Claudio Tamburrino

Italia, la svolta per Uber

Dopo le sentenze rallentavano le sue applicazioni, l'Autorità dei Trasporti italiana apre al servizio dell'azienda statunitense, nel nome della sharing economy. Con diversi limiti

Roma - L'Autorità italiana che vigila sui Trasporti ha proposto a Governo e Parlamento una serie di modifiche alla norma sui trasporti pubblici non di linea, descritte nella legge numero 21 del 1992, per regolamentare la posizione di Uber e dei suoi epigoni, così da non chiudere le porte dell'Italia alle nuove tecnologie impiegate nel settore del trasporto urbano.

Come spiega l'Autorità, sottolineando l'importanza della cosiddetta sharing economy, "La domanda di mobilità specie per le fasce di reddito basse e per i giovani si orienta verso sistemi basati sulla flessibilità e sulla condivisione di risorse". Per questo occorre far emergere tali mercati e favorire l'incontro di domanda e offerta di servizi "in modo trasparente e nel rispetto delle regole applicabili all'attività economica d'impresa".

Si tratterebbe di una svolta nel nostro paese per le app che offrono un servizio alternativo a quello dei taxi: appena la scorsa settimana, d'altra parte, il Tribunale di Milano aveva accolto il ricorso dell'associazione dei tassisti e stabilito il blocco dell'app Uber Pop cui veniva contestata la concorrenza sleale ai sensi dell'art. 2598 n. 3 c.c..
Lo scontro tra Uber e i tassisti si era infiammato in Italia già nel maggio del 2014, quando Milano è diventata palcoscenico di scioperi ed accese proteste perché in un mercato monopolistico e fortemente regolamentato da costose licenze e dettagliate regolamentazioni come quello dei taxi, l'arrivo del servizio di car sharing con cui i passeggeri si possono accordare via app ha creato un vero e proprio tsunami.
Per questo il tribunale aveva disposto il blocco sul territorio nazionale del servizio dell'app denominata "uber POP e comunque la prestazione di un servizio - comunque denominato e con qualsiasi mezzo promosso e diffuso - che organizzi, diffonda e promuova da parte di soggetti privi di autorizzazione amministrativa e/o di licenza un trasporto terzi dietro corrispettivo su richiesta del trasportato, in modo non continuativo o periodico, su itinerari e secondo orari stabiliti di volta in volta". Per quanto tale decisione si occupasse solo della versione dell'app che offre un servizio di car sharing tout court, con gli utenti che possono offrire passaggi ad altri utenti tramite di essa, e non della versione base dell'app Uber che prevede un servizio di autisti al suo servizio per offrire passaggi agli utilizzatori, tale sentenza ha permesso ai tassisti di segnale il primo punto a loro favore.

D'altra parte la startup americana doveva vedersela anche su altri fronti ed in particolare con il Movimento dei Consumatori che aveva chiesto l'intervento dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e con la Regione Lombardia che sembrava allo studio di una legge ad hoc per razionalizzare l'utilizzo delle nuove tecnologie "al fine di agevolare l'incontro tra domanda e offerta di servizi di trasporto pubblico locale non di linea". Dalla parte di Uber, in un primo momento, si era schierata solo Codacons, secondo cui il blocco del servizio costituirebbe un "danno enorme per gli utenti, perché limita la concorrenza e riduce le possibilità di scelta per i cittadini".

L'intervento dell'Autorità dei Trasporti rappresenta dunque aria fresca per l'app, anche se arriva con diverse limitazioni che se accettate dal Parlamento permetterebbero alle auto di UberPop di tornare in pista.
Anche per questo Benedetta Arese Lucini di Uber ha accolto con soddisfazione la segnalazione dell'Autorità dei Trasporti.

Innanzitutto nell'intervento si distingue tra i mezzi che favoriscono la cosiddetta sharing economy come le app che permettono la condivisione di un mezzo privato che si stava già recando in una determinata direzione con l'esclusiva divisione dei costi di trasporto, e l'attività di piattaforme che permettono a privati cittadini di guadagnare sfruttando la loro automobile, come appunto UberPop.

È proprio nei confronti di questo secondo caso che l'authority suggerisce l'inquadramento di figure professionali che non superino le 15 ore di guida settimanali, che stipulino un'assicurazione aggiuntiva e siano riconosciuti all'interno di un registro apposito delle Regioni. Tutte idee già condivise anche da Lucini.

Per quanto riguarda poi la regolamentazione delle NCC, il noleggio con conducente cui è equiparato Uber e la sua schiera di autisti, l'intervento dell'autorità propone l'eliminazione dell'obbligo di rientro in rimessa dopo ogni servizio, principale distinzione tra tale categoria e quella dei tassisti.

A favore di questi ultimi, infine, l'Autorità per i trasporti propone l'introduzione di diversi sconti e la possibilità di costitursi come impresa, cumulando più licenze in modo da cercare di assicurare l'equità di trattamento.

Claudio Tamburrino
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50 Commenti alla Notizia Italia, la svolta per Uber
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  • A me sembra che il problema sia la liberalizzazione delle licenze. E' chiaro che i 30 anni di mutuo li pagano i clienti e non ha senso sia cosi, e che ci va un intervento articolato, cosa gia tentata ma osteggiata da manovre corporative se non persino violente.

    uber, piu che ultranovita, potrebbe essere una occasione per bloccare la situazione. Secondo me, nel panorama del trasporto pubblico e' assolutramente inefficiente la situazione attuale. Ma ce ne sono tante anche peggio..
    non+autenticato
  • > A me sembra che il problema sia la
    > liberalizzazione delle licenze.

    I tassisti non ti lasciano. E i tassisti sono più forti, le battaglie combattute finora le hanno vinte. Tutte.


    > uber, piu che ultranovita, potrebbe essere una
    > occasione per bloccare la situazione.

    Caso mai sbloccare.A bocca aperta
  • - Scritto da: Leguleio
    > > A me sembra che il problema sia la
    > > liberalizzazione delle licenze.
    >
    > I tassisti non ti lasciano. E i tassisti sono più
    > forti, le battaglie combattute finora le hanno
    > vinte.
    > Tutte.

    possono bloccare le città, ma per quanto tempo? A che prezzo?
    Già tutti li odiano. Figurati quanta gente accetterebbe di non poter andare a lavorare (e perdere tempo e soldi), per giorni o settimane, per la difesa i loro anacronistici diritti.
    Quale governo, di questi tempi, permetterebbe di sperperare così tanto PIL e relative tasse? Quanto ci metterebbe a mandare i celerini a picchiare tutti? Quanto tempo passerebbe prima che i loro picchetti vengano dati alle fiamme dalla gente inferocita?
    Funz
    12980
  • - Scritto da: Funz
    > - Scritto da: Leguleio
    > > > A me sembra che il problema sia la
    > > > liberalizzazione delle licenze.
    > >
    > > I tassisti non ti lasciano. E i tassisti
    > sono
    > più
    > > forti, le battaglie combattute finora le
    > hanno
    > > vinte.
    > > Tutte.
    >
    > possono bloccare le città, ma per quanto tempo? A
    > che
    > prezzo?
    E soprattutto a chi frega?
    Io vengo a sapere degli scioperi dei taxi solo perche' ne parlano i giornali, altrimenti manco me ne accorgo.
    C'e' per caso qualcuno qui nel forum a cui uno sciopero' di taxi ha mai causato un disagio negli ultimi 20 anni?

    > Già tutti li odiano. Figurati quanta gente
    > accetterebbe di non poter andare a lavorare (e
    > perdere tempo e soldi), per giorni o settimane,
    > per la difesa i loro anacronistici
    > diritti.

    Ma che andassero a zappare o in miniera, a capire che cosa vuol dire lavorare!

    > Quale governo, di questi tempi, permetterebbe di
    > sperperare così tanto PIL e relative tasse?
    > Quanto ci metterebbe a mandare i celerini a
    > picchiare tutti? Quanto tempo passerebbe prima
    > che i loro picchetti vengano dati alle fiamme
    > dalla gente
    > inferocita?

    Ben poco, secondo me.
  • - Scritto da: Funz
    > - Scritto da: Leguleio
    > > > A me sembra che il problema sia la
    > > > liberalizzazione delle licenze.
    > >
    > > I tassisti non ti lasciano. E i tassisti
    > sono
    > più
    > > forti, le battaglie combattute finora le
    > hanno
    > > vinte.
    > > Tutte.
    >
    > possono bloccare le città, ma per quanto tempo? A
    > che prezzo?

    Bè, Leguleio ha ragione: FINORA l'hanno sempre avuta vinta.

    > Già tutti li odiano. Figurati quanta gente
    > accetterebbe di non poter andare a lavorare (e
    > perdere tempo e soldi), per giorni o settimane,
    > per la difesa i loro anacronistici diritti.
    > Quale governo, di questi tempi, permetterebbe di
    > sperperare così tanto PIL e relative tasse?
    > Quanto ci metterebbe a mandare i celerini a
    > picchiare tutti? Quanto tempo passerebbe prima
    > che i loro picchetti vengano dati alle fiamme
    > dalla gente inferocita?

    Già, è quello che spero. Anzi, spero che non ci sia bisogno di arrivare a tanto. Il diritto di sciopero è una cosa, ma non coincide con il diritto di bloccare o minacciare una città.
    Credo che sia uno di quei casi in cui la maggior parte della gente approverebbe un intervento risolutivo. E più che picchiare, vedrei utile sospendere la licenza a chi interferisce volutamente con la circolazione. Mica di tanto: anche solo una settimana alla prima contestazione. Se però l'indomani sei ancora lì a bloccare il traffico, i sette giorni diventano trenta.
    No, va bè, come non detto: ripensandoci potrebbe compromettere il servizio pubblico, che è sottoposto a determinati vincoli, al punto che uno sciopero dei tassisti può anche essere precettato. Ok, restano solo gli sganassoni da parte dei pendolari imbufalitiSorride
    Izio01
    4068
  • - Scritto da: Izio01
    > - Scritto da: Funz
    > > - Scritto da: Leguleio
    > > > > A me sembra che il problema sia la
    > > > > liberalizzazione delle licenze.
    > > >
    > > > I tassisti non ti lasciano. E i tassisti
    > > sono
    > > più
    > > > forti, le battaglie combattute finora le
    > > hanno
    > > > vinte.
    > > > Tutte.
    > >
    > > possono bloccare le città, ma per quanto
    > tempo?
    > A
    > > che prezzo?
    >
    > Bè, Leguleio ha ragione: FINORA l'hanno sempre
    > avuta
    > vinta.

    Finora non hanno mai combattuto, altro che averla vinta.

    > > Già tutti li odiano. Figurati quanta gente
    > > accetterebbe di non poter andare a lavorare
    > (e
    > > perdere tempo e soldi), per giorni o
    > settimane,
    > > per la difesa i loro anacronistici diritti.
    > > Quale governo, di questi tempi,
    > permetterebbe
    > di
    > > sperperare così tanto PIL e relative tasse?
    > > Quanto ci metterebbe a mandare i celerini a
    > > picchiare tutti? Quanto tempo passerebbe
    > prima
    > > che i loro picchetti vengano dati alle fiamme
    > > dalla gente inferocita?
    >
    > Già, è quello che spero. Anzi, spero che non ci
    > sia bisogno di arrivare a tanto. Il diritto di
    > sciopero è una cosa, ma non coincide con il
    > diritto di bloccare o minacciare una
    > città.
    > Credo che sia uno di quei casi in cui la maggior
    > parte della gente approverebbe un intervento
    > risolutivo. E più che picchiare, vedrei utile
    > sospendere la licenza a chi interferisce
    > volutamente con la circolazione. Mica di tanto:
    > anche solo una settimana alla prima
    > contestazione. Se però l'indomani sei ancora lì a
    > bloccare il traffico, i sette giorni diventano
    > trenta.

    Il ritiro della licenza dovrebbe essere sacrosanto per chi sgarra, a cui vanno aggiunte pure altre sanzioni, naturalmente.

    > No, va bè, come non detto: ripensandoci potrebbe
    > compromettere il servizio pubblico, che è
    > sottoposto a determinati vincoli, al punto che
    > uno sciopero dei tassisti può anche essere
    > precettato.

    Ripeto: non mi sono mai accorto che scioperassero.
    E comunque nel momento in cui ci fosse una alternativa come uber, alla minaccia "Scioperiamo!" puo' seguire la risposta "Ecchissenefrega!"

    > Ok, restano solo gli sganassoni da
    > parte dei pendolari imbufaliti
    >Sorride

    Taglio di gomme! Altro che sganassoni.
  • "le app che permettono la condivisione di un mezzo privato che si stava già recando in una determinata direzione con l'esclusiva divisione dei costi di trasporto, e l'attività di piattaforme che permettono a privati cittadini di guadagnare sfruttando la loro automobile, come appunto UberPop.
    È proprio nei confronti di questo secondo caso che l'authority suggerisce l'inquadramento di figure professionali che non superino le 15 ore di guida settimanali, che stipulino un'assicurazione aggiuntiva e siano riconosciuti all'interno di un registro apposito delle Regioni. Tutte idee già condivise anche da Lucini
    ".

    Ci sarà la fila per poter lavorare solo 15 ore alla settimana, e dopo aver pagato un'assicurazione più costosa.
  • - Scritto da: Leguleio
    > " le app che permettono la condivisione di un
    > mezzo privato che si stava già recando in una
    > determinata direzione con l'esclusiva divisione
    > dei costi di trasporto, e l'attività di
    > piattaforme che permettono a privati cittadini di
    > guadagnare sfruttando la loro automobile, come
    > appunto
    > UberPop.
    > È proprio nei confronti di questo secondo caso
    > che l'authority suggerisce l'inquadramento di
    > figure professionali che non superino le 15 ore
    > di guida settimanali, che stipulino
    > un'assicurazione aggiuntiva e siano riconosciuti
    > all'interno di un registro apposito delle
    > Regioni. Tutte idee già condivise anche da
    > Lucini
    ".
    >
    > Ci sarà la fila per poter lavorare solo 15 ore
    > alla settimana, e dopo aver pagato
    > un'assicurazione più
    > costosa.

    L'importante e' che passi il principio.
    Poi i costi verranno abbattuti col tempo.
  • > L'importante e' che passi il principio.
    > Poi i costi verranno abbattuti col tempo.

    No, alcuni costi non sono comprimibili. Diversamente avremmo auto che costano come calcolatrici tascabili, visto che esistono da 130 anni (le auto, non le calcolatrici), e la benzina che costa come l'acqua di rubinetto.
    L'assicurazione costerà comunque di più rispetto a quella base, idem il carburante, fatti i conti a fine mese. Non so quanto sarà conveniente per chi offre il servizio: a quel punto tanto vale fare l'abusivo e via, si rischiano multe, ma non ci sono limiti e il prezzo lo stabilisce il conducente, non Uber.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > L'importante e' che passi il principio.
    > > Poi i costi verranno abbattuti col tempo.
    >
    > No, alcuni costi non sono comprimibili.

    E allora non c'era bisogno di trutto questo casino.
    Se il mercato stabilisce che non c'e' convenienza a fare l'autista di uber, la gente continuera' come oggi a fare un mutuo di 30 anni per comprare una licenza di taxi.

    > Diversamente avremmo auto che costano come
    > calcolatrici tascabili, visto che esistono da 130
    > anni (le auto, non le calcolatrici), e la benzina
    > che costa come l'acqua di
    > rubinetto.

    130 anni fa le auto erano un lusso per pochissimi.
    Oggi hai un'auto perfino tu.

    > L'assicurazione costerà comunque di più rispetto
    > a quella base, idem il carburante, fatti i conti
    > a fine mese. Non so quanto sarà conveniente per
    > chi offre il servizio: a quel punto tanto vale
    > fare l'abusivo e via, si rischiano multe, ma non
    > ci sono limiti e il prezzo lo stabilisce il
    > conducente, non Uber.

    L'importante, ripeto, e' che si affermi il principio che chiunque puo' mettere la propria auto a disposizione per trasportare persone dietro compenso.
    Poi lo fara' solo chi si diverte a farlo.

    Per tutti gli altri c'e' il taxi.
  • Bhe la faccenda Uber messa assieme alle auto a guida automatica taglieranno la testa al toro...
    non+autenticato
  • > E allora non c'era bisogno di trutto questo
    > casino.
    > Se il mercato stabilisce che non c'e' convenienza
    > a fare l'autista di uber, la gente continuera'
    > come oggi a fare un mutuo di 30 anni per comprare
    > una licenza di
    > taxi.

    Tanto per cominciare è solo una proposta da parte di un'autorità: nessuno sa se verrà recepita dal parlamento, e con quali modifiche.
    Fino a quando non ci sarà una legge precisa varrà la recente sentenza del tribunale di Milano, che inibisce a UberPop di operare. Quindi sì, il casino è perfettamente giustificato, ed è tuttora in corso, ci sarà una sentenza d'appello e presumibilmente anche della Cassazione.
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    Modificato dall' autore il 06 giugno 2015 11.40
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  • - Scritto da: Leguleio
    > > E allora non c'era bisogno di trutto questo
    > > casino.
    > > Se il mercato stabilisce che non c'e'
    > convenienza
    > > a fare l'autista di uber, la gente
    > continuera'
    > > come oggi a fare un mutuo di 30 anni per
    > comprare
    > > una licenza di
    > > taxi.
    >
    > Tanto per cominciare è solo una proposta da parte
    > di un'autorità: nessuno sa se verrà recepita dal
    > parlamento, e con quali modifiche.

    Ma chi ben comincia...

    > Fino a quando non ci sarà una legge precisa varrà
    > la recente sentenza del tribunale di Milano, che
    > inibisce a UberPop di operare.

    La direzione in cui ci si muove e' tracciata.
    Il resto e' questione di tempo.

    > Quindi sì, il
    > casino è perfettamente giustificato, ed è tuttora
    > in corso, ci sarà una sentenza d'appello e
    > presumibilmente anche della
    > Cassazione.

    E alla fine si arrivera' alla liberalizzazione e anche alle auto senza pilota.
  • > E alla fine si arrivera' alla liberalizzazione e
    > anche alle auto senza
    > pilota.

    Ma figuriamoci, tu spari una profezia al giorno. E sono sicuro che non sei disposto a pagare una penale ogni volta che non ci prendi.
  • - Scritto da: Leguleio

    > Ma figuriamoci, tu spari una profezia al giorno.
    > E sono sicuro che non sei disposto a pagare una
    > penale ogni volta che non ci
    > prendi.
    Ah tu invece si?
    Indiavolato
    E naturalmente immagino che sia tu a stabilire quando e se una previsione "ci prende" e naturlmente pure l'importo della penale... giusto?
    Rotola dal ridereRotola dal ridere
    Il problema è che (ti piaccia o meno) dietro molte delle sperimentazioni sulla mobilità (sia pubblica che privata) ci sono (e non casualmente) municipalità metropolitane (si anche in italia ad esempio a Bologna ha fatto tentativi in questa direzione) a cui risolvere il problema interessa assai.
    Perchè la mobilità a corto raggio (quella a lungo raggio è stata praticamente già più che risolta) costituisce praticamente la TOTALITÀ del problema.
    La tecnologia si evolve assai rapidamente in quella direzione e dubito che sia chi dovrà regolamentare le cose sia chi dovrà implementare prenderà spunto dai tuoi post su Punto Informatico.
    Mi perdonerai spero se sono un pochino scettico no?
    Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > > E alla fine si arrivera' alla
    > liberalizzazione
    > e
    > > anche alle auto senza
    > > pilota.
    >
    > Ma figuriamoci, tu spari una profezia al giorno.
    > E sono sicuro che non sei disposto a pagare una
    > penale ogni volta che non ci
    > prendi.

    Il tempo gioca a mio favore.
    Da quando mi sono seduto in riva al fiume, sai quanti cadaveri sono gia' passati?
    Passera' pure questo, altro che penale.
  • > > E sono sicuro che non sei disposto a pagare
    > una
    > > penale ogni volta che non ci
    > > prendi.
    >
    > Il tempo gioca a mio favore.
    > Da quando mi sono seduto in riva al fiume, sai
    > quanti cadaveri sono gia'
    > passati?
    > Passera' pure questo, altro che penale.

    Ma figuriamoci, tu spari una previsione al giorno. E per legge statistica ogni tanti ci prenderai anche. Così sono capaci tutti.