Alfonso Maruccia

Google ambisce alle app universali

Importanti passi avanti per il progetto ARC, tecnologia pensata per avvicinare l'ecosistema Android e tutto ciò che sia animato da Chrome e Chrome OS. Idealmente, potrebbe configurarsi un unico mercato di app

Roma - Dopo aver debuttato l'anno scorso con una manciata di app ufficiali, il progetto App Runtime for Chrome (ARC) fa ora nuovi passi avanti aprendosi agli sviluppatori di terze parti. Disponibile inoltre uno strumento pensato per facilitare il packaging delle app nel nuovo formato.

In una mossa che sembra una riposta nemmeno tanto velata alla strategia Microsoft per la Universal App Platform, Google vuole ora che gli sviluppatori Android sposino una visione "universale" secondo cui le app sviluppate per l'OS mobile siano in grado di girare anche altrove.

La nuova versione di ARC è infatti in grado di far girare le app di terze parti oltre a quelle di Google, fornendo tutte le interfacce necessarie per emulare e replicare le funzionalità Android su Chrome OS. E non solo di Chromebook si parla, visto che ora ARC permette di utilizzare le app Android ovunque sia disponibile una versione del browser Chrome.
Il nuovo ARC supporta un certo numero delle API Android più importanti per autenticazione (OAuth2), messaggistica (Google Messaging), advertising e altro, fatto che dovrebbe incrementare notevolmente la compatibilità tra le app Android e Chrome/Chrome OS.

Agli sviluppatori interessati a testare come una app si comporti sotto ARC, poi, Mountain View fornisce il tool ARC Welder con cui viene semplificata la formattazione e la compattazione del codice da far girare sotto Chrome.

Alfonso Maruccia
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