Alfonso Maruccia

Samsung e il GPS accurato al centimetro

Ricercatori texani impiegano i denari del colosso sudcoreano per sviluppare un nuovo tipo di sistema tracciante in ottica mobile, una tecnologia perfetta, a dire dei suoi ideatori, per la realtà virtuale outdoor. Indoor il GPS non funziona

Roma - Dai ricercatori della University of Texas di Austin arriva un nuovo sistema di tracciamento, basato sulla geolocalizzazione fornita dal network satellitare GPS ma in grado di garantire risultati molto più precisi e affidabili rispetto a quest'ultimo.


Per aumentare la sensibilità e l'accuratezza del segnale GPS, i ricercatori americani hanno fatto uso delle antenne a basso costo disponibili nei moderni smartphone: il risultato è appunto la capacità di tenere traccia dei movimenti dell'utente al centimetro e di determinare l'orientamento con "meno di un grado" di accuratezza.

Il prototipo del nuovo sistema è al momento costituito da un accessorio-smartphone da montare sul caschetto di realtà virtuale indossato dall'utente, e proprio di applicazioni VR parlano i ricercatori indicando i possibili vantaggi che la tecnologia è in grado di portare con sé.
Si parla in particolare di "realtà virtuale outdoor", contesto tra l'altro forzato perché indoor il segnale GPS è muto, e di esperienze VR in cui, invece di stare davanti a uno schermo, gli utenti corrono felici assieme ad altri compagni di gioco.

Sicurezza e utilità dei caschetti VR utilizzati all'aperto a parte, i ricercatori che hanno creato il nuovo sistema di tracciamento sono intenzionati a realizzare un prodotto commerciale e per questo hanno fondato la start-up Radiosense. Per quanto riguarda l'interesse specifico di Samsung, infine, è facile prevedere la possibile integrazione del tracciamento ultra-preciso su nuove versioni di Gear VR.

Alfonso Maruccia
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