Alfonso Maruccia

Stampanti hi-tech, il 3D non basta

Ricercatori australiani propongono la propria soluzione di stampante 4D, supposta nuova rivoluzione che aggiunge allo spazio la dimensione del tempo

Roma - Per chi non considerasse la stampa 3D già sufficientemente "hi-tech", i ricercatori sono già al lavoro su un processo definito "stampa 4D": si tratta, in sostanza, di materiali stampati in 3D che hanno la capacità di modificare forma e funzionalità nel corso del tempo e sotto gli opportuni stimoli ambientali.

Una possibile applicazione di stampa 4D è già stata resa nota dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) con le micro-sedie che si assemblano da sole, e ora una nuova variante del 4D printing arriva dall'università australiana di Wollongong.


I ricercatori dell'ARC Centre of Excellence for Electromaterials Science (ACES) paragonano le capacità autoassemblanti delle forme stampate in 4D a un giocattolo in stile Transformer, anche se il prototipo creato per dimostrare l'utilità della tecnologia è tutt'altro che un giocattolo.
Il laboratorio australiano ha infatti realizzato una valvola stampata in 3D, dotata di attuatori che intervengono solo in presenza dell'acqua: la valvola è in grado di chiudersi da sola - modificando la propria forma - quando viene a contatto con acqua calda.

Per ottenere il risultato testé descritto non è necessario alcun processo aggiuntivo oltre alla "semplice" procedura di stampa 3D, spiegano i ricercatori, che si dicono altresì convinti del fatto che la stampa in 4D abbia notevoli potenzialità in campi come la medicina o la robotica "soft".

Alfonso Maruccia
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5 Commenti alla Notizia Stampanti hi-tech, il 3D non basta
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  • Ma quale stampa 4D! Si tratta di banalissima stampa tridimensionale con materiali a memoria di forma. E i materiali a memoria di forma sono noti fin dagli anni Trenta del secolo scorso:

    https://books.google.com/books?id=T-ycBAAAQBAJ&lpg...

    Fumo tanto, arrosto zero.
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    Modificato dall' autore il 29 aprile 2015 09.49
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  • infatti, la solita fuffa pubblicitaria che da nomi fuorvianti alle cose, generando aspettative che poi disattese sono causa di delusione che porta il rischio di veder generalizzata l'etichetta di fuffa a tutta la ricerca
    non+autenticato
  • ah!..... e erano materiali stampabili anche nel secolo scorso?
    Arrosto fumo o poca comprensione di quel che si legge?
    non+autenticato
  • > ah!..... e erano materiali stampabili anche nel
    > secolo
    > scorso?
    > Arrosto fumo o poca comprensione di quel che si
    > legge?

    L’effetto di memoria di forma può essere osservato in polimeri che differiscono tra loro per struttura e composizione chimica, in quanto, differentemente dalle leghe metalliche, nei materiali polimerici tale comportamento non dipende da una caratteristica intrinseca del materiale. E’ quindi possibile sintetizzare diversi PMF scegliendo la composizione chimica che permette di ottenere i polimeri con le proprietà intrinseche, come le proprietà meccaniche, la temperatura di transizione, la biocompatibilità e la stabilità più idonea all’applicazione a cui devono essere destinati.
    Si stanno studiando anche PMF bioriassorbibili che permettono l’accumulo di immobilizzare e successivamente rilasciare in loco diversi tipi di farmaci che consentono, ad esempio di trattare le infezioni e ridurre la risposta infiammatoria.
    non+autenticato
  • Ottima scelta del Titolo in effetti ... per il resto roba già nota se non addirittura banale.
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    Modificato dall' autore il 29 aprile 2015 21.26
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