Claudio Tamburrino

Facebook, tutti gli Sgarbi all'Origine della Vita

Nuovo blocco per il capolavoro di Courbet, giudicato ancora una volta troppo esplicito dal social network. Stavolta a farne le spese Ŕ la pagina del politico e critico d'arte italiano che ora minaccia querele

Roma - Nella giornata di sabato Facebook ha bloccato per 24 ore e poi riattivato il profilo di Vittorio Sgarbi: al centro di tutto, l'Origine della Vita, opera del 1866 di Gustave Courbet che rappresenta quasi anatomicamente un organo genitale femminile.

Per lo stesso quadro, peraltro, Facebook si trova già sul banco degli imputati in Francia, dove a far ricorso contro la sua decisione di blocco di un account che aveva pubblicato un'immagine dell'opera di Courbert è stato il professore Fréderic Durand-Ba´ssas che aspetta ancora di avere giustizia: per quanto la denuncia sia stata depositata ormai da 4 anni, il caso è ancora fermo alle questioni di giurisprudenza, con Facebook che ha fatto appello contro la sentenza del Tribunale francese che ha dichiarato di poter decidere del caso nonostante Facebook sia un'azienda statunitense.

Come il professore francese, anche il politico, commentatore televisivo e critico d'arte italiano Vittorio Sgarbi aveva pubblicato una foto dell'opera d'arte (scattata riprendendo anche se stesso al Museo d'Orsay): a quanto pare tale immagine ha infastidito qualcuno, tanto da diventare oggetto di segnalazione e poi di censura da parte del social network, il cui sistema ha ritenuto che l'immagine fosse troppo esplicita e quindi in violazione delle sue policy.
Il blocco della pagina di Sgarbi, a differenza di quella del professore francese, è durato solo 24 ore. Tuttavia il critico d'arte, peso massimo delle polemiche, non si è certo accontentato del tornare online, ma ha attaccato il social network: "Come sempre la censura di Facebook introduce elementi di astratto moralismo (tra cristiano e islamico), sottoponendo la libertà dell'arte a una insopportabile censura. ╚ l'equivoco tra contenuto e forma. I Bronzi di Riace sono nudi come Rocco Siffredi, ma appartengono all'arte, non alla pornografia!"
"Censurare una fotografia - ha riferito inoltre - non in una camera da letto in atti intimi, ma davanti al capolavoro di Courbet al Museo d'Orsay, è un crimine contro la civiltà. ╚ una gravissima censura all'arte che Facebook dovrà pagare".

Così adesso sotto la foto tornata online sul profilo di Sgarbi è comparso un commento in cui si spiega che il suo avvocato Giampaolo Cicconi si è mosso per chiedere 50mila euro di danni al social network per la censura subita per la foto che in poco tempo aveva raggiunto secondo il legale "un milione di visualizzazioni".
Secondo l'avvocato non sarebbero sussistiti i presupposti per la rimozione, in quanto si tratta di "pubblicazione di nudi pittorici e non di nudi fotografici, pubblicazione, in simili casi, consentita dal vostro regolamento interno".

Claudio Tamburrino
Notizie collegate
  • AttualitàFacebook contro l'Origine della VitaIl social network blu per la vergogna di un'opera d'arte troppo esplicita. Ed ora rischia di doversi confrontare con i tribunali francesi che ritengono di averne facoltÓ
  • Diritto & InternetSgarbi: YouTube deve tacereIl noto critico d'arte punta il dito contro la piattaforma di video sharing. Far riprendere ai netizen i suoi diverbi in RAI sarebbe stata una mossa azzardata. Lederebbe il diritto all'immagine. Calcolati 10mila euro di danni al minuto
  • AttualitàGoogle: siamo solo postiniSi Ŕ concluso il primo atto del processo a Google Video: rischiano il carcere in quattro. Mentre Vittorio Sgarbi chiede i danni a Google per aver dato spazio a video ritenuti diffamatori
90 Commenti alla Notizia Facebook, tutti gli Sgarbi all'Origine della Vita
Ordina
  • 1 - 0

    Palla al centro!

    A bocca aperta
    non+autenticato
  • Dal punto di vista legale bisogna vedere il contratto/accordo con gli utenti, ma se Facebook non permette di pubblicare dei contenuti, anche se non credo sia questo il caso, potrebbe essere accusato di discriminazione (razziale, di genere, religiosa ecc.)
    In certi casi (diffamazione, invasione privacy, ecc., o per gli stessi motivi, discriminazione), potrebbe essere obbligata a cancellare dei contenuti.
    Certo che se si mette a impedire di pubblicare dei contenuti senza motivo giustificato, potrebbe essere pure accusata di una qualche violazione di diritti, credo (non conosco la legge in proposito).
    Comunque il fatto stesso costituirebbe una pessima pubblicità.

    Per i temi controversi (aborto, eutanasia ecc.) la questione sarebbe più spinosa, ma credo ci siano leggi efficaci.

    Non so se il fatto che Facebook sia usata da così tanta gente possa costituire un'aggravante.

    Dal punto di vista più tecnico, secondo me l'ideale sarebbe permettere a chi visita le pagine di impostare i propri criteri, dire al sistema quanto si è offesi da dei contenuti, e impedire la loro visualizzazione (credo ci sia qualcosa di simile per i minori, sarebbe da ampliare).
    Quindi agire non alla fonte, ma a valle.
  • mi trovo un azzaccagarbugli d'assalto, faccio una pagina con quadri d'autore contenenti nudo, aspetto che il robot antiporno automatico di facebook mi censuri la pagina e posso fare causa per 50000 euro? wow, mi metto subito all'opera.
    non+autenticato
  • - Scritto da: AxAx
    > mi trovo un azzaccagarbugli d'assalto, faccio una
    > pagina con quadri d'autore contenenti nudo,
    > aspetto che il robot antiporno automatico di
    > facebook mi censuri la pagina e posso fare causa
    > per 50000 euro? wow, mi metto subito
    > all'opera.

    Ti dò un'altra idea che puoi fare in parallelo:
    gia che ci sei tieni un piccolo server in casa con su un sito https, poi passa indirizzo / login / pwd su skype, a quel punto guarda come i server di redmon accedono al tuo server, registra il tutto e denuncia l'accesso abusivo al tuo sistema informatico.
    non+autenticato
  • Facebook è una struttura privata, con regole che possono essere decise e modificate arbitrariamente dal proprietario. Se Zuckerberg lo desidera, potrebbe anche cancellare TUTTE le pagine di Facebook, e gli utenti non potrebbero dire nulla (esattamente come anni fa Yahoo ha cancellato di colpo tutte le pagine di Geocities).

    Se l'utente vuole avere una sua pagina sotto il suo completo controllo, o si installa un server a casa sua (un miniserver costa poco), oppure si compra uno spazio di hosting (con un contratto che gli garantisca il servizio), e poi si crea la pagina web (o, se non è capace, ingaggia un web designer e se la fa creare)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Basilisco di Roko
    > Facebook è una struttura privata

    Il fatto che sia privato non vuol dire che non possa essere regolamentato per legge, ed è evidente che vada fatto perché è troppo pericoloso lasciare ad una sola persona il potere di veto di espressione (e tante altre cose) su un quarto della popolazione mondiale.

    Leggiti un qualunque libro di storia per conferme di quanto ho detto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Leggiti un qualunque libro di storia per conferme
    > di quanto ho
    > detto.
    Sto provando a cercare, ma fessbuck non è ancora nei libri di storia...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Hop

    > Sto provando a cercare, ma fessbuck non è ancora
    > nei libri di
    > storia...


    Ma questo dimostra solo che tu sei il sogno di ogni stato totalitario e di ogni azienda monopolista.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: Hop
    >
    > > Sto provando a cercare, ma fessbuck non è
    > ancora
    > > nei libri di
    > > storia...
    >
    >
    > Ma questo dimostra solo che tu sei il sogno di
    > ogni stato totalitario e di ogni azienda
    > monopolista.
    O semplicemente più sveglio di te...
    non+autenticato
  • > Ma questo dimostra solo che tu sei il sogno di
    > ogni stato totalitario e di ogni azienda
    > monopolista.

    Ti faccio notare che il sogno di ogni stato totalitario sarebbe stato proprio una struttura come facebook (un elenco di tutte le persone che interagiscono con te, e di tutte le tue attività).

    Il rimedio è semplice: basta NON USARE Facebook; tu invece vuoi incoraggiarne l'uso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Basilisco di Roko

    > Ti faccio notare che il sogno di ogni stato
    > totalitario sarebbe stato proprio una struttura
    > come facebook (un elenco di tutte le persone che
    > interagiscono con te, e di tutte le tue
    > attività).

    Casomai non l'avessi notato c'è già.

    > Il rimedio è semplice: basta NON USARE Facebook


    io non lo uso.
    Ma un miliardo e mezzo di persone lo fa e quindi vanno protette, garantendogli in primis la libertà di espressione nel rispetto delle leggi stabilite e non, come adesso, nel rispetto dei capricci di una sola persona.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: Basilisco di Roko
    >
    > > Ti faccio notare che il sogno di ogni stato
    > > totalitario sarebbe stato proprio una
    > struttura
    > > come facebook (un elenco di tutte le persone
    > che
    > > interagiscono con te, e di tutte le tue
    > > attività).
    >
    > Casomai non l'avessi notato c'è già.
    >
    > > Il rimedio è semplice: basta NON USARE
    > Facebook
    >
    >
    > io non lo uso.

    Quindi che ti lamenti a fare?
    non+autenticato
  • > > Il rimedio è semplice: basta NON USARE
    > Facebook
    >
    >
    > io non lo uso.
    > Ma un miliardo e mezzo di persone lo fa

    Problema loro. Di certo non è un problema mio, e nemmeno tuo.

    > e quindi vanno protette,

    E l'unico modo per proteggerle è di INSEGNARE loro ad usare soluzioni più libere, in modo da avere delle alternative. Tu invece stai andando nella direzione opposta.

    > garantendogli in primis la
    > libertà di espressione nel rispetto delle leggi
    > stabilite

    Hanno già tale libertà di espressione: possono aprire tutti i siti web che desiderano (alle volte andando anche oltre le leggi stabilite, dal momento che esistono molti siti web al limite della legge).

    > e non, come adesso, nel rispetto dei
    > capricci di una sola
    > persona.

    E allora perché si ostinano ad usare il sito web di una sola persona?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Basilisco di Roko
    > > > Il rimedio è semplice: basta NON USARE
    > > Facebook
    > >
    > >
    > > io non lo uso.
    > > Ma un miliardo e mezzo di persone lo fa
    >
    > Problema loro. Di certo non è un problema mio, e
    > nemmeno
    > tuo.
    >
    > > e quindi vanno protette,
    >
    > E l'unico modo per proteggerle è di INSEGNARE
    > loro ad usare soluzioni più libere, in modo da
    > avere delle alternative. Tu invece stai andando
    > nella direzione
    > opposta.
    >
    > > garantendogli in primis la
    > > libertà di espressione nel rispetto delle
    > leggi
    > > stabilite
    >
    > Hanno già tale libertà di espressione: possono
    > aprire tutti i siti web che desiderano (alle
    > volte andando anche oltre le leggi stabilite, dal
    > momento che esistono molti siti web al limite
    > della
    > legge).
    >
    > > e non, come adesso, nel rispetto dei
    > > capricci di una sola
    > > persona.
    >
    > E allora perché si ostinano ad usare il sito web
    > di una sola
    > persona?

    Tu (e non solo la storia, direi che non hai capito proprio nulla)
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Tu (e non solo la storia, direi che non hai
    > capito proprio
    > nulla)
    fessbuck != internet
    non+autenticato
  • davvero un peccato, mi divertivo ad insultarlo di tanto in tanto
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 10 discussioni)