Gabriele Niola

WebTheatre/ Talento rubato alla Rete

di G. Niola - High maintenance Ŕ una delle webserie di maggiore successo online, e HBO vi si avventa. SarÓ trasmesso in televisione, e a pagamento. Come a dimostrare che Internet Ŕ solo un trampolino

Roma - Di High maintenance abbiamo parlato diverse volte, è una delle webserie più appassionanti, e per fortuna anche di successo, dell'ultima annata. In realtà la sua corsa è partita nel 2012, con pochi episodi messi online e poi subito venduta a Vimeo che l'ha programmata per due "stagioni" su On Demand, ovvero la sua piattaforma a pagamento. E il pubblico ha pagato. High maintenance è uno dei prodotti più redditizi di Vimeo On Demand nonostante la piattaforma abbia ospitato prima di tutti gli altri anche film scritti da Joss Whedon o diretti da Spike Lee. Ne abbiamo parlato spesso perchè incarna le caratteristiche di quello a cui le webserie possono aspirare: marginalizzare l'aspetto comico ad una caratteristica tra le altre, affrontare il quotidiano cercando in esso l'universalità, usare lo spunto curioso della proprio storia senza abusarne ma per far emergere l'umanità.

high maintenance

Ora HBO, il più grande canale tra quelli che si possono permettere di distribuire serie televisive (sono sue Il trono di spade, True Detective, I soprano, Boardwalk Empire, True Blood, In Treatment, The Wire, Oz, Sex and the City...), ha ordinato a Ben Sinclair e Katja Blichfeld 6 nuovi episodi della serie. Non solo dunque un colosso della serialità tradizionale vuole sperimentare con i nuovi formati, ma ha voluto puntare non tanto sullo spettacolo quanto sulla narrazione.

Caratteristica di High maintenance è infatti una scrittura allo stato dell'arte (i due autori vengono dalla serie tv 30 Rock), un livello, non a caso, da HBO e il suo passaggio dalla fruizione libera online, a quella a pagamento online e ora a pagamento in tv (HBO è un canale per il quale si deve pagare) ne sancisce le capacità affabulatorie.
La trama è poco più che un pretesto: ogni puntata è una storia con cui entra in contatto uno spacciatore. Ogni puntata vede il protagonista portare ai suoi clienti quel che gli chiedono: un po' hipster, gira in bici e nel consegnare a domicilio l'erba lui (e quindi noi) entra per pochi minuti in contatto con queste persone. Problemi, assurdità, intrecci e soprattutto molto di non detto e suggerito rendono ogni piccola storia appassionante. La droga non c'entra nulla alla fine, è solo un modo come un altro per entrare nelle case di New York: ovviamente potevano essere consegne di fiori o di pizze a domicilio ma le droghe leggere donano un allure tutto diverso alla serie.
Ovviamente c'è un lato positivo e uno negativo in questo passaggio. Quello positivo è la conferma del continuo travaso di autori da internet alla televisione (in questo caso in realtà è un travaso di progetto, perché i due già lavoravano in televisione ma lì apparentemente non c'era spazio per High maintenance), quello negativo è che internet è un campo continuamente coltivato. Ogniqualvolta su YouTube, Vimeo o altrove spunti un frutto maturo, qualche canale televisivo lo coglie. Internet non riesce a trattenere i suoi talenti e i suoi prodotti di punta, non ne ha i mezzi, il denaro e probabilmente nemmeno l'intenzione. Sempre più luogo di passaggio, sembra che online ci rimanga solo chi non riesce ad avere il successo necessario ad essere "acquistato" da qualcun altro.

HIGH MAINTENANCE - HEIDI


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