Gaia Bottà

USA, recensire è un diritto

Una proposta di legge bipartisan per impedire che le aziende limitino per contratto le recensioni dei consumatori: anche la libertà di espressione incoraggia la concorrenza sul mercato

Roma - Le opinioni condivise dai cittadini della Rete hanno assunto un ruolo determinante nel decretare il successo o l'insuccesso di un servizio o di un prodotto: temute da aziende e da attività commerciali, soffocarle a priori potrebbe costituire una violazione della libertà di espressione.

È quanto si stabilisce nella proposta di legge bipartisan Consumer Review Freedom Act, presentata nei giorni scorsi negli States: si configura come la declinazione a livello federale della legge approvata in California nei mesi scorsi, che sanziona coloro che impediscano ai consumatori di esprimere pubblicamente le proprie opinioni su beni e servizi.

Il Consumer Review Freedom Act è dunque volto a contrastare "certe clausole dei contratti che limitano la possibilità di un consumatore di esprimere un parere riguardo ai beni o i servizi investiti dal contratto": queste clausole spesso citano fantomatici accordi di riservatezza, minacciano denunce per diffamazione, chiamano in causa la proprietà intellettuale per dissuadere gli utenti dal condividere le proprie impressioni con i concittadini della Rete, adottate fra le polemiche anche da organizzazioni di categoria come quelle mediche. "Internet è un motore determinante per la crescita economica, sempre più spesso usato per tutti i servizi commerciali e la comunicazione, incluse le recensioni dei consumatori. Alcuni soggetti hanno tentato di comprimere la possibilità di esprimere le opinioni online minacciando azioni punitive nel caso di recensioni negative - ha spiegato il Repubblicano Darrell Issa - La semplice minaccia di sanzioni monetarie o multe impedisce il libero scambio di opinioni che ci si aspetta di trovare su Internet".
Per i soggetti che abusino delle condizioni d'uso fissando dei paletti alla libertà del consumatore di esprimere pareri, la proposta di legge prevede una sanzione che può raggiungere i 16mila dollari per giorno di contratto stipulato con ciascun consumatore. Se la proposta di legge dovesse concludere il proprio iter con successo, a partire dalla sua approvazione i nuovi contratti dovranno escludere le clausole che limitino le recensioni, mentre i vecchi contratti dovranno essere allineati nel giro di un anno.

Gaia Bottà
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