Gaia Bottà

Google e Mosley: vizi pubblici, pace privata

Mountain View e Max Mosley hanno stretto un accordo a proposito delle foto osé che l'ex patron delle Formula Uno avrebbe voluto veder sparire dalla Rete. Massima riservatezza su ciò che l'intesa comporta

Roma - Una battaglia durata anni, combattuta nel nome del diritto alla privacy per delle immagini e un video di giochi erotici a sfondo sadomasochistico: il protagonista è l'ex boss della Formula Uno Max Mosley, da anni impegnato a fare in modo che Google smetta di indirizzare i cittadini della Rete verso le testimonianze dei propri intimi passatempi.

Le richieste di Mosley, espresse presso tribunali tedeschi, britannici e francesi, erano chiare: Google avrebbe dovuto sospendere il proprio ruolo di intermediario del gossip, deindicizzando ad ogni costo le immagini pubblicate in origine dal News Of The World, rimosse dal tabloid ma inevitabilente circolate in Rete. In attesa della decisione del Regno Unito, Francia e Germania avevano ordinato alla Grande G di procedere alla deindicizzazione di tutte le occorrenze dei frammenti di vita privata di Mosley: Google era ricorsa in appello, sottolineando l'impossibilità di agire da censore al servizio di un personaggio pubblico il cui diritto alla privacy sarebbe impossibile da ristabilire, date le ripubblicazioni ormai incontrollabili.

Le due parti hanno ora trovato un accordo e i contenziosi aperti nei tre paesi europei possono decadere. Non è però dato sapere cosa la pace tra Mosley e Google comporti, se non la "soddisfazione di entrambi".
Le immagini, nel Regno Unito, continuano a circolare, ma ciò non esclude che eventuali filtri dispieghino il loro effetti con lo scorrere dei giorni.

Gaia Bottà
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