Alfonso Maruccia

New Horizons, fotografando Plutone

La sonda NASA impegnata nello storico sorvolo dell'atmosfera plutoniana, scatta una foto ravvicinata prima di entrare in modalitÓ "recupero dati" e prepararsi alla fase successiva della missione

UPDATE: New Horizons è al sicuro, l'operazione di flyby è stata portata a termine con successo: dopo 21 ore, il segnale che la NASA stava aspettando.




Roma - Superate le incertezze della scorsa settimana, la missione New Horizons è finalmente entrata nel vivo della sua esplorazione di Plutone e degli oggetti della Fascia di Kuiper, la zona più esterna del Sistema Solare che la sonda NASA ha raggiunto dopo un viaggio durato nove anni e quasi cinque miliardi di chilometri.


Al momento New Horizons è entrata nella fase di sorvolo di Plutone, ha annunciato NASA, un periodo in cui la sonda sarà impegnata a raccogliere dati sul pianeta nano e i suoi satelliti e non potrà comunicare con la Terra. Prima del "fly-by", la sonda ha scattato quella che a oggi rappresenta la foto più particolareggiata di un corpo celeste tra i più misteriosi e lontani del Sistema Solare.



Lo storico documento fotografico è ovviamente destinato a venire surclassato dalle immagini che New Horizons raccoglierà durante il sorvolo e invierà assieme agli altri dati scientifici, informazioni di quantità tale da richiedere 16 mesi per la trasmissione completa verso la Terra.

I dati raccolti dagli strumenti di New Horizons sono destinati a risolvere almeno buona parte dei misteri di Plutone e del sistema di satelliti che gravitano intorno al pianeta nano, sebbene alcune delle incognite abbiano già ricevuto risposta nei giorni scorsi a cominciare dalle dimensioni precise del pianeta (2370 km di diametro) e della luna maggiore Caronte (1208 km).

Plutone è più grande di quanto si credeva in precedenza, sostiene NASA, e supera Eris come oggetto celeste più esteso presente all'interno della Fascia di Kuiper; dall'atmosfera del pianeta nano fuoriesce azoto, e di azoto (o metano) sono prevedibilmente composte le calotte di ghiaccio polari. E questo è solo l'inizio delle "rivelazioni" che arriveranno da New Horizons, nell'auspicio che la sonda non venga distrutta dallo scontro con corpi celesti esterni durante il sorvolo del piano equatoriale di Plutone.


Alfonso Maruccia
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