Alfonso Maruccia

Agcom: sull'ultra-broadband si naviga a vista

L'authority pubblica i dati aggiornati sullo stato della connettività in Italia, e lo scenario è come al solito problematico: la banda ultra-larga non decolla, mentre gli italiani preferiscono il mobile

Roma - Agcom ha pubblicato l'ultima edizione del suo Osservatorio sulle comunicazioni aggiornata a dicembre 2014, un documento che rivela le ultime tendenze nel mercato della connettività sia su reti fisse che mobile. In entrambi i casi c'è un calo di linee, anche se su mobile si parla di razionalizzazione più che di decrescita del numero di utenti.

Linee fisse

Per quanto riguarda la banda larga sul fisso, l'Agcom identifica 14,37 milioni di linee con +360mila nuovi abbonati anno su anno; le linee DSL calano (-200mila), gli accessi di nuova generazione (NGA) crescono (+413) mentre la tendenza complessiva della connettività fissa è di un lento declino con -520mila linee in meno e 20,57 abbonamenti totali.
Linee fisse, velocità


La banda ultra-larga in fibra (NGA) è come al solito il tasto dolente della connettività fissa, rappresentando il 5,4 per cento delle linee in banda larga e il 3,8 per cento del totale: Agcom sottolinea il "consistente" ritardo del mercato italiano rispetto a quello europeo, con paesi come Francia, Germania, Regno Unito o anche Spagna dove gli accessi NGA rappresentano rispettivamente il 10 per cento, 20 per cento, 32 per cento e 28 per cento del totale.
Gli utenti italiani continuano a preferire le connessioni mobile con 43 milioni di SIM e +15,7 per cento di crescita anno su anno, anche se in questo caso Agcom registra una diminuzione delle linee attive (-2,7 milioni) a causa della "razionalizzazione" del mercato e la decrescita degli utenti dotati di più di una SIM. Il traffico dati cresce a pieno ritmo, aumentato del 46,2 per cento rispetto allo scorso anno.
Traffico dati su rete mobile


Per quanto riguarda il mercato degli operatori, infine, Telecom continua a rappresentare il principale operatore della connettività fissa con una quota del 60,7 per cento: l'incumbent della telefonia perde terreno (-1,9 per cento) ma è sempre inavvicinabile anche per chi, come Fastweb, cresce del +0,9 per cento piazzandosi in terza posizione dietro Wind (13,2 per cento e -0,2 per cento anno su anno).

Nel mobile, invece, la situazione è più equilibrata anche se ad avvantaggiarsene è sempre Telecom: dopo quattro anni TIM ha superato Vodafone (27,2 per cento) divenendo il primo operatore per clienti residenziali con il 27,6 per cento di market share. TIM continua poi a rappresentare la scelta privilegiata per gli utenti mobile "affari" con il 58,8 per cento del totale, anche in leggero calo del -3,2 per cento. Il peso dei MVNO, inoltre, cresce dell'1,8 per cento su base annua: Poste Mobile si aggiudica il 3,5 per cento del mercato, in crescita dello 0,6 per cento rispetto alla fine del 2013.

Alfonso Maruccia
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