saranno sempre più marginali fino a rendere impossibile un modello di business basato praticamente in modo esclusivo su un certo supporto.
    In senso lato anche un computer è un "supporto" ma un modello di business che veda quel "supporto" come fonte di busines in quanto "supporto" per i contenuti non è ipotizzabile.

    In generale la logica e la tecnlogia ti porterà a vedere dei "contenitori" non dei supporti questo significa inevitabilmente che il modello di business deve traslare dal "supporto" al "contenuto" che starà nel "contenitore".

    Chi se ne rende conto ci sta già pensando chi non se ne rende conto tirerà le cuoia.
    non+autenticato
  • Dubito che accadrà nell'immediato, viste certe problematiche.
  • - Scritto da: Leonida
    > In senso lato anche un computer è un "supporto"
    > ma un modello di business che veda quel
    > "supporto" come fonte di busines in quanto
    > "supporto" per i contenuti non è
    > ipotizzabile.

    A spanne, direi che si tratta del modello che Apple ha escogitato per gli iCosi, e che Microsoft sta cercando di ricalcare.

    Se è così, è qualcosa di più che "ipotizzabile", è già felicemente in (remunerativa) produzione.

    :)
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > La vedo difficile che i supporti spariscono, per
    > molte
    > ragioni.

    Per me e moltissimi altri non hanno più senso da un pezzo.
  • Se hai la fibra ottica e ti scarichi un BD senza modifiche video in 3 minuti, posso capirlo.
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > La vedo difficile che i supporti spariscono, per
    > molte
    > ragioni.

    Dipende da quali supporti: i supporti registrabili (pendrive, hard disk, cd-r/dvd-r) rimarranno, perché sono insostituibili, al massimo cambierà il tipo (i cd potrebbero sparire, come sono spariti i floppy, perché rimpiazzati da supporti più capienti e affidabili).

    Ma i supporti pre-registrati, come i cd-rom, i cd musicali, e i dvd video, usati per la distribuzione dei dati, non hanno più ragione di esistere. Negli anni 90 un buon modo per distribuire in fretta un software ad un vasto numero di persone era di distribuire il cd rom con tale software (ed eventualmente anche altri) nelle edicole, mentre oggi nessuno sceglierebbe tale sistema.

    La vendita dei supporti sembra insostituibile per le zone non ancora coperte dalla banda larga, esattamente come le cabine telefoniche sembravano insostituibili per le zone non coperte dalla telefonia mobile, ma ora le cabine sono quasi sparite, e pochi se ne sono accorti.
    non+autenticato
  • Perchè sti paragoni ?
    A parte che un film bluray e affini difficilmente te lo puoi vedere decentemente in Streaming, se non senza vari compromessi, per non parlare dei giochi via DD, che sono solo più le manette aggiuntive che i pregi....
  • > Perchè sti paragoni ?
    > A parte che un film bluray e affini difficilmente
    > te lo puoi vedere decentemente in Streaming,

    Puoi vederlo più che decentemente in una trasmissione via etere o via satellite HD, tanto per fare un esempio. E comunque non tutti i film traggono vantaggio da tale risoluzione (oltre al fatto che per molti film il master è a risoluzione più bassa)

    > se
    > non senza vari compromessi, per non parlare dei
    > giochi via DD, che sono solo più le manette
    > aggiuntive che i
    > pregi....

    Ti pare che i giochi distribuiti su supporto ottico siano meglio? Hanno bisogno comunque della connessione continua, e presentano i DLC.
    non+autenticato
  • A parte Diablo 3 ed altre minchiate rare, non c'è l'obbligo della connessione sui giochi su pc (eccezione per MMOrpg vario, per ovvie ragioni).

    Sinceramente non mi pupi paragonare la trasmissione televisiva con homevideo.
  • Il codice per bypassare noto con il nome "popolare" di DeCSS, essendo CSS il DRM dei DVD dovrebbe avere insegnato (quantomeno storicamente) la assurdità di certe pretese.

    Veniamo ai fatti:
    Durante il periodo che va tra il 99 e il 2000 iniziò negli USA una divertente (secondo me addirittura divertentissima) battaglia legale sul fatto che il codice di un programma potesse o meno rientrare nel primo emendamento sulla libertà di parola (freedom of speech).

    Il risultato "semifinale" della battaglia (ripeto divertentissima) fu che un giudice (giudice Kaplan) considerava "sopprimibile e illegale" la comunicazione di ogni codice atto a bypassare il CSS dei DVD che fosse direttamente "eseguibile" o "compilabile".

    Il risultato "finale" fu a quel punto la pubblicazione attraverso modi (i più fantasiosi e disparati) in rete e anche fuori della rete del codice in forma sorgente (vari linguaggi formali e non) e in descrizioni (lettura del codice via voce stampa su magliette ecc...) degli algoritmi e dei passaggi per ottenere il risultato.

    Ad esempio:
    Clicca per vedere le dimensioni originali
    che non è il codice in se ma una "gif" dello screen dump (e quindi non è eseguibile) del codice.
    oppure :
    Clicca per vedere le dimensioni originali
    che è una maglietta (t-shirt) e non codice.

    Il risultato è che ovviamente il codice DeCSS è trai più conosciuti e diffusi al mondo.
    E che tutti i programmi che "rippano" DVD sono sostanzialmente derivati di questo codice.

    In USA ci sono addirittura siti (questo è addirittura della università Carnegie Mellon) che hanno una specie di "museo on line" di tutta la vicenda.
    http://www.cs.cmu.edu/~dst/DeCSS/Gallery/

    Che dopo anni di storia (assai divertente) ci siano ancora "personaggi e interpreti" che hanno voglia di spendersi e rendersi appunto "divertenti" stupisce fino a un certo punto (si sa che qualcuno è piuttosto restio a prendere atto della storia) ciò che mi è incomprensibile è che qualcuno creda davvero che certe cose possano avere efficacia.
    non+autenticato
  • > Il codice per bypassare noto con il nome
    > "popolare" di DeCSS, essendo CSS il DRM dei DVD
    > dovrebbe avere insegnato (quantomeno
    > storicamente) la assurdità di certe
    > pretese.

    [...]

    E hai narrato solo la parte che si è svolta al di là dell'Oceano.Sorride
    Al di qua dell'oceano un giovane norvegese, Jon Lech Johansen, d'ora in poi soprannominato DVD Jon, nel 2002 è stato trascinato in tribunale quale autore del programma. Sia il primo grado sia l'appello lo hanno assolto, anche se le motivazioni addotte non prendono di petto la vicenda: Jon Lech Johansen ha sempre affermato di essere l'autore dell'interfaccia grafica del programma, non del software vero e proprio: l'assoluzione poggia solo su questo fatto, una mezza scappatoia.
  • è ininfluente ciò che conta non sono le assoluzioni o le condanne e ovviamente meno che meno le "interfacce" che sono giocoforza diverse da piattaforma a piattaforma.
    Ciò che conta è che "è peggio il tacon del buso" ovvero tutti a questo mondo sanno rippare un DVD è quindi lo fanno e continueranno a farlo (anche in USA) a dispetto di qualcuno che fa più o meno fatica a capirlo.
    A fronte di questo la ordinanza del giudice di cui sopra al massimo può destare un sorriso di commiserazione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: john the ripper
    > è ininfluente ciò che conta non sono le
    > assoluzioni o le condanne e ovviamente meno che
    > meno le "interfacce" che sono giocoforza diverse
    > da piattaforma a
    > piattaforma.
    > Ciò che conta è che "è peggio il tacon del buso"
    > ovvero tutti a questo mondo sanno rippare un DVD
    > è quindi lo fanno e continueranno a farlo (anche
    > in USA) a dispetto di qualcuno che fa più o meno
    > fatica a
    > capirlo.

    Se un giudice fosse subordinato alla massima "a che serve una sentenza", potrebbero abolire la magistratura domani mattina. Forse che arrestare ladri di motorini o clonatori di carte di credito serve a evitare che altri lo facciano in futuro?
  • - Scritto da: Leguleio

    > Se un giudice fosse subordinato alla massima "a
    > che serve una sentenza", potrebbero abolire la
    > magistratura domani mattina. Forse che arrestare
    > ladri di motorini o clonatori di carte di credito
    > serve a evitare che altri lo facciano in
    > futuro?
    Il problema non è evitare che gli altri facciano una cosa nel futuro.
    Ma è un problema di "applicabilità" e "efficacia" sia di una legge che di una sentenza.
    Conosci la massima "ad impossibilia nemo tenetur"?
    E sai perchè la frase è in latino?
    In ogni caso ripeto a me e al 99% delle persone normali non frega una ceppa del perchè un giudice svedese assolva (perchè di assoluzione si tratta) un tizio.
    Quello che interessa a me e al 99% delle persone è cosa succede se copio un DVD e se qualcuno possa in pratica (non in teoria) impedirmi di farlo.
    Il resto non è materia che interesserà ne me ne chi eventualmente dovesse subirne un ipotetico danno.
    Per il semplice motivo che non sposta di una virgola i termini della questione neppure in quei paesi come gli USA che hanno leggi come il DMCA .
    Figuriamoci poi dove non c'è.
    non+autenticato
  • > > Se un giudice fosse subordinato alla massima
    > "a
    > > che serve una sentenza", potrebbero abolire
    > la
    > > magistratura domani mattina. Forse che
    > arrestare
    > > ladri di motorini o clonatori di carte di
    > credito
    > > serve a evitare che altri lo facciano in
    > > futuro?

    > Il problema non è evitare che gli altri facciano
    > una cosa nel
    > futuro.

    Veramente la tua frase precedente diceva il contrario:

    " tutti a questo mondo sanno rippare un DVD è quindi lo fanno e continueranno a farlo (anche in USA) a dispetto di qualcuno che fa più o meno fatica a capirlo ".

    Vuoi cambiare la tua versione?


    > Ma è un problema di "applicabilità" e "efficacia"
    > sia di una legge che di una
    > sentenza.

    La legge e la sentenza è applicabile al territorio Usa, l'ho scritto. Il programma DVDFab non si può importare o vendere laggiù. Delle eventuali conseguenze al di fuori del territorio Usa non si può dire nulla, è troppo presto.


    > Conosci la massima "ad impossibilia nemo tenetur"?

    Certo.

    > E sai perchè la frase è in latino?

    Perché chi la espresse, Celso il giovane, era madrelingua latino. Che altro?!?


    > In ogni caso ripeto a me e al 99% delle persone
    > normali non frega una ceppa del perchè un giudice
    > svedese assolva (perchè di assoluzione si tratta)
    > un
    > tizio.

    Svedese?
    Ripassa il caso va'. Era norvegese, ed erano diversi giudici, non uno solo.

    > Quello che interessa a me e al 99% delle persone
    > è cosa succede se copio un DVD e se qualcuno
    > possa in pratica (non in teoria) impedirmi di
    > farlo.

    Stai cambiando discorso.
  • - Scritto da: Leguleio

    > Veramente la tua frase precedente diceva il
    > contrario:

    No la frase è riferita al passato al presente e al futuro e non ha alcuna relazione con una specifica sentenza ma con un dato di fatto.

    >
    > " tutti a questo mondo sanno rippare un
    > DVD è quindi lo fanno e continueranno a farlo
    > (anche in USA) a dispetto di qualcuno che fa più
    > o meno fatica a capirlo

    > ".

    C.V.D.
    A bocca aperta
    > > Ma è un problema di "applicabilità" e
    > "efficacia"
    > > sia di una legge che di una
    > > sentenza.
    >
    > La legge e la sentenza è applicabile al
    > territorio Usa, l'ho scritto. Il programma DVDFab
    > non si può importare o vendere laggiù. Delle
    > eventuali conseguenze al di fuori del territorio
    > Usa non si può dire nulla, è troppo presto.
    1) Quale è la parte di "applicabilità e efficacia" che non ti è chiara?
    2) ciò che si può dire in merito non lo stabilisci tu e tantomeno nessuna ordinanza e nello specifico (e nonostante i tuoi tentativi di svicolare) la questione resta la medesima.
    ovvero
    Quanto è "opportuna" o "utile" una ordinanza che non tiene conto del fatto che ci sono molteplici mezzi e molteplici fonti che consentono di ottenere lo stesso identico risultato del tutto a prescindere (appunto) da quella ordinanza.

    Che tu voglia cambiare discorso lo capisco perfettamente ma purtroppo per te la questione che ho posto non riguarda affatto il "software cinese" e neppure quello "svedese" o "russo" o di qualunque origine in particolare.
    Ma tutto questo assieme (compreso il tutt'altro che trascurabile "software USA").

    Se vuoi restare alla questione bene in caso contrario non sono disposto a inseguirti in divagazioni che non hanno rilevanza.
    Resto sul tema pricipale che vorrei evitare di doverti rispiegare per la ennesima volta.
    non+autenticato
  • Il sipario non è chiuso, sulla vicenda della legge DCMA americana. Il giudice di New York, assorbito il colpo dell’esclusione dal gruppo dei “federali”, prepara una controffensiva sui media e, se si arriverà a tanto, anche nei tribunali. Non solo un caso, ma più casi di possibile conflitto di interessi emergono mentre la Sony si prepara a diffondere una lettera aperta al ministro dei Beni culturali John doe, firmata da più di duecento personalità della cultura e dell’economia (qualche nome che circola? per ora meglio non farne) in cui si chiede al Ministero di porre rimedio al torto perpetrato al magistrato e alla sua scuola.

    Il giudice è pronto anche a passare alle vie legali facendo ricorso, dopo un’analisi attenta dei verbali della commissione ministeriale. Intanto la vicenda arriverà al Congresso con un’interrogazione firmata dalla senatrice Wayne Dynes. E tra gli elementi che stanno suscitando le maggiori perplessità sulla decisione dei cinque esperti della commissione presieduta da Callaghan ci sono i loro trascorsi di collaborazione con alcuni dei pretori che sono diventati “nazionali” un po’ a sorpresa: quello di Seattle, quello di Denver e quello di Vancouver.
    non+autenticato
  • - Scritto da: john the ripper


    >
    > Il risultato è che ovviamente il codice DeCSS è
    > trai più conosciuti e diffusi al
    > mondo.
    > E che tutti i programmi che "rippano" DVD sono
    > sostanzialmente derivati di questo
    > codice.
    >

    Infatti per quanto riguarda i DVD c'è il DVD Decripter la cui ultima versione risale a 10 anni fa e funziona tranquillamente anche oggi... altro che "sempre più sofisticati lucchetti applicati a presidio dei supporti ottici." ... sono protezioni da museo degli orrori.A bocca aperta
    non+autenticato
  • scommetto che grazie a questo mentecatto di giudice il software dvdfab sarà richiestissimo
    non+autenticato
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