Alfonso Maruccia

Debian 8, l'OS universale

Rilasciata l'ultima versione di uno dei sistemi operativi Linux più popolari, una piattaforma che contiene novità importanti ma anche la promessa di sempre, cioè quella di voler essere un OS adatto a tutti. Anche Ubuntu, nel frattempo, si è manifestato con la release Vivid Vervet

Roma - Il team Debian ha annunciato l'arrivo della nuova major release dell'omonimo sistema operativo basato su Linux, un lavoro noto anche col nome in codice di "Jessie" e destinato ad accompagnare utenti, programmatori e fan del Pinguino per gli anni a venire.

Debian 8 è il risultato cumulativo di 24 mesi di lavoro, dicono gli sviluppatori, ed è un software a cui viene garantito un periodo di supporto a lungo termine della durata di 5 anni; fra le tante novità importanti, il team Debian sottolinea soprattutto la "promozione" di systemd a sistema di init di default.
L'adozione di systemd permette di ridurre i tempi di avvio dell'OS, dicono gli sviluppatori, di avere i cgroups per i servizi, e di isolare una parte dei suddetti; sysvinit, il sistema di init usato in precedenza, è ancora disponibile per l'uso sul nuovo sistema.

Altre funzionalità di Debian 8 includono il supporto "notevolmente migliorato" per il firmware UEFI, su macchine a 32 e 64-bit, il servizio Debian Code Search per eseguire agilmente ricerche all'interno delle decine di Gigabyte di codice sorgente dell'OS. Il numero di architettura di CPU correntemente supportate dal sistema ammonta a 10 fra PC x86, PowerPC, MIPS, ARM e quant'altro.

Con Debian 8 vengono ovviamente aggiornati un gran numero di componenti software come Apache (2.4.10), LibreOffice (4.3.3), OpenJDK (7u75), Python (2.7.9 e 3.4.2) e altri 43.000 pacchetti, anche se non in tutti i casi si tratta delle ultimissime versioni disponibili.

Non che l'obiettivo di Debian sia di proporre sempre e comunque le ultime tecnologie software, in ogni caso: fra gli OS Linux più popolari, vuole essere una scelta "universale" adatta sia ai PC desktop che ai netbook, ai server ai cluster passando per il cloud, la Internet delle Cose e tutto quanto.

Una delle novità più controverse di Debian 8, vale a dire il succitato framework systemd, è infine parte integrante anche della versione aggiornata di un altro sistema Linux molto popolare: Ubuntu 15.04. Anche noto come "Vivid Vervet", è stato rilasciato qualche giorno fa con funzionalità pensate soprattutto per cloud, sviluppatori e virtualizzazione in stile container. Diversamente da Debian, però, con Ubuntu 15.04 systemd è l'unica scelta disponibile e l'utente non ha alternative.

Alfonso Maruccia
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85 Commenti alla Notizia Debian 8, l'OS universale
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  • Non sono competente sull'argomento, ma non mi pare che l'idea di passare a systemd sia lo schizzo di un attimo da parte di qualche sviluppatore:

    https://wiki.debian.org/Debate/initsystem/systemd

    Anzi se tale scelta è stata fatta, è perché la maggioranza degli sviluppatori di debian hanno ritenuto che i vantaggi surclassassero gli svantaggi.
    non+autenticato
  • Me lo auguro... ma per il momento non c'è nemmeno una beta...
  • siccome ci sono anche grossi interessi personali ed economici, andiamo a vedere anche chi finanzia lo sviluppo del kernel Linux e che sono gli sviluppatori che hanno "imposto" il passaggio (perché di questo si tratta... la compatibilità initd è di fatto una balla) di Debian a systemd (con una buona dose di preoptenza e facendo carta straccia del contratto sociale di Debian)...

    toh... quanta gente... RedHat... Ubuntu...

    uhm... a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca...
    non+autenticato
  • vero pero' systemv e' ancora nei repo e (nei sistemi server almeno) il rollback e' abbastanza indolore.

    comunque niente upgrade a jessie per il momento.
    non+autenticato
  • ma ubuntu (o meglio canonical) non faceva il tifo per il proprio upstart?
    - Scritto da: NoSystemd
    > siccome ci sono anche grossi interessi personali
    > ed economici, andiamo a vedere anche chi finanzia
    > lo sviluppo del kernel Linux e che sono gli
    > sviluppatori che hanno "imposto" il passaggio
    > (perché di questo si tratta... la compatibilità
    > initd è di fatto una balla) di Debian a systemd
    > (con una buona dose di preoptenza e facendo carta
    > straccia del contratto sociale di
    > Debian)...
    >
    > toh... quanta gente... RedHat... Ubuntu...
    >
    > uhm... a pensare male si fa peccato, ma spesso ci
    > si
    > azzecca...
    non+autenticato
  • canonical non penso proprio, dato che c'avevano upstart ( per molti versi migliore di systemd )

    poi con ubuntu vervet hanno rotto la compatibilità con lxc a causa di systemd ( un problema di sovramount dovuto allo zelo del nostro init-eroe-system )
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > canonical non penso proprio, dato che c'avevano
    > upstart (per molti versi migliore di systemd)

    vero che è molto meglio... ma a canonical tocca seguirselo in proprio... con systemd invece usano il lavoro fatto da altri (senza "restituire" codice alla comunità... che da sempre è la squallida politica di canonical...)

    > poi con ubuntu vervet hanno rotto la
    > compatibilità con lxc a causa di systemd ( un
    > problema di sovramount dovuto allo zelo del
    > nostro init-eroe-system)

    e questo è nulla... già adesso ci sono vari problemi, ma poi man mano che il cancro systemd si estenderà (di fatto la possibilità di scelta è solo una balla, una presa per il culo vera e propria) sarà sempre più un film di guerra...
    non+autenticato
  • > man mano che il cancro systemd
    > si estenderà (di fatto la possibilità di scelta è
    > solo una balla, una presa per il culo vera e
    > propria) sarà sempre più un film di
    > guerra...

    potresti argomentare un po' su questo punto?

    grazie
    non+autenticato
  • - Scritto da: NoSystemd
    con systemd invece usano
    > il lavoro fatto da altri (senza "restituire"
    > codice alla comunità... che da sempre è la
    > squallida politica di
    > canonical...)
    potresti argomentare questo punto? che io sappia systemd è GPL quindi se lo modifichi e lo distribuisci devi rilasciare i sorgenti quindi !restituire alla comunità!
    non+autenticato
  • - Scritto da: NoSystemd

    > vero che è molto meglio... ma a canonical tocca
    > seguirselo in proprio

    l'hanno fatto per anni

    a me pare che il problema sia "no systemd no party", dato che pure debian è passata a systemd

    canonical avrebbe dovuto forkare debian? e mantenere decine di migliaia di pacchetti, cercando di estirpare le dipendenze su systemd? praticamente avrebbero dovuto, come primo passo, mettere di default un DE diverso da gnome

    > e questo è nulla... già adesso ci sono vari
    > problemi, ma poi man mano che il cancro systemd
    > si estenderà (di fatto la possibilità di scelta è
    > solo una balla, una presa per il culo vera e
    > propria) sarà sempre più un film di
    > guerra...

    oddio non esageriamo

    systemd non è questo incredibile cancro che tutti dicono

    il punto è che systemd centralizza molti servizi e realizza ( in parte ) quello che bsd ha realizzato anni fa, ovvero sviluppare userland e kernel in tandem

    questa cosa dà consistenza al sistema e per questo a molti conviene

    i problemi stanno sul lato implementativo, a cominciare dal fatto che il processo pid 1 è un mostro binario di milioni di istruzioni, con tanti bug che ci sguazzano dentro

    sicuramente systemd non è la unix way
    non+autenticato
  • systemd è una ca*ata pazzesca!!
    la speranza è devuan...
    http://devuan.org/
    non+autenticato
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