Mafiaboy ora rischia tre anni

Mentre qualcuno dubita che sia veramente lui il "killer" della CNN, c'è chi si sbraccia per avvertire che è solo 15enne. Janet Reno vuole una condanna esemplare ma Mafiaboy non sarà estradato

Washington (USA) - Le aziende americane colpite a febbraio dagli attacci DDoS (Distributed Denial of Service) e il procuratore generale degli Stati Uniti Janet Reno vorrebbero sbranarlo in tribunale. Ma il 15enne di Montreal a cui sono attribuiti due di questi attacchi, noto fino a questo momento solo con il suo nick, "Mafiaboy", non sarà estradato negli Stati Uniti e rimarrà quindi sottoposto alla più mite legislazione canadese.

Come canadese, il ragazzo rischia un massimo di tre anni perché la legge del suo paese prevede che comunque al compimento del suo 18esimo anno di età, che in Canada è la maggiore età (21 anni negli USA), debba essere rilasciato. Ma ci sono già alcuni esperti secondo cui anche se a Mafiaboy verrà riconosciuta la paternità degli attacchi ai server di CNN e eTrade, due aziende USA, potrebbe caversela senza andare in galera.

Janet Reno ha chiesto per il ragazzo una condanna esemplare che tenga conto, non solo dei danni procurati, ma anche della necessità di dare un segnale a chi sfrutta certe competenze tecniche per creare danni che in questo caso sono stati valutati in centinaia di milioni di dollari. Un appello alla severità che pare tecnicamente destinato a cadere nel vuoto. Mafiaboy dovrebbe essere giudicato da un tribunale minorile, e questo gli garantirà la cancellazione dei reati dalla fedina penale al compimento del 18esimo anno di età.
Il vero problema è che sono in molti a ritenere che Mafiaboy non sia responsabile di quanto accaduto. Le ragioni sono varie, ma tra queste spicca il fatto che al ragazzo vengono attribuiti solo due degli attacchi, mentre in quei giorni di febbraio sono saltati server tecnicamente imponenti come quelli di Amazon e Yahoo. A tutti, all'epoca, gli attacchi sembrarono organizzati per scattare tutti insieme. Non solo, per quanto non complicatissimi sul piano tecnico, gli attacchi hanno richiesto un'attenta pianificazione e l'impiego di parecchio tempo... Naturalmente al clima di incertezza contribuisce il fatto che le autorità canadesi, per proteggere l'identità del ragazzo, sono abbottonatissime anche rispetto alle sue dichiarazioni dopo l'arresto.