Gabriele Niola

WebTheatre/ La corsa all'oro di una webserie

di G. Niola - Una rappresentazione della realtà dei creativi in cerca di sostentamento attraverso un formato libero e indipendente da ogni vincolo. Klondike è una webserie che parla di sé

Roma - Da qualche settimana LaBuoncostume ha cominciato a postare sul proprio canale Klondike, webserie a basso budget e alto tasso di idee del collettivo responsabile di Kubrick una storia porno, Pong!, La deriva del Panda e non ultimo Il candidato (serie crossover con Filippo Timi andata su Rai Tre all'interno di Ballarò e ora disponibile su RAY). Lo svolgimento ha le tipiche caratteristiche di LaBuoncostume, vive di dialoghi che lentamente derivano verso una lieve forma di paradossale e gira intorno ad un argomento molto caro al collettivo, ovvero la vita e soprattutto la difficoltà di guadagnare per chi fa un lavoro creativo oggi. Il richiamo alla grande corsa all'oro parla da sé.

Klondike

Arrivato al terzo episodio, Klondike declina in diverse maniere le difficoltà lavorative, ama concentrarsi su quel che conosce meglio, ovvero il lavoro di scrittore per produzioni audiovisive o quanto possa pagare (anche app), ma non disdegna di guardarsi intorno agli ambiti limitrofi. In quello che forse è l'episodio migliore, L'eta fertile, ad esempio si parla più che altro del lavoro d'ufficio e delle difficoltà d'essere assunti a 30 anni e passa per una ragazza.

Con molta più decisione e meno metafore di ThePills o TheJackaL, LaBuoncostume si è sempre occupata della satira di costume, di guardare ciò che gli sta intorno e dichiarare attraverso storie di finzione tutto ciò che non va bene. Sono totalmente avulsi dallo stile tecnico e dalla messa in scena complessa che sembra funzionare di più in rete e, invece, più legati alla scrittura.
Klondike non pare realizzato per sfondare, si rivolge ad una piccola nicchia, ne racconta benissimo problemi e stimoli con un'onestà disarmante e alla fine, nel complesso delle produzioni per la rete italiane, è decisamente una delle più serie e ponderate.
Nonostante scrivano per la televisione (sia prima di essere passati alla rete che dopo), i membri de LaBuoncostume continuano a coltivare nel proprio canale una produzione meno conciliante e più divergente rispetto a quella su commissione. Utilizzando con più decisione degli altri il proprio canale per costruirsi un nome e una credibilità di nicchia, indirizzata ad addetti ai lavori, il collettivo ha dato vita anche al finto-show Lo spaziotempo del prof. Schiaragola e altri video più occasionali con ambizioni virali (ma è una parte minore della produzione). In questo senso LaBuoncostume costituisce un esempio tipico di professionisti della rete, formatisi al di fuori, fioriti in rete, finiti in televisione a monetizzare ma mai fuggiti davvero dalla rete perché là rimane il grosso del pubblico potenziale e il grosso delle potenzialità da esprimere. Hanno anche attraversato i diversi stadi delle webserie, da quelle molto figlie dell'impostazione e messa in scena di Camera Cafè (a cui alcuni di loro hanno lavorato) a quelle sempre più libere.

Con Klondike il collettivo ha ripreso quella che sembra la sua dimensione preferita, libera e senza le costrizioni di messa in scena che sfruttano in produzioni come Il candidato, addirittura hanno scelto la rischiosissima lunghezza di più di 15 minuti a puntata. Nonostante possa sembrare il minimo del rischio, la nuova webserie è in realtà molto diversa dal solito. Ci sono due personaggi principali, due creativi, attorno ai quali se ne muovono altri senza una linea orizzontale. Klondike non ha nemmeno una scrittura episodica come può essere quella dei Pills, cerca di dar vita ad un universo coerente senza una trama, cerca di spiegare per sineddoche la vita contemporanea dei propri coetanei tramite un'idea che è superiore a quella dei singoli episodi.

KLONDIKE - L'ETÀ FERTILE


KLONDIKE - IN CASO DI LAVORO NON PAGATO


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