Claudio Tamburrino

Yahoo, tra entusiasmi e delusioni

Marissa Mayer parla di slancio per tornare grandi, e le prospettive sul mercato del search non mancano. Ma gli osservatori si aspettavano di più, in attesa della separazione da Alibaba

Roma - Yahoo ha presentato i risultati trimestrali validi per il periodo che si è concluso lo scorso 31 marzo: li ha presentati come un segno che il sito in viola possa tornare a dire la sua tra le aziende più importanti del settore ICT.

"Yahoo è nel mezzo di una trasformazione di lungo termine per tornare ad essere un'azienda votata alla grandezza" ha dichiarato il CEO Marissa Mayer nell'esporre i numeri segnati negli ultimi mesi. Yahoo ha infatti registrato una crescita del fatturato dell'8 per cento rispetto all'anno scorso e del due per cento rispetto al precedente periodo, frutto di un modesto più 2 per cento del fatturato afferente display advertising, e di un più 20 per cento di quello generato dal search, un risultato raggiunto anche grazie alla partnership con Mozilla per la presenza di default su Firefox per certi mercati, che ha spinto il volume delle sue ricerche ai livelli più alti degli ultimi 5 anni.
In numeri assoluti significa un fatturato da oltre 1.226 milioni di dollari.

A far bene è soprattutto l'advertising mobile, settore mai coperto dallo storico accordo sul search siglato con Microsoft: il fatturato generato attraverso il mobile è salito addirittura del 61 per cento su base annua. Ora l'accordo è stato rinnovato, ed i nuovi termini del contratto, resi pubblici in un documento depositato alla SEC, garantiscono a Yahoo margini maggiorni e maggiore libertà nell'adattare il suo servizio search alle diverse piattaforme su cui viene offerto.
Nonostante i risultati annunciati nella trimestrale permettano all'azienda di segnare una crescita delle proprie azioni di 1,4 punti percentuali, 15 centesimi ad azione fino a raggiungere quota 45,10 dollari, tradiscono le più ottimistiche prospettive degli analisti, che speravano in un guadagno di 18 centesimi ad azione.

Il problema sembra essere legato al fatto che sono cresciute anche le spese: nelle precedenti trimestrali proprio i tagli avevano fatto la parte del leone sul sito in viola che ora, con la ripresa, sembra essere tornata ad investire, in preparazione dell'atteso spin off dei proficui asset asiatici costituiti da Alibaba.

Claudio Tamburrino
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