Alfonso Maruccia

Patriot Act, tentativi di riforma negli USA

La data di scadenza delle intercettazioni a strascico si avvicina, e la politica USA propone tre strade per risolvere la questione: c'è chi vuole abolire il tecnocontrollo, chi vuole limitare la NSA e chi non vuole limitare un bel niente

Roma - Il prossimo 1 giugno è una data importante per la privacy dei netizen statunitensi e non solo, una data che coincide con il termine ultimo entro cui uno dei programmi principali del tecncontrollo a stelle e strisce avrà piena validità legale. Quel che viene dopo è ancora mistero, e tre diverse proposte del Congresso hanno provato a risolvere l'enigma proponendo altrettante soluzioni alternative.

La prima proposta, la già trattata Surveillance State Repeal Act, punta ad abolire il problema all'origine cassando il tanto discusso Patriot Act, chiudendo in un cassetto le tentacolari pratiche del tecnocontrollo a opera della NSA e liberando le società di telecomunicazione dell'obbligo di mantenere enormi archivi di metadati sulle comunicazioni telefoniche degli americani.

Agli antipodi del Surveillance State Repeal Act si trova una proposta di legge senza nome che intende rinnovare tutti i dispositivi del tecnocontrollo autorizzando nuovamente intercettazioni, spionaggio e archiviazione dei database di metadati per altri cinque anni almeno.
L'ultima proposta di riforma, un disegno di legge annunciato nei giorni scorsi e approvato in via preliminare con supporto bipartisan di politici repubblicani e democratici, si configura come una via di mezzo tra l'abolizione totale e la ri-autorizzazione sic et simpliciter del peggio dello spionaggio a stelle e strisce denunciato dai documenti di Edward Snowden.
Lo USA Freedom Act (Uniting and Strengthening America by Fulfilling Rights and Ensuring Effective Discipline Over Monitoring) del 2015 inibisce infatti l'accesso privilegiato dell'intelligence USA ai database delle telco, ma nulla fa per prevenire l'archiviazione dei metadati alla fonte. Prevede inoltre nuove garanzie del pubblico interesse presso la corte FISA, limitazioni stringenti all'uso delle famigerate national security letter e nuovi obblighi di declassificazione delle decisioni della succitata FISA.

L'organizzazione Center for Democracy & Technology ha accolto lo USA Freedom Act come una notizia positiva, un importante primo passo verso di una più ampia riforma del tecnocontrollo governativo americano; altrove si parla invece di un diversivo, un modo per trascurare il vero problema - la raccolta di metadati imposta alle telco - per concentrarsi sulle presunte autorizzazioni legali da garantire all'intelligence per accedere ai dati.

Alfonso Maruccia
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2 Commenti alla Notizia Patriot Act, tentativi di riforma negli USA
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  • La ACLU ha vinto una causa presso un tribunale Usa, che ha stabilito che le intercettazioni a strascico non sono affatto autorizzate dal testo del patriot Act.

    http://www.wsj.com/articles/appeals-court-rules-ns...
  • Quando hanno liberato gli schiavi nel sud degli USA, moltissimi di loro, la maggioranza, non volevano essere liberi: preferivano un disagio conosciuto alla responsabilità per la propria vita.
    Lo stesso è accaduto nella vecchia Unione Sovietica, quando Gorbaciov innescò la sua dissoluzione.
    Ci saranno sempre una maggioranza di pecore belanti che non vuole la libertà, perché per loro è simbolo di fatica mentale e rischio.
    Basta vede il rapporto fra imprenditori/dirigenti e i lavoratori dipendenti.
    Col Patriot Act, gli USA sono tornati indietro di 50 anni, in reminiscenze dittatoriali di cui hanno sempre avuto simpatia.
    Il governo farà un po' di concessioni per far vedere che si muove verso le pecore gli elettori, e poi con altre leggi annullerà de facto le concessioni.
    Le pecore chiedono a gran voce non di vedere la realtà, ma di essere avviate al mattatoio con musica e thè danzanti...
    non+autenticato