Gabriele Niola

WebTheatre/ La fine della webserie pių lunga

di G. Niola - Ritmi produttivi serrati per otto anni di puntate fittissime, un marchio umoristico ben definito: Jake and Amir si chiude con una puntata finale che guarda a se stessa e al proprio passato

Roma - La bellezza di 750 episodi lungo 8 anni, una media di uno ogni tre giorni, una follia! Jake and Amir, senza dubbio la webserie più lunga di sempre, è finita con un ultimo episodio pubblicato anche su YouTube (mentre i loro video erano proprietà di CollegeHumor e visibili sul player proprietario). Si tratta in un certo senso della fine di un'era, Jake Hurwitz e Amir Blumenfeld infatti è molto probabile che stiano passando alla televisione.

Jake and Amir

La struttura di Jake And Amir era essenziale e semplice come il titolo (che ricorda i segmenti comici della tv popolare americana degli anni '60/'70): ci sono due amici che lavorano a CollegeHumour, come il loro alter ego reale, che si trovano in diverse situazioni e ogni volta battibeccano comicamente. Come nelle grandi coppie comiche sono i ruoli che i due interpretano a contare più che ciò che fanno. Jake è il responsabile, serio e posato (che fa ridere proprio quando sconfina anche lui nelle scemenze del compagno), quello che fa da spalla e serve le battute all'altro, cioè Amir, una variazione molto originale sul tema del classico "scemo comico" che costituisce la forza trainante di ogni gag. In piena continuità con molta comicità americana vista al cinema (basti pensare a Zach Galifianakis) infatti Amir ha come un'omosessualità latente, è scemo, non lo ammette ma è comicamente attratto dall'amico e lo manifesta senza riuscire a nasconderlo bene con un'esilarante ingenuità.

Non c'era trama orizzontale in Jake And Amir, ogni episodio corrispondeva ad una gag di circa 2-3 minuti a sé, in cui l'amicizia tra i due era sempre in bilico e in cui Amir sfiancava Jake con il suo atteggiamento vanitoso e spaccone demenziale.
Queste caratteristiche del format hanno consentito ai due di realizzare l'impressionante cifra di 750 episodi in 8 anni (chi hai mai prodotto con una simile quantità e densità?), cioè hanno consentito ai due creatori di poter produrre e scrivere in fretta degli episodi tutti molto simili e basati su piccole variazioni e alla serie di farsi strada tra il pubblico, con grande riconoscibilità e un marchio umoristico fortissimo.
Nell'episodio finale la serie celebra se stessa, dopo un inizio in cui chiudono la non-trama venendo licenziati in tronco da CollegeHumour (ovviamente per un'esagerazione di Amir che ha a che vedere con il suo pene) c'è infatti un bellissimo montaggio alternato dei due protagonisti che leggono una "possibile sceneggiatura" che in realtà è lo script di uno dei primissimi episodi e nel leggere le battute dialogano con i se stessi del passato in un vecchio video di repertorio (di qualità infima rispetto al moderno). A seguire una lunga coda con musica, ringraziamenti e molte delle persone che ci hanno lavorato.
Se si può trovare nella produzione audiovisiva per internet una dimensione di industria è in webserie come Jake And Amir che va cercata, vere e proprie piccole fabbriche che sfornano video a getto continuo fatte di pochissimi impiegati.

I registi della generazione degli anni '70 si erano formati quasi tutti con ore ed ore di realizzate per la televisione, quelli degli anni '80 e '90 con le pubblicità e i video musicali, Jake Hurwitz e Amir Blumenfeld hanno accumulato 750 ore in 8 anni, scritte e interpretate con scioltezza e rapidamente ma senza per questo sacrificare la comprensibilità. A cosa è paragonabile? Al cinema di serie B? Al lavoro in pubblicità? E a cosa porterà?

JAKE AND AMIR - ULTIMO EPISODIO


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