Claudio Tamburrino

Uber, operazione revanche

In attesa del confronto con Bruxelles, a cui ha denunciato l'ingerenza da parte di alcuni stati stati, l'app incassa una vittoria in Francia ed esordisce così con UberPop

Roma - La campagna d'Europa di Uber continua e mentre si prepara ad incontrare le istituzioni europee per far valere le proprie ragioni, incassa una vittoria in Francia, paese che finora si era dimostrato assolutamente intransigente nei confronti delle novità del suo servizio e soprattutto delle libertà che si prende rispetto alle singole normative nazionali relative al settore dei trasporti.

La Francia, infatti, aveva recepito le proteste dei tassisti prima imponendo ai conducenti Uber un ritardo di quindici minuti ad ogni chiamata assecondando le richieste dell'Association française des taxis (AFT), e poi lo scorso agosto condannando l'app a modificare il suo sistema di fatturazione in particolare per quanto riguardava la normativa in materia di tassametro e tariffe definite con accordo pubblico.
Nonostante queste decisioni, le autorità non mollavano l'osso, continuando a monitorare il servizio e puntando da ultimo l'attenzione UberPOP per cui, in forza di alcune ipotesi di reato, la polizia ha effettuato un raid nella sede di Parigi. Una nuova legge è poi stata approvata: sembra destinata a rendere illegali i servizi offerti dall'app, in quanto proibisce in maniera assoluta l'avere attività che mettano in contatto clienti paganti con autisti non professionisti.

Quest'ultimo round sembra tuttavia esserselo aggiudicato Uber: la Corte di Appello di Parigi ha ora stabilito che il possibile bando nei confronti di Uber in forza della nuova legge deve essere sospeso e che questa deve passare l'esame di costituzionalità da parte della giustizia francese. Accogliendo le motivazioni di Uber la Corte di Appello ha ritenuto infatti da verificare che la legge non sia scritta in maniera troppo vaga (tanto da minacciare altri servizi come il carpooling) e che non contravvenga al principio della libertà di impresa.
Naturalmente si tratta ancora solo di un rinvio, che va controbilanciato con la momentanea sospensione di Uberpop in altri paesi, colpevole di mettere passeggeri su auto di altri utenti privi di qualsiasi licenza: la battaglia decisiva, dunque, si svolgerà per Uber a Bruxelles.

Proprio per questo l'azienda statunitense ha deciso di contrattaccare denunciando alla Commissione Europea Francia, Germania e Spagna per i blocchi emessi nei suoi confronti: ad essere violata, secondo l'accusa, sarebbe la normativa europea che stabilisce la libertà di impresa e il trattamento non discriminatorio di alcuni servizi rispetto ad altri.

Per il momento la Commissione si è comunque dimostrata poco incline a stare al gioco di Uber: ancor prima di entrare nel merito della questione, che si giocherà sulla definizione di Uber come servizio taxi o come operatore di una app mobile, ha ammonito l'azienda, ricordandole l'importanza del rispetto delle leggi.

Claudio Tamburrino
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22 Commenti alla Notizia Uber, operazione revanche
Ordina
  • Il servizio UberPop, diverso da Uber, é stato dichiarato illegale in tutta Italia:

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2015/05/26/new.../
  • ...Un giudice di pace ha dato ragione a un autista UberPop, che non é Uber:

    http://www.lastampa.it/2015/04/17/cronaca/le-auto-...

    Vediamo un po' come evolve la situazione.
  • A Milano un giudice di pace restituisce la patente e il libretto dell'auto ad un conducente di UberPop:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/02/uber-pe.../

    Naturalmente la vicenda non È conclusa, il Comune ha già presentato ricorso.
  • - Scritto da: Leguleio
    > A Milano un giudice di pace restituisce la
    > patente e il libretto dell'auto ad un conducente
    > di UberPop:
    >
    >
    > http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/02/uber-pe
    >
    > Naturalmente la vicenda non È conclusa, il
    > Comune ha già presentato
    > ricorso.

    Il comune perde il suo tempo e il denaro del contribuente.
    L'emanazione del giudice e' cristallina: "E’ il riconoscimento che stante l’assenza di una normativa chiara in materia, che sancisca per legge l’illegittimità o meno della condotta di un autista Uber, lo stesso non possa essere sanzionato."

    In altre parole, in uno stato di diritto e' tutto lecito se non esplicitamente vietato da qualche normativa.
    In questo caso non c'e' alcuna normativa.

    Mi fa specie che ci sia voluto tutto questo tempo per prendere atto giuridico di una evidenza sconcertante.
  • - Scritto da: panda rossa
    >
    > In altre parole, in uno stato di diritto e' tutto
    > lecito se non esplicitamente vietato da qualche
    > normativa.
    > In questo caso non c'e' alcuna normativa.
    >
    > Mi fa specie che ci sia voluto tutto questo tempo
    > per prendere atto giuridico di una evidenza
    > sconcertante.

    Mini-OT, ma sai che alla fine ho montato le gomme invernali su tutte e quattro le ruote per non rischiare multe, nonostante la normativa le richieda solo sulle ruote motrici senza vietare esplicitamente la commistione di cerchi di diverso raggio, purché omologati per il veicolo?
    Montare solo davanti cerchi da 14" con pneumatici invernali non è vietato, anche se dietro hai i cerchi da 16", eppure rischi che il caramba o il vigile di turno ti faccia la multa lo stesso (mi sono informato in rete prima). Se fosse vietato, nulla da dire, eppure non lo è.
    "Sconcertante" è il termine giusto Triste
    Izio01
    4150
  • > L'emanazione del giudice e' cristallina: "E’ il
    > riconoscimento che stante l’assenza di una
    > normativa chiara in materia, che sancisca per
    > legge l’illegittimità o meno della condotta di un
    > autista Uber, lo stesso non possa essere
    > sanzionato."

    Anche i giudici possono sbagliare. Per la corte d'appello la normativa potrebbe essere chiara.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > L'emanazione del giudice e' cristallina: "E’
    > il
    > > riconoscimento che stante l’assenza di una
    > > normativa chiara in materia, che sancisca per
    > > legge l’illegittimità o meno della condotta
    > di
    > un
    > > autista Uber, lo stesso non possa essere
    > > sanzionato."
    >
    > Anche i giudici possono sbagliare. Per la corte
    > d'appello la normativa potrebbe essere
    > chiara.

    Ma se anche i giudici possono sbagliare (cit.) allora potrebbero essere quelli della corte d'appello.

    Non si puo' vivere con l'angoscia che un giudice sbaglia.
    Molto meglio considerare sempre legge quello che un giudice sentenzia e buonanotte.
    E oggi la sentenza e' questa.
    Ti rode?
    In farmacia vendono il maloox.
  • > > Anche i giudici possono sbagliare. Per la
    > corte
    > > d'appello la normativa potrebbe essere
    > > chiara.
    >
    > Ma se anche i giudici possono sbagliare (cit.)
    > allora potrebbero essere quelli della corte
    > d'appello.

    Con la piccola differenza che una decisione della corte d'appello, che è composta da tre magistrati, prevale su quella di un giudice di pace, che è unico, e nemmeno è un magistrato a tutti gli effetti.Sorride



    > Non si puo' vivere con l'angoscia che un giudice
    > sbaglia.

    Vai a dirlo a Raffele Sollecito e ad Amanda Knox. Credo che abbiano qualcosa da aggiungere alla tua frase.


    > Molto meglio considerare sempre legge quello che
    > un giudice sentenzia e
    > buonanotte.

    In Italia non è così. Inutile immaginarsi un'altra Italia.


    > Ti rode?
    > In farmacia vendono il maloox.

    Clicca per vedere le dimensioni originali
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > Anche i giudici possono sbagliare. Per
    > la
    > > corte
    > > > d'appello la normativa potrebbe essere
    > > > chiara.
    > >
    > > Ma se anche i giudici possono sbagliare
    > (cit.)
    > > allora potrebbero essere quelli della corte
    > > d'appello.
    >
    > Con la piccola differenza che una decisione della
    > corte d'appello, che è composta da tre
    > magistrati, prevale su quella di un giudice di
    > pace, che è unico, e nemmeno è un magistrato a
    > tutti gli effetti.
    >Sorride

    Ecco come svilire una figura professionale e istituzionale solo perche' una sua sacrosanta decisione va a infrangere un immeritato privilegio di casta.

    > > Non si puo' vivere con l'angoscia che un
    > giudice
    > > sbaglia.
    >
    > Vai a dirlo a Raffele Sollecito e ad Amanda Knox.
    > Credo che abbiano qualcosa da aggiungere alla tua
    > frase.

    Perche' non lo vai a dire invece ai genitori della ragazza ammazzata?

    > > Molto meglio considerare sempre legge quello
    > che
    > > un giudice sentenzia e
    > > buonanotte.
    >
    > In Italia non è così. Inutile immaginarsi
    > un'altra Italia.

    Inutile per chi gode di immeritati privilegi di casta e sguazza nella attuale situazione.
    Purtroppo per costoro, il mondo progredisce e la storia insegna che i regnanti abdicano con le buone o con la ghigliottina.
  • > > > Ma se anche i giudici possono sbagliare
    > > (cit.)
    > > > allora potrebbero essere quelli della
    > corte
    > > > d'appello.
    > >
    > > Con la piccola differenza che una decisione
    > della
    > > corte d'appello, che è composta da tre
    > > magistrati, prevale su quella di un giudice
    > di
    > > pace, che è unico, e nemmeno è un magistrato
    > a
    > > tutti gli effetti.
    > >Sorride
    >
    > Ecco come svilire una figura professionale e
    > istituzionale solo perche' una sua sacrosanta
    > decisione va a infrangere un immeritato
    > privilegio di
    > casta.

    Svilire? È nella natura delle cose in Italia, in tutti gli ambiti. Le decisioni del giudice di pace hanno valore fino al giorno in cui non interviene una corte di grado superiore. E in questo caso è garantito che il Comune farà ricorso.


    > > > Non si puo' vivere con l'angoscia che un
    > > giudice
    > > > sbaglia.
    > >
    > > Vai a dirlo a Raffele Sollecito e ad Amanda
    > Knox.
    > > Credo che abbiano qualcosa da aggiungere
    > alla
    > tua
    > > frase.
    >
    > Perche' non lo vai a dire invece ai genitori
    > della ragazza
    > ammazzata?

    Ai genitori direi un'altra cosa: "non si può vivere con l'angoscia che una figlia sui vent'anni venga uccisa senza motivo".
    E sono d'accordo, non si può vivere, non consiglio a nessuno di coltivare simili pensieri funerei... ma statisticamente capita, bisogna farsene una ragione.


    > > > Molto meglio considerare sempre legge
    > quello
    > > che
    > > > un giudice sentenzia e
    > > > buonanotte.
    > >
    > > In Italia non è così. Inutile immaginarsi
    > > un'altra Italia.
    >
    > Inutile per chi gode di immeritati privilegi di
    > casta e sguazza nella attuale
    > situazione.

    Adesso hanno inventato i tre gradi di giudizio per far dispetto a Uber. Non riesci davvero a vedere più in là del tuo naso.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > > Ma se anche i giudici possono
    > sbagliare
    > > > (cit.)
    > > > > allora potrebbero essere quelli
    > della
    > > corte
    > > > > d'appello.
    > > >
    > > > Con la piccola differenza che una
    > decisione
    > > della
    > > > corte d'appello, che è composta da tre
    > > > magistrati, prevale su quella di un
    > giudice
    > > di
    > > > pace, che è unico, e nemmeno è un
    > magistrato
    > > a
    > > > tutti gli effetti.
    > > >Sorride
    > >
    > > Ecco come svilire una figura professionale e
    > > istituzionale solo perche' una sua sacrosanta
    > > decisione va a infrangere un immeritato
    > > privilegio di
    > > casta.
    >
    > Svilire? È nella natura delle cose in
    > Italia, in tutti gli ambiti. Le decisioni del
    > giudice di pace hanno valore fino al giorno in
    > cui non interviene una corte di grado superiore.

    Cosa che ancora non e' avvenuta, e quindi ti tocca accettare la cruda realta'.

    > E in questo caso è garantito che il Comune farà
    > ricorso.

    Che non significa nulla.
    Prima il ricorso deve essere accolto, poi ci sara' tutta la trafila burocratica, poi il dibattimento e, se nel frattempo non saranno trascorsi i tempi della prescrizione, e se le parti esisteranno ancora in forma giuridica, magari si giungera' a sentenza, che potrebbe anche non piacerti.
    E infine, pensa un po', ci potrebbe essere un contro-ricorso in cassazione.

    Ma siccome tu non sei Matusalemme, e' inutile che ti illudi.
    Accontentati dell'attualita'. E accettala.

    > > > > Non si puo' vivere con l'angoscia
    > che
    > un
    > > > giudice
    > > > > sbaglia.
    > > >
    > > > Vai a dirlo a Raffele Sollecito e ad
    > Amanda
    > > Knox.
    > > > Credo che abbiano qualcosa da aggiungere
    > > alla
    > > tua
    > > > frase.
    > >
    > > Perche' non lo vai a dire invece ai genitori
    > > della ragazza
    > > ammazzata?
    >
    > Ai genitori direi un'altra cosa: "non si può
    > vivere con l'angoscia che una figlia sui
    > vent'anni venga uccisa senza motivo".

    Tu eri li', per sentenziare che non ci fosse motivo?

    > E sono d'accordo, non si può vivere, non
    > consiglio a nessuno di coltivare simili pensieri
    > funerei... ma statisticamente capita, bisogna
    > farsene una ragione.

    Se la giustizia fosse meno plutocratica, non ci sarebbe alcun bisogno di farsene una ragione.

    Invece il ricco la sfanga sempre.

    > > > > Molto meglio considerare sempre
    > legge
    > > quello
    > > > che
    > > > > un giudice sentenzia e
    > > > > buonanotte.
    > > >
    > > > In Italia non è così. Inutile
    > immaginarsi
    > > > un'altra Italia.
    > >
    > > Inutile per chi gode di immeritati privilegi
    > di
    > > casta e sguazza nella attuale
    > > situazione.
    >
    > Adesso hanno inventato i tre gradi di giudizio
    > per far dispetto a Uber. Non riesci davvero a
    > vedere più in là del tuo
    > naso.

    I tre gradi di giudizio servono per porre rimedio ad errori processuali, non devono essere un appiglio per il reo.
  • A leggere interventi simili sembra che tu voglia fare concorrenza a Maurizio Crozza e alle follie pronunciate dai personaggi delle sue imitazioni... mentre a me rimarrebbe solo il ruolo della spalla Andrea Zalone.A bocca storta
    Mah...


    > > Svilire? È nella natura delle cose in
    > > Italia, in tutti gli ambiti. Le decisioni del
    > > giudice di pace hanno valore fino al giorno
    > in
    > > cui non interviene una corte di grado
    > superiore.
    >
    > Cosa che ancora non e' avvenuta, e quindi ti
    > tocca accettare la cruda
    > realta'.

    Ho mai scritto che è avvenuta?
    Caso mai sei tu che non vorresti proprio che ci fosse la possibilità: grado unico di giudizio come nei tribunali islamici, e via.


    > > E in questo caso è garantito che il Comune
    > farà
    > > ricorso.
    >
    > Che non significa nulla.
    > Prima il ricorso deve essere accolto,

    No, proprio no. In Italia il ricorso ad un grado di giudizio superiore non ha bisogno di alcuna formalità, a differenza che in altri Paesi.


    > poi ci
    > sara' tutta la trafila burocratica, poi il
    > dibattimento e, se nel frattempo non saranno
    > trascorsi i tempi della prescrizione,
    > e se le
    > parti esisteranno ancora in forma giuridica,
    > magari si giungera' a sentenza, che potrebbe
    > anche non
    > piacerti.

    Ma che c'entro io? La realtà ha un aspetto diverso a seconda di quanto scrivo su PI?


    > E infine, pensa un po', ci potrebbe essere un
    > contro-ricorso in
    > cassazione.

    Sarebbe ora. Un po' di chiarezza nella materia.


    > Ma siccome tu non sei Matusalemme, e' inutile che
    > ti
    > illudi.
    > Accontentati dell'attualita'. E accettala.

    Ma che bisogno c'è di essere Matusalemme?!? Bastano pochi anni per una causa del genere, figurati. Non è mica la strage di Piazza fontana.


    > > > Perche' non lo vai a dire invece ai
    > genitori
    > > > della ragazza
    > > > ammazzata?

    > > Ai genitori direi un'altra cosa: "non si può
    > > vivere con l'angoscia che una figlia sui
    > > vent'anni venga uccisa senza motivo".
    >
    > Tu eri li', per sentenziare che non ci fosse
    > motivo?

    No. Ma nessuna sentenza ha mai azzardato un movente per un omicidio del genere. Per una madre rimarrà sempre senza senso, per chi lo ha compiuto potrebbe anche averlo.


    > > E sono d'accordo, non si può vivere, non
    > > consiglio a nessuno di coltivare simili
    > pensieri
    > > funerei... ma statisticamente capita, bisogna
    > > farsene una ragione.
    >
    > Se la giustizia fosse meno plutocratica, non ci
    > sarebbe alcun bisogno di farsene una
    > ragione.

    Ora anche la giustizia plutocratica. Oggi è uno dei tuoi giorni "ispirati".

    > Invece il ricco la sfanga sempre.

    Patrizia Reggiani, che sicuramente povera non è, non sarebbe d'accordo con questa affermazione. E nemmeno Calisto Tanzi.


    > > Adesso hanno inventato i tre gradi di
    > giudizio
    > > per far dispetto a Uber. Non riesci davvero a
    > > vedere più in là del tuo
    > > naso.
    >
    > I tre gradi di giudizio servono per porre rimedio
    > ad errori processuali, non devono essere un
    > appiglio per il
    > reo.

    In questo caso non c'è né reo né vittima di un reato, visto che si tratta di una causa civile, tutte le sanzioni previste sono di tipo amministrativo. In compenso c'è una sentenza di un giudice di pace che contraddice altre inflitte in casi analoghi, e cioè restituisce patente e automobile ad un autista UberPop: non vedo come si potrebbe sanare questo contrasto se non con la corte d'appello.
    Proprio non ci arrivi, eh?
  • "Per il momento la Commissione si è comunque dimostrata poco incline a stare al gioco di Uber: ancor prima di entrare nel merito della questione, che si giocherà sulla definizione di Uber come servizio taxi o come operatore di una app mobile, ha ammonito l'azienda, ricordandole l'importanza del rispetto delle leggi".

    Se il buon giorno si vede dal mattino...Occhiolino
    Non mi stupirebbe se la Commissione europea si dichiarasse incompetente per materia. Siamo tutti d'accordo sulla libera concorrenza in UE, solo che il trasporto pubblico urbano è un settore che sta al di fuori della regolamentazione comunitaria. Non mi viene in mente una sola città nella quale i mezzi pubblici si fanno libera concorrenza sugli stessi percorsi, magari con biglietti a tariffe diverse. Mentre ciò avviene già coi treni, e anche con le linee di autobus autostradali.
  • - Scritto da: Leguleio
    > "Per il momento la Commissione si è comunque
    > dimostrata poco incline a stare al gioco di Uber:
    > ancor prima di entrare nel merito della
    > questione, che si giocherà sulla definizione di
    > Uber come servizio taxi o come operatore di una
    > app mobile, ha ammonito l'azienda, ricordandole
    > l'importanza del rispetto delle
    > leggi
    ".
    >
    > Se il buon giorno si vede dal mattino...Occhiolino
    > Non mi stupirebbe se la Commissione europea si
    > dichiarasse incompetente per materia. Siamo tutti
    > d'accordo sulla libera concorrenza in UE, solo
    > che il trasporto pubblico urbano è un settore che
    > sta al di fuori della regolamentazione
    > comunitaria. Non mi viene in mente una sola città
    > nella quale i mezzi pubblici si fanno libera
    > concorrenza sugli stessi percorsi, magari con
    > biglietti a tariffe diverse. Mentre ciò avviene
    > già coi treni, e anche con le linee di autobus
    > autostradali.

    Appunto!
    E' ora di cominciare una bella concorrenza selvaggia tra mezzi pubblici nelle grandi citta'.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Leguleio
    > > "Per il momento la Commissione si è comunque
    > > dimostrata poco incline a stare al gioco di
    > Uber:
    > > ancor prima di entrare nel merito della
    > > questione, che si giocherà sulla definizione di
    > > Uber come servizio taxi o come operatore di una
    > > app mobile, ha ammonito l'azienda, ricordandole
    > > l'importanza del rispetto delle
    > > leggi
    ".
    > >
    > > Se il buon giorno si vede dal mattino...Occhiolino
    > > Non mi stupirebbe se la Commissione europea si
    > > dichiarasse incompetente per materia. Siamo
    > tutti
    > > d'accordo sulla libera concorrenza in UE, solo
    > > che il trasporto pubblico urbano è un settore
    > che
    > > sta al di fuori della regolamentazione
    > > comunitaria. Non mi viene in mente una sola
    > città
    > > nella quale i mezzi pubblici si fanno libera
    > > concorrenza sugli stessi percorsi, magari con
    > > biglietti a tariffe diverse. Mentre ciò avviene
    > > già coi treni, e anche con le linee di autobus
    > > autostradali.
    >
    > Appunto!
    > E' ora di cominciare una bella concorrenza
    > selvaggia tra mezzi pubblici nelle grandi
    > citta'.

    Panda, io sono contro la violenza dei tassisti, contro i metodi che usano per imporre la loro vollontà ogni volta che un comune propone di concedere qualche licenza in più. Sono contro la rivendibilità delle licenze: il comune le emette senza guadagnarci, che siano personali e non cedibili, in modo tale che, alla scadenza, vadano al prossimo in graduatoria e uno non possa guadagnare decine di migliaia di euro su un bene puramente speculativo. Sono anche a favore della concorrenza, ci mancherebbe!
    Però credo anche nella necessità di tutelare i clienti paganti, di fornire loro delle garanzie minime, è il motivo per cui approvo la multa a suo tempo assegnata ad Apple per il mancato rispetto dei due anni di garanzie legale. Nel caso di Uber, siamo di fronte ad un'azienda parassita, che sfrutta chi è più in difficoltà, facendo dei bei soldi; praticamente un'altra agenzia interinale, che per di più pretende di non rispettare le regole che ci sono.
    Trovo assurda l'imposizione dei quindici minuti di ritardo agli autisti Uber, la trovo più che altro anacronistica, legata a un passato di tutele che noi non viviamo più da tempo. Meno assurda è invece la constatazione che, quando stipuli un contratto di assicurazione, devi dichiarare la destinazione di utilizzo della tua autovettura. Se indichi "uso privato" e poi fai l'autista di Uber, rischi che, in caso di sinistro, l'assicurazione paghi e poi si rivalga su di te - e tranquillo che Uber in questi casi non ti aiuta, ti trovi col didietro per terra. Se invece sei un cliente e vieni turlupinato dal tuo autista, Uber se ne lava le mani e ti risponde di essere solo un intermediario, devi vedertela con chi ti ha fornito il passaggio, e sappiamo come funzionano queste cose in Italia.
    Liberalizzazione non vuol necessariamente dire anarchia. Credo nella necessità di svecchiare quel settore, ma dalla rimozione di tutte le regole e di tutte le tutele attualmente esistenti, secondo me avremmo solo da perderci.
    Izio01
    4150
  • > Trovo assurda l'imposizione dei quindici minuti
    > di ritardo agli autisti Uber,

    Se ne è parlato molto, ma guarda che era solo una proposta, non è mai realmente entrata in vigore. Chi avrebbe potuto controllare che il ritardo fosse proprio di 15 minuti, e non di 12?
  • - Scritto da: Leguleio
    > > Trovo assurda l'imposizione dei quindici
    > minuti
    > > di ritardo agli autisti Uber,
    >
    > Se ne è parlato molto, ma guarda che era solo una
    > proposta, non è mai realmente entrata in vigore.
    > Chi avrebbe potuto controllare che il ritardo
    > fosse proprio di 15 minuti, e non di 12?

    Un tassista che chiami Uber per mettere i bastoni tra le ruote al servizio in tutti i modi possibili. Ad esempio, ti ricorderai che in Italia è successo (e probabilmente succede ancora) che chiamassero un'auto Uber e poi rifiutassero di pagare la corsa.
    Se passasse la legge dei 15 minuti, fossi in Uber la rispetterei, i tassinari vigilano Occhiolino
    Izio01
    4150
  • > > > Trovo assurda l'imposizione dei quindici
    > > minuti
    > > > di ritardo agli autisti Uber,
    > >
    > > Se ne è parlato molto, ma guarda che era solo
    > una
    > > proposta, non è mai realmente entrata in vigore.
    > > Chi avrebbe potuto controllare che il ritardo
    > > fosse proprio di 15 minuti, e non di 12?
    >
    > Un tassista che chiami Uber per mettere i bastoni
    > tra le ruote al servizio in tutti i modi
    > possibili.

    Non so quanto possa essere credibile, essendo parte in causa. L'autista Uber potrebbe fare ricorso adducendo che il cronometro del tassista era truccato.
    Sono controlli che spettano alle autorità, alle "Frecce" nel caso del Comune di Milano:

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2015/03/22/new.../

    non certo ai concorrenti. Come detto, a Parigi di quella norma non se ne è fatto nulla, alla fine. Secondo me controllare aveva un esborso maggiore che l'incasso delle eventuali multe.
  • - Scritto da: Izio01

    > Però credo anche nella necessità di tutelare i
    > clienti paganti, di fornire loro delle garanzie
    > minime, è il motivo per cui approvo la multa a
    > suo tempo assegnata ad Apple per il mancato
    > rispetto dei due anni di garanzie legale.

    No, e' diverso. Il paragone con apple non c'entra.

    Qui la cosa e' piu' simile a blablacar.

    L'utente che vuole uber, sa perfettamente che cosa vuole.
    E se non gli sta bene, c'e' sempre il taxi.

    > Nel
    > caso di Uber, siamo di fronte ad un'azienda
    > parassita, che sfrutta chi è più in difficoltà,
    > facendo dei bei soldi; praticamente un'altra
    > agenzia interinale, che per di più pretende di
    > non rispettare le regole che ci
    > sono.

    Ma perche' non guardi il punti di vista del cittadino, invece, che grazie a Uber puo' avere un trasporto pubblico concorrenziale al taxi, con maggiori comodita' e minori costi.
    O dal punto di vista del disoccupato automunito che grazie a uber puo' alzare due soldi e portare la pagnotta a casa, invece di essere costretto ad andare a rapinare i tassisti armato di siringa?

    > Trovo assurda l'imposizione dei quindici minuti
    > di ritardo agli autisti Uber, la trovo più che
    > altro anacronistica, legata a un passato di
    > tutele che noi non viviamo più da tempo. Meno
    > assurda è invece la constatazione che, quando
    > stipuli un contratto di assicurazione, devi
    > dichiarare la destinazione di utilizzo della tua
    > autovettura. Se indichi "uso privato" e poi fai
    > l'autista di Uber, rischi che, in caso di
    > sinistro, l'assicurazione paghi e poi si rivalga
    > su di te - e tranquillo che Uber in questi casi
    > non ti aiuta, ti trovi col didietro per terra.

    Non e' un problema mio.
    L'autista uber se non vuole correre questo rischio puo' cambiare destinazione d'uso del veicolo, altrimenti subira' la rivalsa dell'assicurazione.


    > Se
    > invece sei un cliente e vieni turlupinato dal tuo
    > autista, Uber se ne lava le mani e ti risponde di
    > essere solo un intermediario, devi vedertela con
    > chi ti ha fornito il passaggio, e sappiamo come
    > funzionano queste cose in
    > Italia.

    Esattamente come col tassista che ti imbroglia.

    > Liberalizzazione non vuol necessariamente dire
    > anarchia. Credo nella necessità di svecchiare
    > quel settore, ma dalla rimozione di tutte le
    > regole e di tutte le tutele attualmente
    > esistenti, secondo me avremmo solo da
    > perderci.

    Spiegami come, sia dal punto di vista del passeggero, sia dal punto di vista del disoccupato che si reinventa autista uber.
  • > O dal punto di vista del disoccupato automunito
    > che grazie a uber puo' alzare due soldi e portare
    > la pagnotta a casa, invece di essere costretto ad
    > andare a rapinare i tassisti armato di
    > siringa?

    Un paragone perfettamente equilibrato, non c'è che dire: "Non ho soldi, la pancia è vuota, rapino un tassista con la siringa infetta di Hiv... anzi no, faccio l'autista Uber, è la stessa cosa ma rischio di meno!" Rotola dal ridere

    Uno dei tuoi proverbiali lapsus.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Izio01
    >
    > > Liberalizzazione non vuol necessariamente
    > dire
    > > anarchia. Credo nella necessità di svecchiare
    > > quel settore, ma dalla rimozione di tutte le
    > > regole e di tutte le tutele attualmente
    > > esistenti, secondo me avremmo solo da
    > > perderci.
    >
    > Spiegami come, sia dal punto di vista del
    > passeggero, sia dal punto di vista del
    > disoccupato che si reinventa autista
    > uber.

    Bè, per come la vedo io, il cittadino ci perde la volta che le cose iniziano ad andar male, esattamente come succede con eBay, che per certe cose assomiglia ad Uber. Hai un grosso ritardo a causa di un guasto della macchina, secondo te l'autista ti ha imbrogliato facendo il giro panoramico della città per fare 100 metri, non ha rispettato le condizioni contrattuali indicate sul sito. A chi ti rivolgi? Uber se ne lava le mani, scaricando la responsabilità sull'autista, sostenendo di essere solo un intermediario.
    E' un servizio ancora giovane, non ho un database di casi reali, ma ho l'impressione che finirebbe come su eBay, dove tanti venditori, inclusi quelli professionali, mettono nelle loro condizioni di vendita clausole incompatibili con la legge italiana, soprattutto per quanto riguarda garanzia e diritto di recesso. Clausole implicitamente nulle - ma tu spendi 5000 euro di avvocato per ottenere un rimborso di 50 euro per la garanzia non rispettata, o lasci perdere? Ecco, secondo me qualcosa di simile capiterebbe quasi inevitabilmente con Uber.
    La regolamentazione in alcuni settori serve a tutelare la popolazione, ad evitare truffe legalizzate. Non ho la verità in mano, riguardo a QUALI settori siano da regolamentare e quali no, ma proprio per questo direi di fare un passo alla volta. Se oggi usi il taxi, sai di non rischiare sorprese contrattuali: il servizio è calmierato, le condizioni sono uguali per tutti i tassisti e ci sono delle garanzie che ti tutelano. Certo che puoi incappare comunque nella frode, ma appunto: di frode si tratta. Se un servizio come Uber inizia a richiedere l'accettazione di una EULA da 30 pagine, lo spazio per clausole vessatorie e fregature aumenta a dismisura: chi è che si metterà a leggere 30 pagine ogni volta che prende un taxi?
    Viaggi in taxi e sai che c'è un'assicurazione che ti tutela in caso d'incidente. Viaggi con Uber e questa certezza non ce l'hai. Tu, poi, parli di costi competitivi del servizio, ma sei sicuro che sia così? Nel momento in cui Uber dovesse essere sdoganata dalla legge, chi farebbe più il tassista? Davanti a vincoli di legge e maggiore burocrazia, penso che anche gli attuali tassisti troverebbero più conveniente passare ad Uber o a un servizio analogo. A quel punto, però, sparirebbero i prezzi calmierati. Chi impedirebbe ad Uber di aumentare e aumentare le proprie tariffe? eBay ha fatto qualcosa di simile: nel periodo di boom ha continuato a peggiorare le condizioni per i venditori e ad aumentare le proprie commissioni. Pensa poi in condizioni di domanda aumentata, ad esempio in caso di manifestazioni di grande richiamo. Chi impedirebbe loro di raddoppiare i prezzi?
    Dal punto di vista dell'autista disoccupato. Certo che viene da dire che un lavorino occasionale, seppure pagato poco, è meglio di stare a casa a non fare niente; non è però a mio parere possibile stabilire una zona franca, dove non si applicano le leggi. Se lavori, devi dichiarare quello che guadagni. Se per lavorare hai bisogno di materiali, tipicamente questi vanno nelle spese d'impresa e sono detraibili dalle tasse. Hai tutta una serie di adempimenti che per legge sei obbligato a compiere. Un autista Uber o peggio UberPop, a cui in tasca rimangono le briciole, dichiarerà correttamente i guadagni, con tanto di aiuto del commercialista, oppure farà finta di niente, sperando di farla franca? E se NON la fa franca, e scopre che dopo aver guadagnato 2500 euro e averne pagati 1200 tra benzina e manutenzione della vettura, deve pagarne 5000 di multa? Un tassista è di fatto un imprenditore; fare l'autista di Uber può trarre in inganno riguardo alla semplicità di un tale passaggio. Questo, secondo me, non aiuta affatto il disoccupato che cerca di sbarcare il lunario. Aiuta soprattutto Uber, che guadagna tanto e scarica la responsabilità.

    Sono tutti scenari possibili, ovviamente non so se si verificheranno o meno. Non sto dicendo che tutto debba rimanere come oggi, penso anzi che l'attuale tecnologia e la teoria dei grafi potrebbero portare in un prossimo futuro a servizi pubblici "on demand" anziché a tracciato fisso, una rete di pulmini in grado di adattare il percorso alle esigenze dei passeggeri, ottimizzando tempi e traffico. Lo so che al momento è roba da visionari, ma prova a pensare alla potenza di un semplice Tom Tom sul telefono, unita alla semplicità di prenotazione tramite Uber, e vedrai che qualcosa di simile sarebbe fattibile anche per il trasporto pubblico. Il passeggero dice dove dovrebbe arrivare e il software seleziona il pulmino più adatto a soddisfare la richiesta tra quelli in circolazione, tenendo conto anche di eventuali trasbordi o tratte su altri mezzi. Ottima cosa il car pooling, e vedo come positiva un'esperienza come quella di BlaBlaCar, che a quanto ne so non incontra gli stessi ostacoli di Uber, in quanto non permette di guadagnare ma solo di dividere le spese per viaggi che comunque si farebbero.
    Insomma, gli spazi per migliorare ci sono, ma secondo me non bisogna rinunciare alle tutele di legge per il passeggero. Non vale la regola del: "Se non ti vanno bene le mie condizioni, vai altrove", o quanto meno non sempre. Dopotutto in ambito lavorativo abbiamo tutele che vanno molto più in là, altrimenti saremmo ancora ai turni di 14 ore dei primi dell'800, quando le regole di oggi non esistevano e il sistema dava assoluta libertà di gestione agli industriali. Secondo me si può pensare di permettere Uber o qualcosa di simile, imponendo obblighi di legge (es. l'assicurazione di tipo professionale) che tutelino anche gli autisti oltre ai clienti. Non vedo alcun vantaggio in un far west dove gli autisti sono sfruttati e fanno fatica a tirare avanti, i clienti non hanno alcuna certezza in termini di sicurezza e tutela legale, e gli unici che si arricchiscono a dismisura sono i vari intermediari.
    Il tutto, ripeto, è solo la mia visione delle cose, che per me non è al momento stabilissima né tanto meno definitiva. Pronto a rivederla man mano che si andrà avanti.
    Izio01
    4150
  • - Scritto da: Leguleio

    > Se il buon giorno si vede dal mattino...Occhiolino
    Parrebbe che il "mattino" a croissant e caffè non sia proprio un brutto mattino per Uber neppure nella "critica" versione "pop"
    La Corte di Appello di Parigi ha ora stabilito che il possibile bando nei confronti di Uber in forza della nuova legge deve essere sospeso e che questa deve passare l'esame di costituzionalità da parte della giustizia francese
    Mah sarà una corte d'appello in cui si fanno previsioni con strani "maghi".
    Rotola dal ridereRotola dal ridere
    non+autenticato