Alfonso Maruccia

USA vs. Giappone, sfida tra robottoni

Un team americano ha sfidato la concorrenza nipponica a un combattimento tra mecha, e il team giapponese ha accettato. Il confronto dovrebbe giocarsi anche su uno scontro corpo a corpo, dicono dal Sol Levante

Roma - La sfida è stata inizialmente lanciata da MegaBots Inc., sviluppatori del "mecha" americano Mk II desiderosi di confrontarsi in combattimento con l'esoscheletro creato da Suidobashi Heavy Industry e meglio noto come Kuratas. Suidobashi ha accettato la sfida e ha anzi rilanciato, sebbene al momento i dettagli dell'epico scontro siano tutto fuorché chiari.


La sfida tra robottoni dovrebbe tenersi da qui a un anno, e almeno sul fronte della stazza i 5.400 chilogrammi di MegaBots Mk II superano di gran lunga i 4.000 kg di Kuratas: MegaBots ha proposto uno scontro con cannone paintball ad alta velocità, modalità di attacco che richiederà verosimilmente un "upgrade" a Kuratas e al suo mitragliatore Gatling caricato a pellet.


Nel rispondere alla sfida degli americani, il fondatore di Suidobashi Kogoro Kurata ha fatto ironicamente richiamo alla tradizione nipponica in cui mecha, esoscheletri, robot giganti e Arm Slave sono un patrimonio dell'immaginario collettivo da decadi.
Sia che si tratti di una banale esibizione da circo equestre (robotico) o di un tentativo di dare vita a un nuovo sport al gusto di meccatronica come vorrebbe MegaBots, comunque, Kurata ha proposto di rendere più interessante il futuro scontro tra colossi di latta grazie a una sfida che preveda anche un combattimento ravvicinato con tanto di cazzotti.

Alfonso Maruccia
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