Alfonso Maruccia

Batterie, anche Google pensa al futuro

Mountain View sarebbe impegnata nella ricerca e nello sviluppo di accumulatori energetici di nuova generazione, a stato solido e pertanto più sicuri ed efficienti rispetto a quelli attuali

Roma - Stando alle fonti anonime consultate dal Wall Street Journal, Google è da tempo al lavoro su nuove tecnologie dedicate alle batterie ricaricabili, componenti di importanza fondamentale nel mondo dei gadget interconnessi ma per cui gli avanzamenti della ricerca, rispetto alle promesse della tecnologia, risultano ad oggi abbastanza deludenti dal punto di vista del progresso e delle applicazioni.

La batteria agli ioni di litio di uno smartphone qualsiasi dura al massimo una giornata, e questo per Google - che ha infilato l'OS Android su un miliardo e più di gadget mobile - è inaccettabile: un team di Google X, il laboratorio di ricerca interno alla corporation, sarebbe per questo impegnato sul problema già dal 2012.

A guidare gli esperti in batterie di Google ci sarebbe il dottor Ramesh Bhardwaj, già assoldato da Apple nello stesso campo, mentre l'obiettivo primario del laboratorio X sarebbe il miglioramento sensibile delle caratteristiche degli accumulatori li-ion usati correntemente in ogni genere di dispositivo elettronico.
Sul medio-lungo periodo, dicono le fonti, Google sarebbe invece al lavoro per sviluppare batterie con componenti allo stato solido - una soluzione ricercata da molti che garantirebbe prestazioni maggiori e una sicurezza molto superiore, visto che il liquido infiammabile delle batterie li-ion lascerebbe il posto a materiali molto meno soggetti al surriscaldamento e quindi al potenziale rischio di incidenti.

Oltre a lavorare su soluzioni tecnologiche fatte in casa, dice ancora il Wall Street Journal, Google sarebbe anche impegnata con l'azienda americana (di base a Chicago) AllCell Technologies per la realizzazione di batterie da integrare nei suoi prodotti più o meno futuri come i palloni aerostatici di Project Loon.

Quel che appare evidente, senza le conferme da parte di Mountain View, è che Google non è certo l'unico grande nome dell'hi-tech attivamente al lavoro per far avanzare il settore delle batterie ricaricabili: lo stesso settore, giusto per fare un paio di nomi, in cui hanno investito o avrebbero investito il carmaker americano Tesla e la solita Apple.

Alfonso Maruccia
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  • I limiti delle batterie sono le leggi stesse della chimica, per ogni atomo che si ossida sono 1, 2 o 3, elettroni (dipende dall'atomo) che diventano disponibili ai poli della batteria, il litio è l'elemento più leggero ( eccetto l' idrogeno) che può essere usato per costruire una batteria, per tutti gli altri atomi più pesanti, a parità di peso, diminuisce il numero di elettroni disponibili.
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