Alfonso Maruccia

IBM, miliardi per la Internet delle Cose

Big Blue ha annunciato un importante investimento in ambito IoT, che servirà a sviluppare nuove soluzioni di connettività distribuita per cloud e sensori. Intel, invece, potrebbe prepararsi ad una acquisizione di lusso

Roma - IBM ha annunciato l'apertura di una nuova divisione aziendale dedicata alla Internet delle Cose (IoT), un'iniziativa che potrà contare su ben 3 miliardi di dollari in investimenti allo scopo di realizzare e (possibilmente) vendere soluzioni IoT ai partner interessati. Il primo, grosso "pesce" della nuova rete cloud di Big Blue ha già abboccato.

La divisione IoT di IBM avrà l'obiettivo specifico di raccogliere, analizzare e utilizzare la stragrande maggioranza dei dati digitali (90 per cento) che gadget mobile, sensori e apparati connessi registrano ma non sfruttano in alcun modo, incluse quelle informazioni effimere (60 per cento) perse millisecondi dopo essere state generate.

Per estrarre valore, servizi e offerte cloud da quei preziosi millisecondi di bit attualmente senza valore, Big Blue spenderà i suoi 3 miliardi foraggiando 2.000 fra consulenti, ricercatori e sviluppatori per realizzare una piattaforma cloud per le industrie, il servizio PAAS (Platform-as-a-service) Bluemix IoT Zone per l'integrazione fra lo sviluppo cloud e applicazioni IoT, e un ecosistema "esteso" di partner a cui vendere tutte queste nuvole interconnesse.
Uno dei primi partner a collaborare con IBM nella sua nuova iniziativa IoT è The Weather Company, colosso statunitense proprietario dell'omonimo servizio di trasmissione di previsioni meteo che trarrà vantaggio dalle capacità linguistiche e dagli strumenti cloud della piattaforma Watson.

Il nuovo investimento di Big Blue conferma l'interesse delle corporation dell'IT per la IoT, un interesse su cui tra gli altri vuole investire anche Intel Corporation: secondo indiscrezioni di stampa, il chipmaker di Santa Clara sarebbe pronto a inglobare Altera, produttore di PLD (programmable logic device) e chip SoC per il non indifferente prezzo di 10 miliardi di dollari e spiccioli.

Intel e Altera collaborano già da tempo nella realizzazione di microchip custom, e qualora fosse confermata l'operazione sarebbe la più costosa mai intrapresa dall'azienda americana. Per il momento, gli azionisti di Wall Street di entrambe le corporation dimostrano di gradire particolarmente la prospettiva dell'acquisizione.

Alfonso Maruccia
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