Alfonso Maruccia

OUYA, la micro-console nelle fauci di Razer

Il nano-giocattolo da salotto che voleva fare concorrenza a PlayStation e Xbox subisce l'onta dell'acquisizione e dello smantellamento di fatto da parte della concorrenza. Il potere del crowdfunding non infinito

Roma - Razer ha annunciato l'acquisizione degli asset di OUYA, la micro-console nata da una storica campagna di crowdfunding su Kickstarter con l'ambizione di fornire un'esperienza videoludica domestica alternativa basata sul sistema operativo Android. Ambizione senza fondamenta abbastanza solide, come i fatti hanno in questi anni confermato.

OUYA voleva fare concorrenza a PlayStation, Xbox e Wii, invece nel futuro OUYA c'è l'integrazione all'interno dei servizi e dei dispositivi di gioco androide già commercializzati da Razer: la società acquirente ha scartato l'hardware della micro-console (controller esclusi), non più supportato, e ha invitato i suoi attuali possessori a migrare verso il terminale AndroidTV dal costo corrente di 100 dollari.

Gli asset acquisiti di Razer includono in effetti la "piattaforma" e i contenuti di OUYA, vale a dire il software, lo store di app giocose e software mobile da salotto, e soprattutto lo staff tecnico fin qui responsabile della gestione della suddetta piattaforma. Il CEO di OUYA Julie Uhrman se ne va, prevedibilmente, mentre il valore economico dell'acquisizione non è stato reso noto al pubblico. Per quel che riguarda Razer, poi, la multinazionale americana dovrà ora affrontare il problema posto dall'integrazione fra i contenuti e lo store della defunta micro-console e l'ecosistema già attivo di AndroidTV.
La parabola di OUYA si è quindi conclusa senza gloria nel giro di un paio di anni, e a memento dell'eccessiva ambizione all'origine del progetto ci sono le parole di Ed Fries, membro della board della società e già creatore del primo Xbox: il team di OUYA ha fatto cose "incredibili" con i pochi milioni di dollari raccolti su Kickstarter, ma fare la concorrenza a Xbox One e PlayStation 4 è sempre stato ben oltre l'orizzonte delle cose realisticamente possibili.

A pagare lo scarso realismo del progetto OUYA, oltre agli utenti, saranno a quanto pare anche gli sviluppatori indie, a cui la società doveva ancora corrispondere migliaia (o decine di migliaia) di dollari per lo sviluppo delle app ludiche. Ora che OUYA non esiste più come società, si lamentano gli sviluppatori, quei crediti sono diventati carta straccia.



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