Claudio Tamburrino

Italia, la nuova strada della WebTax

Allo studio l'applicazione di una ritenuta alla fonte del 25 per cento sui pagamenti a favore delle multinazionali con sede all'estero. Conferma il Sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze Zanetti

Roma - Il Governo italiano continua a cercare un nuovo modo per intervenire sulla tassazione delle aziende del web: l'idea sembra ora quella di puntare a prelevare quanto dovuto direttamente dai pagamenti effettuati a favore delle multinazionali con sede all'estero.

Per il momento, infatti, sembra tramontata la cosiddetta Web Tax (o Google Tax), l'imposta che voleva imporre l'obbligo di partita IVA italiana su cui rimodulare la materia della fiscalità dell'ecommerce. Ma il Governo ha altre frecce al suo arco per colpire il suo bersaglio, gli introiti delle aziende del Web ed in particolare di quelle che, grazie ad una struttura multinazionale ed alla libera circolazione di beni e servizi garantita dal mercato unico europeo, sfruttano le diverse tassazioni ed i benefici fiscali previsti da alcuni paesi per ottenere le condizioni più vantaggiose.

Si tratta, peraltro, di un problema che stanno cercando di affrontare anche altri Paesi tra cui la Gran Bretagna, la Francia e gli Stati Uniti stessi, entrato anche nell'agenda dell'OCSE che ha iniziato ad cercare proposte per risolverlo. Proprio su alcuni dei suoi suggerimenti si basa il nuovo tentativo italiano.
Nel dettaglio, la nuova idea di Roma è quella di applicare, con l'aiuto di banche ed intermediari, una ritenuta alla fonte del 25 per cento sui pagamenti a favore delle multinazionali con sede all'estero. La normativa prevederebbe inoltre che, per evitare l'imposizione anche nel paese di residenza, alle società colpite verrà riconosciuto un credito d'imposta pari all'importo delle tasse versate in Italia.

Tale ritenuta alla fonte scatterebbe sul presupposto dell'esistenza di una "stabile organizzazione virtuale" basata sul concetto di "presenza digitale significativa" e nel momento in cui tale presenza venisse rilevata sul circuito dei pagamenti, al superamento di determinate soglie (si parla di un fatturato di un milione in sei mesi).

Il caso di Google, in questo senso, è esemplificativo: la succursale italiana opera come broker di pubblicità per l'azienda che ha base in Irlanda, paese dove vengono stipulati i contratti e in cui paga le tasse. Per questo in Italia Mountain View paga solo le tasse sulle provvigioni e non sul valore dei contratti.

Questa prospettiva è stata confermata dal sottosegretario Enrico Zanetti (Scelta Civica) che ha condiviso sulla propria pagina di Facebook l'articolo del Corriere della Sera in cui la si presentava, scrivendo: "Ecco la norma antielusiva con cui SC consentirà al governo di neutralizzare le prassi delle multinazionali del web e recuperare importanti risorse per continuare nel percorso di riduzione delle tasse alle imprese che operano e danno lavoro in Italia. Settimana prossima conferenza stampa di presentazione ufficiale".

L'obiettivo è quello di vedere la nuova norma approvata con il pacchetto di decreti legislativi di attuazione della legge delega di riforma fiscale.

Claudio Tamburrino
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10 Commenti alla Notizia Italia, la nuova strada della WebTax
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  • Domanda da profano, eh.
    Mi chiedo se non sia un tentativo mascherato di aggirare il principio di libera circolazione di beni e servizi.
    Izio01
    4149
  • - Scritto da: Izio01
    > Domanda da profano, eh.
    > Mi chiedo se non sia un tentativo mascherato di
    > aggirare il principio di libera circolazione di
    > beni e
    > servizi.

    In teoria sì, in pratica quasi. Credo che il funzionamento sia pressappoco questo, lo stato dice io ti incasso il 25% di ritenuta, poi le tasse nel paese di origine te le pago io se me lo dici. Quindi resta il fatto che se si suppone che nel paese di origine le tasse sono al 18%, visto che comunque c'è una differenza dal 7% diventa più svantaggioso fare questo tipo di giochi.
    Da un punto di vista potrebbe essere una soluzione per questo tipo di giochi economici, da un punto di vista applicativo mi sembra inserire ulteriore burocrazia con il rischio di tirarci delle martellate sui cosiddetti per altri prodotti che esportiamo in UE.
    Come sempre siamo bravi a tirarcele.
  • - Scritto da: m3rlino
    > - Scritto da: Izio01
    > > Domanda da profano, eh.
    > > Mi chiedo se non sia un tentativo mascherato di
    > > aggirare il principio di libera circolazione di
    > > beni e
    > > servizi.
    >
    > In teoria sì, in pratica quasi. Credo che il
    > funzionamento sia pressappoco questo, lo stato
    > dice io ti incasso il 25% di ritenuta, poi le
    > tasse nel paese di origine te le pago io se me lo
    > dici. Quindi resta il fatto che se si suppone che
    > nel paese di origine le tasse sono al 18%, visto
    > che comunque c'è una differenza dal 7% diventa
    > più svantaggioso fare questo tipo di
    > giochi.

    Ahh, probabilmente avevo frainteso la frase: "La normativa prevederebbe inoltre che, per evitare l'imposizione anche nel paese di residenza, alle società colpite verrà riconosciuto un credito d'imposta pari all'importo delle tasse versate in Italia", pensavo ad un credito d'imposta in Italia e infatti non aveva molto senso.
    Grazie per il chiarimento.

    > Da un punto di vista potrebbe essere una
    > soluzione per questo tipo di giochi economici, da
    > un punto di vista applicativo mi sembra inserire
    > ulteriore burocrazia con il rischio di tirarci
    > delle martellate sui cosiddetti per altri
    > prodotti che esportiamo in UE.
    > Come sempre siamo bravi a tirarcele.

    Temo anch'io che possa finire così, staremo a vedere.
    Izio01
    4149
  • > Da un punto di vista potrebbe essere una
    > soluzione per questo tipo di giochi economici, da
    > un punto di vista applicativo mi sembra inserire
    > ulteriore burocrazia

    Hai dimenticato la parola "teorico" fra "da un punto di vista" e "potrebbe".
  • I geni dell'economia hanno partorito un'altra idea balzana.
    Poi, come accaduto l'anno scorso con Apple, si stupiranno che le tariffe aumentino, e diranno che "auspicano" che le aziende si diano martellate sui santissimi, invece di riflettere i maggiori costi sugli utenti.

    A guidare una nazione ci vuole qualcuno che abbia intelligenza strategica e visione globale e che NON SIA un politico.
    Il politico dovrebbe solo essere un consigliere, e il burocrate dovrebbe essere attentamente sorvegliato per evitare che faccia diventare ogni legge o regolamento fine a se stesso, specialità di qui tutti i burocrati sono campioni.
    non+autenticato
  • a sfavore degli utenti.
    Non c'è che dire, abbiamo degli scienziati al governo della nostra economia, sempre pronti a rendere l'Italia più competitiva.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Brando
    > a sfavore degli utenti.
    > Non c'è che dire, abbiamo degli scienziati al
    > governo della nostra economia, sempre pronti a
    > rendere l'Italia più
    > competitiva.

    No no. Questi scienziati hanno ragione: altrimenti come fanno ad essere pagati??
    In un paese con un milione di persone che vivono di politica e chissa' quanti altri che lavorano nel pubblico (PA, insegnati, polizia, esercito, enti di ogni tipo, utility, ecc) servono sempre soldi per pagargli gli stipendi.
    Se gli utenti pagano un 25% in più si garantiscono del gettito che finisce nelle LORO tasche! E' tanto ovvio. Oppure possono assumere un 25% in più di amici e parenti...
    non+autenticato
  • No ancora piu' semplice , a una multinazionale creare 1000 societa' che fatturino alla bisogna e risultino "concessionarie indipendenti" non costa nulla ( le gestira' sempre il medesimo personale , solo cambiando di volta in volta ragione sociale della fattura e conto di destinazione )
    quindi le piccole societa' "virtuali" essendo sotto soglia non pagheranno .
    non+autenticato
  • Non pensare solo al tuo tornaconto a breve... queste grosse aziende stanno creando problemi alla fiscalità dei paesi in cui vendono servizi, e soprattutto effettuano un dumping sul mercato che alla lunga non credo sia troppo positivo.
    non+autenticato
  • Il problema è, fermo restando che secondo me hai ragione, che la stupidità ignorante dei "legislatori" è imperdonabile e lesiva degli ineressi della nazione.
    Ma dato che l'italia è un paese basato sull'ipocrisia, le varie trovate buro-politiche si autoriferiscono, dando una veste di plausibilità a ciò che plausibile non è...
    non+autenticato