Gaia BottÓ

AGCOM, il copyright vale l'inibizione?

Sito inibito per sito inibito, i numeri dell'attivitÓ di AGCOM nel settore del video: uno studio che cerca di dimostrare l'inefficacia dell'azione dell'authority, in uno scenario inevitabilmente complesso da fotografare

AGCOM, il copyright vale l'inibizione?Roma - ╚ trascorso poco più di un anno dall'entrata in vigore del Regolamento di cui l'Italia si è dotata per contribuire al contrasto della pirateria, con il quale si è affidata all'authority la responsabilità di accogliere, soppesare e gestire le rimostranze dell'industria dei contenuti, rivolgendosi ai siti ritenuti in violazione del diritto d'autore, rivolgendosi ai fornitori di connettività per imporre l'inibizione degli accessi per i cittadini italiani della Rete. Sono trascorsi pochi giorni dalla presentazione della Relazione Annuale di AGCOM relativa al 2014, nella quale il presidente Cardani ha dato conto di 209 istanze ricevute nell'anno passato, di 134 procedimenti avviati, di 70 adeguamenti spontanei da parte dei siti e di 46 ordini di inibizione messi in atto con i filtri DNS fatti calare dai provider. ╚ in questo contesto che si incardina lo studio "Regolamento AGCOM - Gli effetti sulla pirateria dei provvedimenti in materia di diritto d'autore": condotto dal professor Giorgio Clemente, Professore Emerito di Sistemi Operativi del Corso di Laurea in Ingegneria Informatica presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Padova, mira a sondare l'efficacia del versante repressivo della strategia dettata dal Regolamento AGCOM.


Lo studio, spiega l'autore, prende a modello la ricerca Site blocking efficacy study, realizzata nei mesi scorsi dagli analisti di Incopro e commissionata dall'industria dl cinema, mutuandone in parte la metodologia. Se lo studio di Incopro era principalmente fondato su dati Alexa, tracciando le stime di traffico mese per mese di 250 siti che offrono materiale video in violazione del diritto d'autore e monitorando le oscillazioni degli accessi in relazione alle inibizioni, lo studio relativo al quadro italiano si concentra sui siti raggiunti da provvedimenti AGCOM, di cui è stata decretata l'inibizione degli accessi dall'Italia. Nello studio si è scelto di considerare la stima, elaborata per mezzo dei tool SEO messi a disposizione da Semrush e SimilarWeb, degli accessi unici mensili dall'Italia provenienti da Google: sono dunque esclusi gli accessi diretti ai siti (che probabilmente intercetterebbero gli utenti meno casuali, affezionati al sito e alle proposte di contenuti condivisi), quelli veicolati da altri motori di ricerca, probabilmente trascurabili considerata la quota di mercato preponderante di Google nel contesto italiano. I dati offerti sono stati ritenuti rilevanti ai fini dell'analisi anche se non danno alcuna indicazione della effettiva fruizione del sito (e quindi dei contenuti che ospita) da parte degli utenti. Il traffico rilevato prima dell'ordine di inibizione viene affiancato a quello rilevato nei mesi successivi, senza apparente costanza nella scelta dell'intervallo temporale di rilevazione.

Lo studio, inoltre, si fa carico di tenere traccia dell'avvicendarsi di siti mirror, eventualmente online in sostituzione di domini sottoposti a blocco (o creati da terzi nel tentativo di cavalcare la popolarità e l'improvvisa assenza del sito reso irraggiungibile): il punto di riferimento per decretare il passaggio di consegne sono eventuali redirect, il raffronto dell'"immagine grafica e dei singoli link specifici prima e dopo l'inibizione dell'AGCOM", relativi alle singole opere, anche se rilevare l'attività di questi cloni è inevitabilmente un'operazione complessa dala rapidità con cui amministratori e approfittatori sono soliti muoversi.
C'è innanzitutto da osservare che i siti oggetto dell'esame, quelli colpiti dai provvedimenti AGCOM per opere video, sulla base del parametro di traffico analizzato sono estremamente diversi fra loro: alcuni dei siti risultavano pressoché sconosciuti alle ricerche italiane a mezzo Google (ad esempio, torrentvia.com e torrentdownloads.me) e rimangono tali dopo l'inibizione; molti dei siti si collocano variamente nell'ordine delle migliaia di utenti al mese che accedono attraverso ricerche su Google. Il comportamento di questi siti è vario. Ci sono siti che crescono in maniera rilevante, come Tantifilm, che si autodefinisce "ex casacinema" e che prima si declinava in .com e poi, successivamente, si è manifestato in Rete come .net: prima dell'inibizione, rileva lo studio, a giugno 2014 contava circa 21mila accessi da Google.it mentre tra il mese di aprile e il mese di maggio 2015 (al momento Semrush non monitora tracce precedenti) è maturata una significativa crescita di accessi al dominio .net, da 90mila a oltre 500mila. Non corrispondendo al momento dell'inibizione, la crescita sembrerebbe determinata da altri fattori che non sono presi in esame dallo studio.

Anche limetorrents.com cresce dopo l'intervento di AGCOM: il dominio .com contava 9mila accessi da Google ad aprile 2014, è stato monitorato il mirror .cc, che a dicembre 2014 totalizzava 162mila accessi, ma non è stato analizzato ad esempio l'altro clone .in, che al momento figura in testa alla SERP Google per la ricerca "Limetorrents". L'analisi dello studio, allo stesso modo, potrebbe non aver restituito la fotografia completa per siti come Solarmovie.is, poco rilevante per il traffico italiano indirizzato da Google al momento dell'inibizione: posto che si è scelto come parametro di analisi il traffico generato dalle ricerche su Google dall'Italia, e ipotizzando che l'utente medio, nelle peregrinazioni dei domini operata da questo genere di siti, non ricordi il TLD a cui fare riferimento, la sua chiave ricerca sarà probabilmente il semplice "solarmovie", magari associata al titolo del contenuto desiderato. Google, per questo genere di ricerche, garantisce ora visibilità ad almeno tre solarmovie differenti: .la, .ws e .cz. L'analisi italiana, però, continua a far riferimento al dominio .is, che non redirige il traffico: si rileva una sostanziale stabilità negli accessi, ma potrebbe essere sfuggito all'analisi un cospicuo aumento di traffico indirizzato verso i siti mirror.
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5 Commenti alla Notizia AGCOM, il copyright vale l'inibizione?
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  • Legu non ha mai capito perchè questi enti parassitari esistono, in primo loco per spartirsi i soldi dei contribuenti, in secondo, se capita, per censurare siti scomodi. la finalità non è mai per buoni propositi quando c'è di mezzo la politica ed enti fortemente provatizzati con cui vanno a braccetto.
    non c'è da meravigliarsi se si sta privatizzando tutto e svendendo la nostra sovranità per ingrassare quegli avvoltoi delle banche crucche e le lobbies yankee.

    campa cavallo.

    - Scritto da: Si Ma
    > Come da oggetto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: thepassenge r
    > Legu non ha mai capito perchè questi enti
    > parassitari esistono,

    Poco male, l'importante è che sia andato fuori dalle OO.

    Piuttosto: ma un bell'articolo sulla sonda di plutone ? Di quelli del Maruccia che butta termini a caso e crea solo confusione non lo scriviamo ?
    Noi qua stiamo aspettando per rompergli le OO anche a lui eh !
    non+autenticato
  • analisi lunga per risultato breve: l'efficacia del versante repressivo e' SCARSA (quando non "dannosa"..).

    gran bella scopertaCon la lingua fuori AGCOM e i portaborse parlamentari delle major lavorano unicamente sull'enforcment e MAI per calare i privilegi accumulati, gli articoli (di legge) bizantini, contraddittori ecc... chiaro che poi produci mostri con le gambe di argilla (se poi "un tennico" andasse a guardare quello che scrive agcom sui provvedimenti di inibizione... vedrebbe anche che "il re e' nudo"... scambia file con metadati per opere in violazione.. ecc... un pateracchio)
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > analisi lunga per risultato breve: l'efficacia
    > del versante repressivo e' SCARSA (quando non
    > "dannosa"..).
    >

    Basta un'immagine
    Clicca per vedere le dimensioni originali


    Ogni volta che bloccano un sito scatta la pubblicita' io me lo farei bloccare apposta il sito DelusoDelusoDeluso

    Ottimo report per i molto pigri o gli utonti che non sanno dove andare a scaricare un elenco di siti testati e verificati dirattamente da agcom
    FantasmaFantasmaFantasma
    non+autenticato