Gaia Bottà

Facebook Lite, a volte ritornano

L'idea di proporsi agli utenti con una piattaforme meno ingorda di banda non è tramontata con l'abbandono della versione Lite del sito. Ora il social network ci riprova con un'applicazione

Roma - L'intento di Facebook è esplicito: risucchiare nella propria cerchia di amici tutti i cittadini della Rete, coinvolgendo mercati recentemente o scarsamente raggiunti dalla connettività. Se da un lato Menlo Park agisce sulle dinamiche di mercato con il progetto Internet.org, il social network è ora pronto a rilanciare l'idea che ha fallito negli anni scorsi: Facebook Lite.

Al momento del lancio, nel 2009, Facebook Lite si configurava come una versione del sito Web sfrondata da ogni funzione e servizio che risultasse d'intralcio per gli utenti che potessero contare su connessioni instabili e su una banda limitata. La piattaforma era presto stata abbandonata, a seguito di test sul campo che non avevano offerto i risultati sperati.

Il mercato della Rete, nel giro di un lustro, è decisamente evoluto: oltre tre miliardi di persone sono raggiunte dalla connettività, le offerte mobile si sono affermate come il principale strumento per innervare i paesi emergenti. È così che il social network, dopo l'esperienza dell'offerta zero rating del sito mobile Facebook Zero, ha rispolverato la propria idea di piattaforma essenziale, per in riproporla formato app.
Facebook Lite

Si tratta di una applicazione per Android, OS che montano anche i dispositivi accessibili ai cittadini dei paesi più poveri, e Facebook la descrive come capace di "usare meno dati e operare bene su qualsiasi rete", anche con banda dati molto limitata. In meno di un MB, agile nel download, nell'installazione e nel caricamento anche sui terminali meno prestanti, mette a disposizione News Feed, aggiornamenti di stato, foto, notifiche e tutte le funzioni principali del social network.

L'app, già messa alla prova nei mesi scorsi in Bangladesh, Nepal e Nigeria, è disponibile su Play Store: già funzionante in alcuni paesi asiatici, sarà resa accessibile nel corso delle prossime settimane anche agli utenti di America Latina, Africa e Europa.

Gaia Bottà
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