Claudio Tamburrino

Bitcoin, arrestato il vertice di Mt. Gox

Mark Karpeles finisce in manette in Giappone per aver gonfiato i conti del suo exchange. Sullo sfondo, il fallimento ed il crollo della Fondazione Bitcoin di cui era membro

Roma - Mark Karpeles, ex CEO e proprietario della maggioranza di Mt Gox, uno dei principali exchange di Bitcoin, è stato arrestato dalle autorità giapponesi con l'accusa di aver operato sui sistemi informatici della sua compagnia per manipolare l'effettivo valore della crittovaluta Bitcoin scambiata tramite di esso.

I media giapponesi hanno trasmesso le immagini del suo arresto avvenuto presso il suo appartamento alle 7 di mattina di domenica e riferiscono che le accuse mosse nei suoi confronti sono di aver manipolato il bilancio del conto aziendale del suo exchange, utilizzandolo per bilanciare gli ordini di alcuni utenti nella crittovaluta Bitcoin: secondo le autorità avrebbe creato false informazioni sull'account del suo exchange, in particolare fingendo di aver ricevuto trasferimenti per un milione di dollari che in realtà non vi sono mai stati.
In questo modo avrebbe gonfiato il valore della moneta e tale schema di truffa avrebbe trovato la sua fine solo con il crollo della valuta digitale all'inizio del 2014.

Peraltro, proprio l'exchange Mt. Gox era stato il primo ad evidenziare il problema legato alla cosiddetta "malleabilità delle transazioni" di Bitcoin, una vulnerabilità tecnica che ne comprometteva la sicurezza: l'exchange aveva anche subito le maggiori conseguenze registrando una forte volubilità nel valore della moneta digitale scambiata attraverso i suoi canali.
Karpeles era anche uno dei membri del consiglio d'amministrazione della Bitcoin Foundation, l'organizzazione fondata nel 2012 con l'obiettivo di portare ordine ed equilibrio nella gestione di Bitcoin, e da esso aveva rassegnato le dimissioni a seguito della forte fluttuazione della criptomoneta a cavallo tra il 2013 ed il 2014 iniziata, appunto con la scoperta della vulnerabilità causa della "malleabilità delle transazioni".

In concomitanza con la scoperta di tale vulnerabilità Mt. Gox era stato vittima di una serie di attacchi informatici che lo avevano alla fine spinto ad adire la procedura giapponese di bancarotta controllata perché non più in grado di restituire un debito di oltre 63 milioni di dollari nei confronti dei suoi clienti.

Anche a causa di quel crollo, la Bitcoin Foundation è praticamente in bancarotta e intorno ad essa da qualche mese sono iniziate ad addensarsi le ombre del complotto, con voci che parlano di una possibile truffa orchestrata proprio ordita dal vertice di Mt. Gox per manipolare il mercato di Bitcoin.
L'arresto di Karpeles, ora, sembra proprio alimentare la fiamma di queste accuse.

Claudio Tamburrino
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