Alfonso Maruccia

Arduino è Genuino negli States

Il pioniere del movimento dei maker ha annunciato un nuovo contratto USA, un modo per avere nuovamente accesso al mercato statunitense con una produzione locale. In attesa di risolvere le questioni legali in tribunale

Roma - Intervenuto alla manifestazione Maker Faire, il CEO e fondatore di Arduino Massimo Banzi ha annunciato l'avvio di una nuova partnership con Adafruit, azienda americana che già collabora con l'organizzazione delle board di sviluppo e che ora produrrà l'intera linea Arduino nella sua fabbrica di New York.


La nuova partnership produttiva è particolarmente importante visto lo stato delle cose del marchio Arduino, con Massimo Banzi apparentemente costretto a difendere lo storico brand italiano dal tentativo di Federico Musto di appropriarsi dell'attività tramite il marchio Arduino Srl.

La scissione in due di Arduino viene ora derubricata da Banzi a semplice bega legale di poca importanza, mentre con la nuova partnership l'organizzazione avrà accesso diretto al mercato statunitense e potrà raggiungere con maggiore efficacia e tempestività le richieste dei maker a stelle e strisce.
Negli USA, però, la Arduino di Banzi non potrà fare uso del solito marchio ed è per questo che l'organizzazione ha dato vita a "Genuino", nuovo brand internazionale di Arduino che verrà utilizzato da Adafruit per realizzare gli stessi prodotti ora disponibili sotto il vecchio nome. E nuove partnership si profilano all'orizzonte con brand inediti, come "Modulino" pensato per il mercato indiano.

Alfonso Maruccia
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27 Commenti alla Notizia Arduino è Genuino negli States
Ordina
  • Arduino’s announcement of Genuino is even more significant for the global community. An alleged letter sent to all distributors by the <former manufacturing partner> in late 2014 instructed them to sign an agreement that they would not purchase Arduino boards from any other manufacturer in order to remain an official Arduino partner, otherwise they would be subject to a fine of €100,000 ($113,000). But it wasn’t until the conflict between the two groups came to light that the ramifications of this agreement became apparent — rather than protecting the original Arduino group from cheap knockoffs made elsewhere as seemed to be the case, it instead put the distributors in a position where they were unable to support the group they thought they were siding with.

    While some distributors did not sign the agreement, many found themselves in a challenging position of either purchasing boards from the former partner, or taking a loss to support the original group.

    The sister brand Genuino (a variation of the “-uino” suffix used in many Arduino projects, and also the Italian word for “genuine”) allows the Arduino.cc organization to resume production of boards in all markets, opening an outlet for distributors in markets where legal proceedings are still being determined, and also allowing for more localized manufacturing. The new brand will carry the same products that Arduino users are familiar with, meaning some regions will soon see a Genuino Uno in a familiar teal and white aesthetic.
    non+autenticato
  • E speriamo che gli americani non si rendano conto di quanto vale Arduino come prodotto e soprattutto non vengano mai a sapere che ad un prezzo inferiore si possono comprare un Raspberry PI B+ con tanto di rete, audio, video e sistema operativo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Quasi Espertone
    > soprattutto non vengano mai a sapere che ad un
    > prezzo inferiore si possono comprare un Raspberry
    > PI B+ con tanto di rete, audio, video e sistema operativo.
    Raspberry PI B+ è più costoso di Arduino (uno) e non ha le stesse fnzionalità. Perché li associate smpre?
    non+autenticato
  • Anche perché sono 2 cose differenti per fare cose differenti: uno è un microcomputer, l'altro è un microcontrollore...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Zack
    > - Scritto da: Quasi Espertone
    > > soprattutto non vengano mai a sapere che ad
    > un
    > > prezzo inferiore si possono comprare un
    > Raspberry
    > > PI B+ con tanto di rete, audio, video e
    > sistema
    > operativo.
    > Raspberry PI B+ è più costoso di Arduino (uno) e
    > non ha le stesse fnzionalità. Perché li associate
    > smpre?

    Scritto da: Zack

    Non parlo della soluzione specifica, parlo della differenza di prezzo paragonandolo ad un dispositivo noto.
    Se allo stesso prezzo ti danno da una parte un micro su una basettina e dall'altro un Arm con sistema operativo, rete, usb (vere), flash e 512 mega di ram, vuol dire che o i secondi sono matti o i primi sono fuori mercato.
    Un micro è un affarino che dovrebbe stare in una radio sveglia o in un apricancello e visto che di fatto non ha hardware esterno, se devi usarlo ti conviene cablarlo direttamente. L'ATMEGA di arduino costa circa 2 Euro al dettaglio.
    Se invece (e solo se) ti serve più potenza di calcolo di solito si usa un core industriale, lo fa per esempio anche Raspberry e si chiama Compute Module e costa 30E perché segue standard diversi, ma è solo un esempio.
    Situarsi nella fascia di prezzo di un core con una basettina con un micro che costa 2E è perfetto in Italia, quando poi ci sono trasmissioni come Report che ti sostengono, spacciandolo per un computer universale di fabbricazione italiana (tranne che per i componenti e forse la basetta) , ma sul mercato internazionale ... auguri appunto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Quasi Espertone
    > - Scritto da: Zack
    > > - Scritto da: Quasi Espertone
    > > > soprattutto non vengano mai a sapere che ad
    > > un
    > > > prezzo inferiore si possono comprare un
    > > Raspberry
    > > > PI B+ con tanto di rete, audio, video e
    > > sistema
    > > operativo.
    > > Raspberry PI B+ è più costoso di Arduino (uno) e
    > > non ha le stesse fnzionalità. Perché li
    > associate
    > > smpre?
    >
    > Scritto da: Zack
    >
    > Non parlo della soluzione specifica, parlo della
    > differenza di prezzo paragonandolo ad un
    > dispositivo
    > noto.
    > Se allo stesso prezzo ti danno da una parte un
    > micro su una basettina e dall'altro un Arm con
    > sistema operativo, rete, usb (vere), flash e 512
    > mega di ram, vuol dire che o i secondi sono matti
    > o i primi sono fuori
    > mercato.
    > Un micro è un affarino che dovrebbe stare in una
    > radio sveglia o in un apricancello e visto che di
    > fatto non ha hardware esterno, se devi usarlo ti
    > conviene cablarlo direttamente. L'ATMEGA di
    > arduino costa circa 2 Euro al
    > dettaglio.
    > Se invece (e solo se) ti serve più potenza di
    > calcolo di solito si usa un core industriale, lo
    > fa per esempio anche Raspberry e si chiama
    > Compute Module e costa 30E perché segue standard
    > diversi, ma è solo un
    > esempio.
    > Situarsi nella fascia di prezzo di un core con
    > una basettina con un micro che costa 2E è
    > perfetto in Italia, quando poi ci sono
    > trasmissioni come Report che ti sostengono,
    > spacciandolo per un computer universale di
    > fabbricazione italiana (tranne che per i
    > componenti e forse la basetta) , ma sul mercato
    > internazionale ... auguri
    > appunto.

    Perfettamente d'accordo: Arduino somiglia troppo (come costo) ad un kit di sviluppo per microcontrollore.
    Per intenderci, gli stessi kit di sviluppo acquistabili direttamente dai produttori dei microcontrollori.
    Perché se si cerca bene i prezzi arrivano addirittura (e giustamente) a scendere.
  • - Scritto da: Albedo 0,9

    > microcontrollore.
    > Per intenderci, gli stessi kit di sviluppo
    > acquistabili direttamente dai produttori dei
    > microcontrollori.
    > Perché se si cerca bene i prezzi arrivano
    > addirittura (e giustamente) a
    > scendere.

    Di soliti i kit di sviluppo te li danno gratuitamente quando ci può essere un business ...
    non+autenticato
  • - Scritto da: prova123
    > - Scritto da: Albedo 0,9
    >
    > > microcontrollore.
    > > Per intenderci, gli stessi kit di sviluppo
    > > acquistabili direttamente dai produttori dei
    > > microcontrollori.
    > > Perché se si cerca bene i prezzi arrivano
    > > addirittura (e giustamente) a
    > > scendere.
    >
    > Di soliti i kit di sviluppo te li danno
    > gratuitamente quando ci può essere un business
    > ...

    Non proprio gratuitamente, però io per un lavoro, ho preso l'STK500 che è il kit di sviluppo della ATMEL con tanto di schedona con tutto l'hardware necessario, i led per gli stati logici eccetera e compatibile con la maggior parte dei processori tipo Arduino, a 60 E.
    non+autenticato
  • Che poi per inciso sarebbe questa :

    Clicca per vedere le dimensioni originali

    giusto per far capire la differenza !
    non+autenticato
  • La produzione non è solo negli USA ma sarà dislocata in vari aree del mondo, compreso l'Italia. Il nome Arduino rimane in USA mentre per il resto si chiamerà Genuino, in attesa che i tribunali facciano la loro parte.

    Guardate questa intervista a Banzi da parte di ElettronicaIN alla Maker Faire non+autenticato
  • certo che gli ammericani sono dei bei mafiosetti
    se vuoi vendere da loro devi produrre da loro ... il vantaggio di avere migliaia di testate nucleari puntate contro il resto del mondo
    non+autenticato
  • Che minchiata. Perchè era illagale negli USA prima? Ma dai...
    non+autenticato
  • non credo illegale, però avranno reso cmq l'importazione non conveniente per chi vende dall'europa immagino
    altrimentri perchè avrebbero dovuto fare un accordo così poco vantaggioso ?
    non+autenticato
  • L'accordo è stato fatto perchè Adafruit è una delle migliori realtà in quel mercato. Poi come hanno detto le varie nuove schede verranno prodotte in varie nazioni. Se vai a vedere il prezzo questo comunque è lo stesso: 20€ in Italia e 24$ in USA. I problemi non sono i costi di produzione ma altro...
    non+autenticato
  • quello che dice Banzi nell'intervista è inequivocabile, se vuoi penetrare nel mercato usa, indiano e cinese, devi produrre nei rispettivi paesi

    questo con buona pace dei teorici del libero mercato
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e
    > quello che dice Banzi nell'intervista è
    > inequivocabile, se vuoi penetrare nel mercato
    > usa, indiano e cinese, devi produrre nei
    > rispettivi
    > paesi
    >
    > questo con buona pace dei teorici del libero
    > mercato

    Si, soprattutto perché in Cina per 5 dollari ti danno un tablet e non un micro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e
    > quello che dice Banzi nell'intervista è
    > inequivocabile, se vuoi penetrare nel mercato
    > usa, indiano e cinese, devi produrre nei
    > rispettivi
    > paesi

    Avevo scritto una risposta più articolata ma PI ha problemi e ricarica la pagina azzerando tutto periodicamente.

    Comunque hai equivocato, non esistono particolari dazi o blocchi all'import elettronico in USA, Banzi dice tutt'altro, che i consumatori preferiscono comprare roba prodotta in loco.
    non+autenticato
  • Arduino non è di banza ma è il frutto del lavoro di molte persone, specialmente di molte persone non coinvolte nel core del progetto.
    Hanno semplicemente litigato per via del marchio (che non era solo di Banzi) e per via delle scelte strategiche future. In parte sono daccordo: avere una mentalità ristretta per certe operazioni è un modo per autocastrarsi già dall'inizio. Certo che mi rammarica vedere un'altra punta di diamante che se ne va perchè in Italia non vi è una politica di incentivi verso le aziende innovative.
    Ricordiamoci che è un prodotto Open e che bisogna rendere graie a tutte le persone che ci hanno lavorato
    non+autenticato
  • Sono d'accordo con te Matty. E' il frutto del lavoro di tanti che non fanno parte di quelli che controllano il core del progetto. Ma fino ad ora hanno prodotto ed esportato in tutto il mondo senza particolari problemi, mi pare, anche dai video da tutto il mondo su youtube e dalla diffusione delle schede. Ma non è che il vero succo della diatriba sia proprio questo? Qualcuno voleva continuare a produrre in Italia e qualcun'altro no?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Yeah
    > Ma non è che il vero
    > succo della diatriba sia proprio questo? Qualcuno
    > voleva continuare a produrre in Italia e
    > qualcun'altro
    > no?

    Di grazia, quale sarebbe la componentistica di Arduino prodotta in Italia ?
    non+autenticato
  • Le schede riportano il marchio Made in Italy, almeno quelle che ho io.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Yeah
    > Le schede riportano il marchio Made in Italy,
    > almeno quelle che ho
    > io.

    Quindi la schedina di vetronite da 1 euro (che non è propriamente un componente) è italiana ?

    Meno male, perché l'ATMEGA è dell'ATMEL, gli altri componenti vengono dall'Asia, il GCC non mi sembrano l'abbiano fatto loro e il resto è open source.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Quasi Espertone
    > - Scritto da: Yeah
    > > Le schede riportano il marchio Made in Italy,
    > > almeno quelle che ho io.
    >
    > Quindi la schedina di vetronite da 1 euro (che
    > non è propriamente un componente) è italiana ?
    >
    > Meno male, perché l'ATMEGA è dell'ATMEL, gli
    > altri componenti vengono dall'Asia, il GCC non mi
    > sembrano l'abbiano fatto loro e il resto è open
    > source.

    E se chi l'ha assemblata pur sul nostro territorio è un marocchino ?
    Quindi le fiat degli anni 60 erano africane visto che il metallo veniva da là ?
    non+autenticato
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