Alfonso Maruccia

NASA, Terra chiama Kepler-452b a reti unificate

Trattato come un evento sensazionale, l'annuncio di NASA descrive il pianeta più simile alla Terra mai scovato dalla missione Kepler. Ciò non significa che sia ospitale per gli umani, o tantomeno raggiungibile

Roma - Il telescopio spaziale Kepler ha trovato una "seconda Terra", o al massimo un pianeta oltremodo simile alla Terra orbitante nella Goldilocks Zone: NASA ha annunciato la nuova scoperta scientifica battendo la grancassa dei media online e delle condivisioni sui social network, anche se a conti fatti l'esistenza del nuovo pianeta si accompagna a un gran numero di questioni irrisolte, più che certezze da space opera.


I fatti, dunque: i ricercatori al lavoro sulla missione Kepler hanno aggiornato il catalogo del "potenziali" pianeti esterni al sistema solare (esopianeti) con 521 nuovi candidati, numero che va aggiunto ai 4.175 oggetti spaziali di interesse già inclusi nell'elenco. Tra questi, gli esopianeti confermati includono Kepler-452b, un "cugino" della Terra dotato di qualità a dir poco interessanti.

Il nuovo esopianeta si trova nel sistema stellare Kepler-452, una astro scoperto nel 1995 con caratteristiche assimilabili al Sole, e orbita inforno alla sua stella a una distanza ottimale per il potenziale sviluppo della vita, anche nota come "zona abitabile". Kepler-452b non è però una nuova "Terra" perché ha una dimensione superiore del 60 per cento, con tutte le conseguenze sulla geologia e la gravità al suolo che la cosa comporta.
NASA sostiene che Kepler-452b è probabilmente un pianeta roccioso, il che lo accomuna a uno spettro di possibilità che nel caso del Sistema Solare include la verde Terra, l'inospitale Venere e il desertico Marte: nessuna garanzia sull'abitabilità per gli umani o sulla presenza di vita intelligente, insomma, anche se l'agenzia spaziale statunitense ha salutato la scoperta come un passo importante verso l'identificazione di un legittimo candidato al titolo di "Terra-2".

Kepler-452b è un cugino della Terra che orbita intorno a una stella più vecchia del Sole di 1,5 miliardi di anni, dice ancora NASA, e il suo studio ravvicinato potrebbe fornire dati scientifici interessanti per fare ipotesi sul futuro del terzo dal Sole. Impossibile invece ipotizzare un viaggio interstellare verso il nuovo esopianeta, a meno di inventarsi un motore a curvatura o un mezzo di trasporto superluminale: Kepler-452b e la Terra sono separati da una distanza di 1.400 anni luce.

Alfonso Maruccia
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