Claudio Tamburrino

Twitter, Gasparri e le ingiurie cinguettate

Denunciato per un messaggio diretto ripubblicato dal destinatario vittima dell'offesa, il politico dovrÓ presentarsi davanti al giudice. Gasparri minimizza: le offese sono pane quotidiano

Twitter, Gasparri e le ingiurie cinguettateRoma - Il Senatore di Forza Italia e vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri dovrà rispondere delle accuse di ingiurie mosse contro di lui. In Italia, si tratto del primo caso aperto per offese a mezzo Twitter.

Ci sono momenti in cui anche il più strenuo sostenitore della libertà di espressione online barcolla; ci sono cose che possono fare infuriare invocando l'intervento delle autorità e strepitare denunce; troll o cyberbulli, piccoli insulti ed angherie che possono mandare su tutte le furie anche il più convinto dei voltairiani. Ed il politico italiano Maurizio Gasparri fa decisamente parte di questa lista. Nonostante ricopra un ruolo istituzionale di altissimo rilievo, il Vicepresidente del Senato si contraddistingue per un atteggiamento informale su Twitter, che più di una volta l'ha visto al centro di polemiche ed imbarazzo: Gasparri, d'altro canto, non sembra disposto ad accettare le provocazioni e le critiche a cui la sua visibilità lo espone, e finisce per dare sfogo alla propria aggressività, senza esclusione di colpi per account fake, tra cui Puffo Brontolone, adolescenti ed oppositori politici.

Proprio in quest'ultima categoria alla fine Gasparri ha trovato pane per i suoi denti e lo scambio di tweet che l'ha visto protagonista con Riccardo Puglisi, ricercatore di Economia alla facoltà di Scienze Politiche di Pavia e oggi nella direzione nazionale del movimento politico di Corrado Passera "Italia Unica", gli costa ora un rinvio a giudizio.


Il tutto parte da un cinguettio in cui il Senatore Pdl nel 2013 attaccava Ciampi, accusato di aver affondato la lira e cancellato il 41 bis ai boss. Da lì lo scambio di tweet è degenerato, fino all'"Ignorante presuntuoso mi fai vomitare" di Gasparri nei confronti di Puglisi. In quell'occasione, tuttavia, a minacciare il ricorso alle autorità era stato lo stesso Gasparri: secondo il suo racconto si era rivolto al Questore, che a quanto pare non ha ascoltato le sue rimostranze.

Successivamente è stato tuttavia Riccardo Puglisi a ricorrere alla giustizia, trovando nella procura di Pavia un interlocutore pronto ad accogliere le sue istanze. Ad essere contestato a Gasparri è il reato di "ingiuria" che punisce chi offende "l'onore o il decoro di una persona presente, o lo fa mediante comunicazione telegrafica o telefonica, con scritti o disegni, diretti alla persona offesa". Per questo Gasparri rischia una reclusione fino a 6 mesi o un'ammenda di 516 euro.

Ora Maurizio Gasparri dovrà presentarsi davanti al Giudice di pace (l'udienza è prevista per il prossimo 21 settembre).

Prima di questo episodio, d'altronde, Gasparri si era già fatto notare per la deriva legale di un altro scambio di insulti, quello con il giovane rapper Fedez: questo gli ha chiesto 100mila euro di danni per avergli dato del coniglio, Gasparri ne ha rivendicati 500mila per essere stato definito "maiale".

Per il momento Gasparri, dopo essersi scusato "preliminarmente" per i toni utilizzati nella discussione, si appella al surreale: "╚ una sciocchezza. Se va avanti questa inchiesta, chiederò che si facciano processi per tutti quelli che mi hanno insultato finora. Potrei campare di rendita con tutte le offese che ho ricevuto. Non l'ho fatto finora, ma se è così, ne faccio un caso. E vediamo come finisce".

Claudio Tamburrino
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10 Commenti alla Notizia Twitter, Gasparri e le ingiurie cinguettate
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  • Gasparri sarà quel che sarà, ma anche questo Puglisi non ha di meglio da fare, sembra!
    Intanto le offese (roba da asilo infantile per entrambe le parti, manca solo un "birbone") erano scritte in un'email privata, che Puglisi ha reso pubblica, ma poi quanto sia demenziale quella vecchia legge a cui si appella il tipo lo dimostra il fatto che si mettano alla pari 6 mesi di carcere e 516 euro, che solo come costo di carcere equivale a 4 giorni (senza contare il costo del processo).
    Se non fosse l'antipatico Gasparri gli articoli sul fatto sarebbe tutti a irridere la denuncia
    non+autenticato
  • - Scritto da: Surak 2.0
    > Se non fosse l'antipatico Gasparri gli articoli
    > sul fatto sarebbe tutti a irridere la denuncia

    A me dispiace che l'amministrazione della giustizia sia ingolfata da questo genere di cause che, per quanto motivate, sottraggono tempo e risorse a quelle che ne avrebbero veramente bisogno (pregate di non aver bisogno della giustizia ed essere dalla parte del giusto, perchè ci rimetterete e basta).
  • Ma motivate cosa? Sono solo iniziative pretestuose che si rifanno a leggi medievali che non sono mia state abolite perchè tornano comode al "signorotto" di turno e liberamente interpretabili.
    Stiamo parlando di una legge che si autogiustifica con "l'onore", figuriamoci che roba!
    Nei tribunali italiani non conta esssere dalla parte della ragione, ma avere la sentenza a favore (il più delel volte non coincide)
    non+autenticato
  • Caro Surak 2.0 , ti dirò di più ; il mio professore ordinario di Diritto ci ricordava ironicamente che la verità reale e quella giuridica solo casualmente potevano coincidere.
    non+autenticato
  • in quanto palesemente incapace di intendere e di volere.
    ma in che razza di societa' ci stiamo trasformando?!?!
    Non si puo' criminalizzare un malato!!!
    non+autenticato
  • "╚ una sciocchezza. Se va avanti questa inchiesta, chiederò che si facciano processi per tutti quelli che mi hanno insultato finora. Potrei campare di rendita con tutte le offese che ho ricevuto. Non l'ho fatto finora, ma se è così, ne faccio un caso. E vediamo come finisce".

    No, non funziona così. Le querele di parte per fatti più vecchi di tre mesi non sono proponibili.
    In più Gasparri sottovaluta il fatto che la polizia postale non utilizzerà le proprie risorse per identificare i possessori di account Twitter anonimi, che sono la maggioranza fra quelli che insultano. Il reato di ingiurie è troppo lieve per investirci tempo. Se questa querela la presenterà davvero, alla sbarra finiranno solo i pochi che usano il loro vero account con nome e cognome (e spesso foto del viso).
  • - Scritto da: Leguleio
    > "╚ una sciocchezza. Se va avanti questa
    > inchiesta, chiederò che si facciano processi per
    > tutti quelli che mi hanno insultato finora.
    > Potrei campare di rendita con tutte le offese che
    > ho ricevuto. Non l'ho fatto finora, ma se è così,
    > ne faccio un caso. E vediamo come
    > finisce".

    >
    > No, non funziona così. Le querele di parte per
    > fatti più vecchi di tre mesi non sono
    > proponibili.
    > In più Gasparri sottovaluta il fatto che la
    > polizia postale non utilizzerà le proprie risorse
    > per identificare i possessori di account Twitter
    > anonimi, che sono la maggioranza fra quelli che
    > insultano. Il reato di ingiurie è troppo lieve
    > per investirci tempo. Se questa querela la
    > presenterà davvero, alla sbarra finiranno solo i
    > pochi che usano il loro vero account con nome e
    > cognome (e spesso foto del
    > viso).

    Mi sembra giusto: sono il popolo del "io non ho niente da nascondere".
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > Se questa querela la
    > presenterà davvero, alla sbarra finiranno solo i
    > pochi che usano il loro vero account con nome e
    > cognome (e spesso foto del
    > viso).

    E a costoro gli sta solo bene.
    Fino a che sussiste questa medievale pratica della ritorsione a scopo di vendetta, l'unica difesa e' tenere separate le persone dalle idee.
  • - Scritto da: panda rossa

    > E a costoro gli sta solo bene.
    > Fino a che sussiste questa medievale pratica
    > della ritorsione a scopo di vendetta, l'unica
    > difesa e' tenere separate le persone dalle
    > idee.

    Dillo alle vittime del GamerGate poi ne riparliamo...
  • - Scritto da: Zaku
    > - Scritto da: panda rossa
    >
    > > E a costoro gli sta solo bene.
    > > Fino a che sussiste questa medievale pratica
    > > della ritorsione a scopo di vendetta, l'unica
    > > difesa e' tenere separate le persone dalle
    > > idee.
    >
    > Dillo alle vittime del GamerGate poi ne
    > riparliamo...

    Che cosa c'entra?