Gaia Bottà

Wikimedia: HTTPS per tutti

Le connessioni cifrate offrono ai cittadini della Rete garanzie contro il tecnocontrollo sui loro interessi e sulle loro attività online: per questo i siti della Fondazione, Wikipedia compresa, implementeranno a breve HTTPS di default

Roma - L'informazione e la conoscenza devono rimanere libere di fluire, e liberi devono essere gli utenti che vi accedano per documentarsi e arricchire questo patrimonio: Wikimedia ha aggiornato la propria infrastruttura per garantire ai cittadini della Rete la privacy, e la libertà di azione che ne consegue.

Wikimedia Foundation ha così annunciato l'implementazione del protocollo HTTPS di default, così da assicurare che "il quasi mezzo miliardo di persone che ogni mese si affidano a Wikipedia e ai suoi progetti paralleli siano in grado di condividere con il mondo la conoscenza in maniera più sicura", oltre il controllo di stato e mercato, oltre la paure che derivano dalla sensazione di essere costantemente sorvegliati, ingabbiati in categorie di consumatori e di sospetti.

In epoca post-Datagate il supporto alle connessioni cifrate è un'istanza su cui da premono rumorosamente anche soggetti del mercato e istituzioni, non solo attivisti e precursori: Wikimedia ricorda però di aver agito all'avanguardia, fin dal 2011, per offrire alla propria community la possibilità di accedere ai contenuti e di potervi operare in sicurezza. Da 4 anni le connessioni cifrate sono supportate dalle wiki della Fondazione e, a partire dal 2013, sono state rese di default per tutti gli utenti che agiscano per modificare la costellazione di siti di Wikimedia.
Ora che gli aggiornamenti dell'infrastruttura, dell'hardware e del codice sono stati completati, si sta procedendo con l'implementazione del protocollo HTTPS di default e delle funzioni aggiuntive HTTP Strict Transport Security (HSTS) per consolidarne l'efficacia, un processo che dovrebbe durare un paio di settimane. La Fondazione riferisce di aver lavorato per minimizzare i risvolti negativi di queste tecnologie, come i tempi di caricamento della pagine, cercando di abbracciare le dotazioni di tecnologia e connettività della maggior parte delle aree del mondo, nella speranza di offrire garanzie soprattutto laddove il tecnocontrollo è endemico, come avviene sulla Rete cinese.

Gaia Bottà
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