Alfonso Maruccia

Android Wear non teme Apple Watch

Google si prepara alla battaglia con lo smartwatch di Cupertino con un aggiornamento corposo della piattaforma Wear: ora è più completa e, soprattutto, offre le stesse funzionalità di Apple Watch. Anche Microsoft guarda ai polsi degli utenti della Mela

Roma - Google ha annunciato l'arrivo di un update per Android Wear, versione "wearable" dell'OS mobile che ora è in grado di offrire un'esperienza utente più ricca e con maggiori funzionalità. Dopotutto Mountain View se la dovrà presto giocare con Apple Watch, ennesimo successo annunciato della fabbrica dell'hype di Cupertino.

Non a caso, al pari del succitato Watch, la versione aggiornata di Android Wear integra ora il supporto per la connettività WiFi: in tal modo, uno smartwatch Wear può comunicare con uno smartphone Android a più ampia distanza rispetto alle comunicazioni Bluetooth - fermo restando che il telefonino dovrà essere necessariamente connesso a Internet, tramite WiFi o meno.

Il nuovo Android Wear è poi pensato per migliorare l'accesso e l'organizzazione delle app installate sullo smartwatch, per convertire i disegni tratteggiati dagli utenti in emoji pre-renderizzate, accedere alle schede di Google Now con una sola mano (previo un deciso movimento laterale del braccio) e per permettere a certune app di funzionare in modalità "always-on" con consumi della batteria ridotti.
Agli early adopter dei gadget indossabili non resterà ora che attendere la distribuzione dell'update di Android Wear attraverso i vari produttori che hanno sposato la piattaforma, con tempistiche evidentemente molto diverse da un caso all'altro.

Sempre parlando di early adopter e spostando l'attenzione sul fronte corporate, una Microsoft sempre più aperta alle iniziative dei produttori terzi dimostra di voler supportare da subito Apple Watch con un aggiornamento al cloud storage di OneDrive. Gli acquirenti dello smartwatch di Cupertino avranno in questo modo la possibilità di accedere alle fotografie archiviate sullo storage remoto di Redmond pigiando direttamente sul loro nanoschermo da polso. Un nuovo update, sempre dedicato al supporto di Apple Watch, permette di controllare le presentazioni PowerPoint presenti su gadget iPhone.

Alfonso Maruccia
Notizie collegate
  • TecnologiaÈ l'ora di Apple Watchdi D. Galimberti - Lo smartwatch di Cupertino viene finalmente svelato, insieme a prezzi (molto variabili) e disponibilità (ancora lontana). Apple ha in serbo anche nuovi MacBook e una soluzione per la ricerca medica
  • BusinessAndroid Wear si affaccia su iPhone?Mentre scocca l'ora di Apple Watch, pronto ad integrarsi nell'ecosistema chiuso della Mela, Google pensa alla trasversalità, e ad insidiare Cupertino integrandosi con i dispositivi iOS
3 Commenti alla Notizia Android Wear non teme Apple Watch
Ordina
  • "[..] un'esperienza utente più ricca e con maggiori funzionalità."
    Già l'esperienza utente più ricca è una americo-markettarata priva di significato, poi ci si aggiunge, in ottimo italiese, che l'esperienza ha anche maggiori funzionalità...
    Come scrive Basilico di Roko, è un sistema di profilazione pagato dal cliente.
    Naturalmente per far digerire agli utonti il prezzo e la scomodità dell'oggetto, gli si costruisce attorno un senso autoreferenziato in grado di affascinare il target a cui è diretto.
    Se parlo la tua lingua e capisco come pensi, ti posso vendere qualunque cosa, come sanno benissimo questi untori tecnologici assistiti da psicologi e sociologi, oltre che da markettari.
    non+autenticato
  • ma a che serve tutta questa robaccia????
    non+autenticato
  • Fondmentalmente, serve a mettere addosso all'utente un cardiofrequenzimetro ed altri sensori biometrici: in questo modo quando l'utente guarda un sito, o usa una app, o va da qualche parte (il GPS dice dove), diventa anche possibile capire quanto è interessato quello che sta facendo (e ad eventuali pubblicità in esso), valutando eventuali variazioni del battito cardiaco (ed in futuro magari anche della sudorazione o di altri parametri).

    In pratica, è uno strumento di profilazione (poco cambia se a farla è Google o Apple)
    non+autenticato