RFID nel mirino in California

Alcuni legislatori del più ricco stato americano lavorano per impedire che i chip a radio-frequenza, già utilizzati nel commercio all'ingrosso, arrivino nei negozi e sugli oggetti in vendita al pubblico

Los Angeles (USA) - Gli RFID, i chip a radiofrequenza che possono essere integrati in pressoché qualsiasi oggetto, continuano a spaventare. In California sta prendendo piede una proposta legislativa che punta a mettere al bando l'uso dei chippetti su tutti i beni distribuiti da negozianti e rivenditori direttamente al pubblico. La paura, ancora una volta, è che rappresentino una minaccia per la privacy.

In particolare, secondo la senatrice della California Debra Bowen sono ancora molti i dettagli che vanno definiti per arrivare ad una proposta legislativa coerente ma il focus è sulla messa al bando tout-court. Una disposizione che, se verrà adottata, non toccherà comunque l'utilizzo degli RFID nelle strutture commerciali all'ingrosso dove, come noto, tanto negli USA quanto in Europa stanno avendo sempre più applicazioni perché rappresentano ottimizzazione e riduzione dei costi.

Ma sull'uso degli RFID direttamente nei beni di consumo stanno lavorando grandi nomi dell'industria, come Philips e IBM, proprio per gli effetti benefici che, secondo gli studi di settore, potrebbero portare a tutta la catena della distribuzione fino alla vendita. Il gruppo Metro, uno dei "pionieri" del settore, ha già sperimentato e pianificato l'uso degli RFID nella distribuzione retail. Un quadro che ha già richiesto l'intervento dei garanti della privacy europei che, allo stato, sembrano pronti a dare un via libera all'uso degli RFID sebbene nell'ambito di ferree condizioni di utilizzo.
Bowen, che in questi mesi ha ascoltato gli esperti del settore nonché i rappresentanti di industrie, come la grande catena americana Wal-Mart che guardano agli RFID con molto interesse, teme che i chippetti possano essere utilizzati per ampliare la raccolta dei dati dei consumatori.

La posizione di Bowen sta scatenando un ampio dibattito. Esperti di Sun Micrososytems, che è impegnata allo sviluppo di RFID, hanno dichiarato che delle regole ci vogliono per dare chiarezza al settore e così contribuire alla diffusione di RFID in modo consapevole. "Si può ipotizzare - ha spiegato alla Reuters un funzionario dell'azienda - che un utente potrebbe avere uno scanner sul proprio cellulare per avere informazioni addizionali sui prodotti dotati di RFID che si trovano sugli scaffali di un supermercato. Ma, allo stesso tempo, uno scanner potrebbe leggere i contenuti di una borsa, ad esempio, se i chip negli oggetti che contiene non fossero stati disabilitati".
TAG: mondo
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