Alfonso Maruccia

Shanghai, denuncia contro il bloatware mobile

Un gruppo che opera in difesa dei consumatori ha avviato una causa contro Samsung e Oppo, accusati di preinstallare una quantità eccessiva di software indesiderato sui loro dispositivi

Roma - Ancora guai legali a causa del bloatware per Samsung, azienda oramai nota, in Italia e altrove, per l'installazione di un numero considerevole di app classificabili come "bloatware" su propri dispositivi. Il colosso sudcoreano è stato questa volta denunciato, assieme a Oppo, dallo Shanghai Consumer Council.

L'accusa è sempre la stessa: l'organizzazione ha raccolto un numero sempre crescente di lamentele da parte dei consumatori, costretti a fare i conti con app preinstallate che consumano prezioso spazio di storage su un terminale mobile (spesso senza alcuna comunicazione all'utente in tal senso) e non sono facili da disintallare.

Il Consumer Council ha denunciato Samsung e Oppo presso una corte di Shanghai, identificando con le sue indagini 44 diversi software preinstallati impossibili da rimuovere su terminali Galaxy Note 3 (per Samsung) e 47 app incancellabili su smartphone Oppo.
L'iniziativa del gruppo di Shanghai viene ufficialmente supportata anche dall'associazione nazionale dei consumatori cinesi, ed è prevedibilmente indirizzata contro i peggiori "trasgressori" in fatto di bloatware: la pratica non è in ogni caso esclusiva di Samsung e Oppo, e non è escluso che nuove denunce vengano mosse contro altri produttori di alto profilo.

Alfonso Maruccia
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