Claudio Tamburrino

Facebook: vola un'Aquila nel cielo

Non è un Boeing 737, né un piumato rapace: è il nuovo drone del social network, che poterà connettività là dove la Rete non c'è

Roma - Facebook ha annunciato che dalla prossima estate inizierà a sperimentare l'utilizzo dei suoi droni alimentati da energia solare. E sembra proprio voler fare le cose in grande, dal momento che avranno un'apertura alare di un Boeing 737.

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Nel corso della conferenza F8 dedicata agli sviluppatori del social network, dunque, Facebook non ha avuto solo l'occasione di presentare la nuova strategia mobile e di piattaforma, ma ha potuto delineare anche i progetti più ambiziosi in sviluppo nei suoi laboratori. A sorprendere non sono state solo le possibili applicazioni dei tanto attesi occhiali per la realtà virtuale Oculus, ma l'idea di drone di Facebook: in maniera simile a quanto previsto da Google, gli UAV del social network, chiamati in codice "Aquila", rientrano nel progetto Internet.org ed hanno lo scopo di portare la connettività nelle aree del mondo non ancora raggiunte dai servizi ordinari di accesso alla Rete: le stime parlano di una cifra compresa tra 1,1 e 2,8 miliardi di persone al momento digital-divise.

Per spostarsi i droni di Facebook sono alimentati ad energia solare (con l'ausilio di poche batterie) e contano su una grande apertura alare tappezzata di celle solari e su dispositivi laser per far arrivare la connessione a tra i 60mila ed i 90mila piedi più in basso.
L'esperimento di Facebook è iniziato lo scorso mese con un drone più piccolo, circa un decimo delle dimensioni ora raggiunte, racconta Zuckerberg, ma successivamente si è allargata, fino a raggiungere quella dei Boeing 737, la lunghezza di "sei o sette Toyota Pius" ed il peso di "quattro pneumatici".

"A seconda di come andranno i test quest'estate - ha riferito il vice-presidente responsabile del progetto Jay Parikh - vedremo quale sarà il passo successivo. Si tratta di un grande aereo legato ad un grande progetto: niente di simile è mai stato fatto finora".

Claudio Tamburrino
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