Alfonso Maruccia

Lenovo, il business dei PC č solido

Risultati trimestrali positivi come al solito per il colosso cinese, con il business dei PC che continua a crescere e quello mobile che promette bene per il futuro. Crisi? Quale crisi? Al massimo c'č il calo dei profitti

Roma - Lenovo ha pubblicato i risultati finanziari del quarto trimestre dell'anno fiscale concluso lo scorso 31 marzo, numeri che chiudono l'anno e confermano la crescita continua del business cinese nel mercato dei PC, degli smartphone e altrove.

Il trimestre di Lenovo si è chiuso con 11,3 miliardi di dollari di ricavi, un notevole +21 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente; i ricavi annuali sono stati invece 46,3 miliardi di dollari, un altrettanto importante +20 per cento anno su anno.

A soffrire sono soprattutto i profitti, che nel quarto trimestre sono stati pari a 100 milioni di dollari per un declino del 36,7% rispetto ai 158 milioni del 2014; il risultato dipende soprattutto dalle acquisizioni di alto profilo effettuate ultimamente da Lenovo, ed è comunque superiore alle aspettative degli analisti, che prevedevano 91,6 milioni di dollari.
Il quarto trimestre dell'anno è il primo in cui la corporation cinese ha sentito gli effetti dell'acquisizione di Motorola Mobility, e nel comparto mobile Lenovo ha venduto 18,7 milioni di smartphone con 2,8 miliardi di dollari di ricavi (Smart TV e tablet Android inclusi).

Laddove il colosso asiatico continua a fare la voce grossa, mentre il resto dell'industria soffre gli alti e bassi di un mercato in contrazione continua, è nel settore dei PC: la divisione informatica di Lenovo ha venduto 13,3 milioni di macchine in tre mesi, un aumento del 2,7 per cento rispetto all'anno precedente per un market share leggermente inferiore (19,5 per cento contro 20 per cento). Bene anche i tablet Windows, per una crescita totale della divisione dell'11 per cento e ricavi per 7,2 miliardi di dollari.

E il futuro? Per Lenovo il futuro è positivo: nella nuova era "Internet+" l'azienda si dice pronta a trasformarsi da un produttore di hardware a un business misto di hardware e servizi software, un cambiamento che dovrebbe garantire margini di crescita duratura anche al di là del sempre fiorente settore dei PC.

Alfonso Maruccia
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