Claudio Tamburrino

Anche Microsoft allontana il revenge porn

Redmond si prepara a supportare gli utenti vittime delle proprie immagini di nudo, catturate e condivise senza il consenso: rimuoverà i link da Bing ed i contenuti da OneDrive e Xbox Live

Roma - Microsoft ha annunciato che accetterà le richieste di rimuovere i contenuti a luci rosse caricati online da partner vendicativi a cui i soggetti ritratti nelle foto hanno dispensato troppa fiducia.

Form di segnalazione

Microsoft prevede uno specifico form online per la segnalazione da parte degli utenti di Bing, Xbox Live e OneDrive i contenuti frutto della violazione della loro intimità e della loro immagine.

Su Bing questo significherà rendere i contenuti non rintracciabili attraverso le ricerche online (verranno semplicemente deindicizzati), mentre sugli altri due servizi "impedirà direttamente l'accesso al contenuto in questione condiviso attraverso di essi".
Dopo Google, che offre la possibilità di deindicizzare i contenuti del revenge porn, Facebook, Twitter e Reddit, dunque, anche Redmond decide di intervenire sullo scottante tema che vede gli utenti vittime di angherie, minacce e tentativi di estorsione sulla base di immagini rubate dal proprio privato ed indebitamente condivise online.

D'altra parte la pubblicazione di tali contenuti, una vera e propria gogna mediatica fondata su meccanismi estorsivi e/o vendicativi, è punita anche dalle sentenze giuridiche (un uomo che gestiva un business basato sulla monetizzazione della vergogna è stato per esempio per furto di identità ed estorsione) e dal quadro normativo di alcuni stati, per esempio con l'introduzione in California nel 2013 del reato di revenge porn.

Claudio Tamburrino
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