Alfonso Maruccia

Google e Facebook riconoscono e creano immagini

Le due corporation sono impegnate sul fronte del riconoscimento delle immagini tramite l'uso di network neurali, due approcci "intelligenti" a una questione che intriga da tempo

Roma - Il riconoscimento delle immagini è uno dei settori tecnologici in cui i colossi della Rete stanno investendo più risorse, e stando a quanto sostiene Google i progressi raggiunti di recente in quest'ambito sono stati notevoli grazie all'adozione dei network neurali artificiali realizzati sulla base della struttura del cervello biologico.

Google riconoscimento immagini

Il network software usato da Google, in particolare, è costituito da 10-30 "strati" di neuroni artificiali attraverso cui vengono fatte passare le immagini da analizzare, fino allo strato finale responsabile dell'output e quindi della "risposta" finale del network.

Mountain View ha istruito i suoi algoritmi di riconoscimento impiegando milioni di immagini, modificandoli e aggiustandoli fino al riconoscimento accurato di un oggetto o un animale. Dopo questa intensa fase di training, dice la corporation, il network è persino in grado di generare immagini di propria iniziativa.
La fase di generazione serve principalmente a valutare il livello di riconoscimento di un dato oggetto o una data forma raggiunto dalla rete, e permette agli ingegneri di Google di effettuare le modifiche necessarie a raffinare l'algoritmo.
Tra le conseguenze principali e più evidenti della metodologia impiegata dalla corporation vi è la tendenza del network artificiale a riprodurre immagini che sembrano tratte da un sogno psichedelico, rappresentazioni magari fedeli al modello originale ma dai colori alterati o ad esempio caratterizzate dall'uso reiterato di elementi.

Anche gli studi di Facebook in materia di riconoscimento delle immagini vertono sulla capacità di generare immagini simili ai modelli originali, sebbene l'approccio degli ingegneri del social network consiste nell'utilizzare due network di neuroni artificiali per verificare il risultato finale.

Un primo algoritmo genera un'immagine basata su un vettore casuale, spiega Facebook, mentre un secondo analizza la foto prodotta per stabilirne il realismo. Al momento il sistema è in grado di produrre immagini da 64x64 pixel sufficientemente realistiche da ingannare la metà dei volontari coinvolti nei test, spiega la corporation, mentre l'obiettivo per il futuro è migliorare sia la fedeltà che le dimensioni delle immagini.

Alfonso Maruccia
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