Gaia Bottà

Apple gioca sporco per lo streaming musicale?

Cupertino, secondo indiscrezioni di The Verge, starebbe tentando di sabotare la concorrenza per preparare il lancio del proprio servizio di streaming musicale. Le autorità statunitensi avrebbero già fiutato pratiche sospette

Roma - È indubbio che Apple stia preparando il terreno per il lancio del proprio atteso servizio di streaming, per conquistarsi finalmente la propria fetta di un mercato più che promettente, e monetizzare l'acquisizione di Beats: se è naturale che Cupertino stia affinando la proposta dal punto di vista tecnico e commerciale, meno prevedibili sono le mobilitazioni sotterranee che la Mela starebbe operando per piegare il mercato a proprio favore.

Certa parte dell'industria della musica, è ormai assodato, guarda con fastidio alle proposte gratuite supportate dall'advertising, quali quella di Spotify e YouTube. Poco importa che gli abbonamenti ai servizi di streaming, soprattutto sul rilevante mercato statunitense, crescano a pieno ritmo, sospinti anche dalle proposte gratuite; poco importa che le proposte gratuite siano utili a traghettare le platee abituate alla pirateria verso una proposta legale: attori come Universal hanno pubblicamente dichiarato di voler guidare la transizione del mercato dello streaming verso un più remunerativo modello basato sugli abbonamenti.

Anche Apple, rivelano ora delle fonti di The Verge, sarebbe della partita: Cupertino si sarebbe già messa all'opera per remare contro le dinamiche freemium di Spotify e compagnia, per avvantaggiarsi all'occhio dei consumatori che per ora si accontentano delle offerte gratuite con le proprie proposte, che faranno probabilmente leva sui contenuti esclusivi e su un prezzo di abbonamento inferiore alla concorrenza, nel rivolgersi per la prima volta anche alle platee degli utenti Android.
The Verge suggerisce altresì che Cupertino stia agendo per appannare l'attrattiva di YouTube, la cui offerta Music Key si posiziona come concorrente di peso, orientata alle masse che non fruiscano già di servizi dedicati come Spotify: Apple avrebbe intavolato delle trattative con Universal e si sarebbe dichiarata disposta a pagare il corrispettivo delle licenze versate da YouTube per la propria proposta gratuita se la major accettasse di ritirare il proprio catalogo dalla piattaforma di Google.

Apple, se le indiscrezioni si rivelassero veritiere, sta mostrando di voler combattere con le unghie e con i denti per conquistare una posizione di rilievo anche sul mercato dello streaming musicale: le autorità statunitensi, rivela ancora The Verge, prima con l'interessamento del Dipartimento di Giustizia, poi con l'intervento della FTC, starebbero già indagando sulle tattiche di Cupertino.

Gaia Bottà
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11 Commenti alla Notizia Apple gioca sporco per lo streaming musicale?
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  • Eh, il Cuoco da un lato prende e dall'altro dà...
    Non sono un patito di Apple, ma ho sempre considerato la "proattività" dei suoi SO (anche da linea di comando) come un qualcosa di distintivo.
    Ma oggi sono rimasto veramente basito dopo aver aiutato la figlia di un amico a rendere operativo il suo nuovo iPhone; la sfilza di domande, conferme, iscrizioni, richieste di inserire dati già presenti, richieste di wi-fi e di connessioni con il cavetto in dotazione, sessioni scadute senza apparente motivo e conseguente reinserimento dei dati, errori con codici non documentati (mi sembra un 5107), l'obbligatorietà di iTunes e il fatto di doverlo scaricare prima su un computer, le difficoltà di attivazione....
    Semplicemente incredibile; in tre abbiamo impiegato due ore a renderlo operativo.
    In confronto gli smartphone con Windows e Android sono una passeggiata.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ascio
    > Semplicemente incredibile; in tre abbiamo
    > impiegato due ore a renderlo operativo.

    Più o meno ho avuto la stessa esperienza quando ho aiutato un familiare a migrare da iPhone4S a iPhone6, tranne che abbiamo provato per più di dure ore il restore prima da cloud e poi da locale, senza riuscire a terminare nessuno dei due.
  • - Scritto da: bradipao
    > - Scritto da: Ascio
    > > Semplicemente incredibile; in tre abbiamo
    > > impiegato due ore a renderlo operativo.
    >
    > Più o meno ho avuto la stessa esperienza quando
    > ho aiutato un familiare a migrare da iPhone4S a
    > iPhone6, tranne che abbiamo provato per più di
    > dure ore il restore prima da cloud e poi da
    > locale, senza riuscire a terminare nessuno dei
    > due.

    Pfui!
    Se succede con Android è colpa di Gugol e di quel sistema raffazzonato che lagga e poi è velenoso se lo tocchi.
    Su iPhone sei tu che lo impugni male.
    Izio01
    4531
  • - Scritto da: Ascio
    > Eh, il Cuoco da un lato prende e dall'altro dà...
    > Non sono un patito di Apple, ma ho sempre
    > considerato la "proattività" dei suoi SO (anche
    > da linea di comando) come un qualcosa di
    > distintivo.
    > Ma oggi sono rimasto veramente basito dopo aver
    > aiutato la figlia di un amico a rendere operativo
    > il suo nuovo iPhone; la sfilza di domande,
    > conferme, iscrizioni, richieste di inserire dati
    > già presenti, richieste di wi-fi e di connessioni
    > con il cavetto in dotazione, sessioni scadute
    > senza apparente motivo e conseguente
    > reinserimento dei dati, errori con codici non
    > documentati (mi sembra un 5107), l'obbligatorietà
    > di iTunes e il fatto di doverlo scaricare prima
    > su un computer, le difficoltà di
    > attivazione....
    > Semplicemente incredibile; in tre abbiamo
    > impiegato due ore a renderlo
    > operativo.
    > In confronto gli smartphone con Windows e Android
    > sono una
    > passeggiata.

    Confermo, ho avuto anch'io un'esperienza molto simile.
    Ci aggiungo però anche quella su windows phone, non meno problematica (45 minuti di bestemmie con vari problemi di dati e attivazione nuovo account).

    Paradossalmente il sistema più immediatamente accessibile è diventato proprio Android...
  • - Scritto da: Ascio
    > Eh, il Cuoco da un lato prende e dall'altro dà...
    > Non sono un patito di Apple, ma ho sempre
    > considerato la "proattività" dei suoi SO (anche
    > da linea di comando) come un qualcosa di
    > distintivo.
    > Ma oggi sono rimasto veramente basito dopo aver
    > aiutato la figlia di un amico a rendere operativo
    > il suo nuovo iPhone; la sfilza di domande,
    > conferme, iscrizioni, richieste di inserire dati
    > già presenti, richieste di wi-fi e di connessioni
    > con il cavetto in dotazione, sessioni scadute
    > senza apparente motivo e conseguente
    > reinserimento dei dati, errori con codici non
    > documentati (mi sembra un 5107), l'obbligatorietà
    > di iTunes e il fatto di doverlo scaricare prima
    > su un computer, le difficoltà di
    > attivazione....
    > Semplicemente incredibile; in tre abbiamo
    > impiegato due ore a renderlo
    > operativo.

    E senza accorgervene avete venduto l'anima e quella dei vostri discendenti fino alla decima generazioneCon la lingua fuori
    Funz
    13021
  • - Scritto da: Funz

    > E senza accorgervene avete venduto l'anima e
    > quella dei vostri discendenti fino alla decima
    > generazione
    >Con la lingua fuori
    Beh ha detto "la figlia di un amico".....
    A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Funz
    > E senza accorgervene avete venduto l'anima e
    > quella dei vostri discendenti fino alla decima
    > generazioneCon la lingua fuori

    Da come lo ha raccontato, direi che se ne sono accorti eccome... volevano essere sicuri e i dati li han chiesti un sacco di volte controllando che fossero veri tra un round e il successivo....
    non+autenticato
  • Questa si chiama corruzione tra privati, altro che libero mercato....
    non+autenticato
  • "Apple avrebbe intavolato delle trattative con Universal e si sarebbe dichiarata disposta a pagare il corrispettivo delle licenze versate da YouTube per la propria proposta gratuita se la major accettasse di ritirare il proprio catalogo dalla piattaforma di Google"

    Se questa cosa dovesse essere verificata, spero che le autorità colpiscano duro la casa della mela. Quando invece l'articolo parla del tentativo di combattere i concorrenti mediante un prezzo di abbonamento più basso, bè, direi che è proprio l'essenza della concorrenza, ben venga!
    Izio01
    4531
  • - Scritto da: Izio01
    > Quando invece l'articolo parla del
    > tentativo di combattere i concorrenti mediante un
    > prezzo di abbonamento più basso, bè, direi che è
    > proprio l'essenza della concorrenza, ben
    > venga!

    Si se non si fanno "accordi cartello" che invece sono l'essenza del controllo doveroso delle autorità antitrust che se ne occupano.
    A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: 6 giaguar
    > - Scritto da: Izio01
    > > Quando invece l'articolo parla del
    > > tentativo di combattere i concorrenti mediante
    > un
    > > prezzo di abbonamento più basso, bè, direi che è
    > > proprio l'essenza della concorrenza, ben
    > > venga!
    >
    > Si se non si fanno "accordi cartello" che invece
    > sono l'essenza del controllo doveroso delle
    > autorità antitrust che se ne occupano.
    > A bocca aperta

    Ci mancherebbe, certo: io mi riferisco solo al proporre prezzi più vantaggiosi all'utente senza creazione di cartelli.
    Izio01
    4531