Gaia Bottà

Apple Music, intervenga l'antitrust

Cupertino si accaparra parte dei guadagni delle app concorrenti ad Apple Music facendo leva sulle politiche imposte sul suo store: la politica statunitense segnala possibili abusi. Il sospetto si riaccende anche sugli accordi con le major

Roma - "Con l'industria della musica che continua ad evolvere, dobbiamo assicurarci che su questo mercato relativamente nuovo sia possibile competere in maniera significativa e che i consumatori abbiano accesso ad importanti informazioni riguardo ai prodotti e ai servizi a loro disposizione": con questa premessa il senatore democratico Al Franken si è rivolto in una lettera aperta alla Federal Trade Commission e al Department Of Justice statunitensi, invocando un'analisi attenta delle politiche adottate da Cupertino per il neonato servizio di streaming Apple Music.

"Il recente lancio di Apple Music - spiega Franken - ha portato alla luce un numero di restrizioni che Apple impone agli sviluppatori, inclusi i suoi stessi concorrenti sul mercato dello streaming musicale, che si rivolgono ai sistemi operativi Apple con i loro prodotti e servizi": il senatore si riferisce al fatto che Cupertino si riserva di prelevare una fetta del 30 per cento sulle entrate delle applicazioni presenti sull'App Store mentre proibisce pubblicizzare la presenza degli stessi servizi su canali diversi.

Proprio per questo motivo nei giorni scorsi Spotify si era aperta un canale di comunicazione con i propri utenti per sottolineare come le politiche di Apple costringessero il servizio a offrirsi ad un prezzo maggiorato su App Store; proprio per questo motivo, secondo indiscrezioni, diversi concorrenti di Apple Music si sarebbero rivolti alla Federal Trade Commission per sollecitare una analisi del comportamento di Cupertino.
È quello che invoca anche il senatore Franken: "L'aumento della competizione sul mercato dello streaming musicale dovrebbe significare che i consumatori traggano beneficio da una maggiore possibilità di scelta fra prodotti migliori a prezzi inferiori - spiega - Per garantire la scelta ai consumatori e per promuovere una maggiore trasparenza riguardo ai prezzi, vi chiedo di esaminare le politiche di business di Apple in relazione ai suoi concorrenti sul mercato dello streaming musicale".
La Federal Trade Commission, si apprende da indiscrezioni di giornata, dopo le segnalazioni ricevute dalle aziende starebbe operando attivamente per sondare il terrendo presso gli attori del mercato concorrenti ad Apple Music.

Al tempo stesso, resta aperto il fronte di indagine già battuto dalle autorità antitrust europee e statunitensi in merito ai rapporti che Apple intratterrebbe con l'industria della musica per il licensing dei cataloghi: l'associazione Consumer Watchdog si è rivolta alle autorità statunitensi per sottolineare come la Mela, con la sua base di utenti e i relativi dati, potrebbe abusare di un potere negoziale tale da conquistarsi l'esclusiva della major e da orientare il mercato dello streaming verso una direzione svantaggiosa per i consumatori, privati dei modelli freemium e costretti a scegliere fra pagare il prezzo dettato da Apple o rassegnarsi a piattaforme che non possono competere sul fronte dei contenuti.

Gaia Bottà
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